Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

La figura di Maria di Magdala nei quattro vangeli canonici è centrale, ma ciascuno degli evangelisti presenta varianti nella narrazione della donna. Marco evidenzia la paura di Maddalena e delle altre donne di fronte agli angeli della resurrezione, mentre Matteo e Giovanni La restituiscono kerigmatica.

Giovanni assegna a Maddalena un ruolo nella fondazione della Chiesa, riconoscendola discepola favorita del Risorto per la relazione vissuta con il Signore. Viceversa, nelle testimonianze lucane Maria di Magdala non riceve mandato di evangelizzare e la sua immagine è svilita dal confronto con sette demoni.

Maria Maddalena neotestamentaria, dalla visione del Risorto acquisisce una specifica consegna apostolica riconosciuta dal canone di Giovanni, Marco e Matteo. Eppure, la tradizione ha sensibilmente ridotto il ruolo della Santa, privandola delle consegne

Madonna col Bambino tra i santi Battista, Paolo, Maria Maddalena e Girolamo. Tiziano XVI sec.
Maddalena penitente di Georges de La Tour 1640

Maria Maddalena si adagia elegantemente nell’indagine introspettiva, nel percorso misterico che valica i confini terreni. E’ il viaggio mistico della giovane che decide definitivamente di separarsi dal mondano e di dedicarsi all’ascesi.

Il volto di Maria Maddalena e i lunghi capelli neri riversi all’indietro sono rivolti verso il vuoto, oltre il muro che contiene la stanza. La postura e il busto eretto, distaccati e distinti, confidano con la parete murale. Il portamento di Maria di Magdala suggerisce distanza e relazione con il divino, rappresentato dalla fiamma ripetuta dallo specchio e dall’intreccio delle dita delle mani, simboli di illuminazione e di intellezione del messaggio ultraterreno.

Maddalena penitente, Hermitage, St. Pietroburgo XIX secolo, Antonio Canova.

ministeriali a dispetto dei contenuti sacri in cui emerge una Maria Maddalena divulgatrice degli insegnamenti del Suo Maestro.

La Madonna al centro, seduta regge su un ginocchio il Bambino. Giovanni Battista, a sinistra, fa per prenderlo in braccio. Maria Vergine e il Figlio neonato rivolgono lo sguardo a destra dove si trova la Maddalena che, di profilo, devota alla Natività e con il volto abbassato soppesa la Sua gravidanza. Dall’ombra emerge San Paolo, mentre dietro Maria di Magdala San Girolamo é in adorazione del crocifisso. Il dipinto di Tiziano evoca un momento di profonda spiritualità, in cui le figure bibliche intrecciano emotività, riflessione, maternità, fede e redenzione nella celebrazione della Nascita in un contesto misterico precristiano.

La Maddalena penitente di De La Tour trasmette solitudine, silenzio e l’aspettazione della risposta soprannaturale. Maria Maddalena non guarda né lo spettatore né un oggetto specifico, ma si concentra su un’idea indefinita vagando oltre la materia, oltre il proprio spazio, verso una direzione ignota. Il teschio simboleggia la precarietà della vita e il percorso spirituale di Maria che abbandona le abitudini terrene per accogliere la natura spirituale.

Dettaglio della fiamma in Maddalena penitente, di Georges de La Tour 1640
Gesù appare alla Maddalena
Charles de La Fosse 1685

Le manifestazioni misteriche legano la presenza soprannaturale alla condizione terrena nel modo in cui il risorto, ricolmo della forza dello Spirito Santo supera i limiti del tempo e dello spazio, mentre il corpo glorificato, non più trattenuto dalle leggi fisiche, è visibile e trasformato, anche se l’ identità non è immediatamente riconoscibile dall’osservatore, così come accadde alla Maddalena.

La resurrezione non è effetto secondario del “teletrasporto”, ma il raggiungimento di una qualità corporea non più soggetta ai limiti spazio-temporali della materia terrena.

Gesù si destreggia con una fisicità ritrovata, appare e scompare all’improvviso, varca porte chiuse essendo al contempo reale e visibile, trasfigurato e non più vincolato dalla dimensione umana.

Teologicamente, la velocità e la capacità di superare le barriere fisiche significano che la morte non ha più potere sul Glorificato e su quelli che credono in Lui.

I prodigi sono attributi del Divino, in quanto solo Dio può incidere definitivamente sulla realtà materiale e sulle leggi della natura. Per questo, il corpo risuscitato non è spettrale ma reale e fisico, non più dipendente dalla fatica, dalla fame e dalla gravità, di cui comunque fruisce grazie agli aspetti migliori dell’esperienza terrena. La dinamica dei movimenti e l’incidenza sulla materia sottolineano un’esistenza libera e spiritualizzata che offre una prospettiva pluridimensionale all’umanità che si redime.

Cristo appare a Maddalena,
Rembrandt XVII secolo

Le apparizioni messianiche restituiscono vivo chi appare morto attraverso eventi che supportano la cristianità e un altro tipo di esistenza. La risurrezione è l’apparizione che non coinvolge solo il mondo terreno ma anche la Creazione. La visione del Risorto declina il Figlio dell’Uomo, il profeta, il martire e il re giudeo pro tempore, oltre all’espressione tripartita del Potere del Padre che dà l’avvio ad un governatorato di Dio sulla Terra nonostante la morte.

Se la santa identità stenta con la Natività, con le apparizioni diviene sfrontata e pienamente partecipata da chi ne è coinvolto. Il riconoscimento non è immediato e trascorre un lasso di tempo perché sia interagito.

Noli me tangere: Gesù dice a Maria di non toccarlo, di Hans Holbein il Giovane, XVI secolo

Secondo Giovanni evangelista, la Maddalena arriva sola alla tomba vuota del Signore e si scapicolla dai discepoli per avvertirli.

Al ritorno, in compagnia di Pietro, Maria di Magdala, visti gli angeli di guardia nel sepolcro, è sorpresa dall’apparizione. Dappresso, l’eccitazione, l’entusiasmo e la certezza d’un altro mondo strappano via la donna dalla paura e dalla disperazione. Le parole di Gesù a Maria la Maddalena, “Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre“, trascritte da Giovanni, non hanno un’interpretazione pacifica.

L’espressione latina “Noli me tangere” sembrerebbe infatti contraddire l’invito fatto dal Risorto a Tommaso di toccarlo e introduce l’interrogativo sulla natura della visione e del contatto extrasensoriale tra Gesù e i discepoli.

Un’esegesi sostiene che la traduzione corretta del passo kerigmatico sia “non mi trattenere“, che Gesù voglia tranquillizzare Maria a fronte della formazione dello Spirito messianico di cui diviene testimone privilegiato e che non necessità di accertamento tangibile.

La dinamica fa emergere l’urgenza dell’azione immediata della Maddalena, della comunicazione del messaggio cristiano e del compito di Maria di Magdala di diffondere l’evento piuttosto che soffermarsi sugli aspetti personali ed emotivi della visione. L’esposizione dei testi sacri alla corruzione testuale tuttavia resta e una parte dei commentatori biblici ritiene che il termine originario fosse “paura” e non “toccare”, il che modificherebbe la sacra locuzione in “non mi temere” rispetto a “non mi toccare” e a “non mi trattenere”.

al retaggio precristiano che associa il Santo Graal al lignaggio cristico e alla dinastia franca dei Merovingi. Queste narrazioni supportano l’idea che Maria Maddalena sia stata la compagna di Gesù, ovvero la moglie del Signore, e artisti di rilievo come Tiziano e Piero della Francesca sembrano confermarla attraverso l’estro in contrasto con l’iconografia tradizionale solita raffigurare

Maria di Magdala in pose languide, voluttuose o nude che agiscono simbolicamente, condizionando la biografia inesistente della Maddalena, l’autenticità del cristianesimo e della morale religiosa che ha prevalso e prevale nel mondo. Una possibile gravidanza della Santa rinnoverebbe Il cristianesimo, svecchiandolo con una nuova umanità in grado di bilanciare fisicità e spiritualità, corpo e spirito, uomini e donne, sbilanciati dalle disparità di genere e dalle gerarchie ecclesiastiche.

L’ascensione della Maddalena è evento ridotto a leggenda dalla tradizione, ma è anche storia dell’arte medievale e rinascimentale.

Maria Maddalena penitente, di Domenico Tintoretto XVII secolo

La solitudine, fatta risaltare dal vagheggiamento di una vita nuova, spiegano l’accrescimento spirituale, l’emancipazione dalla colpa, la fedeltà alla missione affidataLe dall’apparizione del Risorto, dalla vittoria della vita sulla morte.

La rappresentazione del Tintoretto fa da premessa alla “Maria Maddalena portata via dagli angeli“, di Giovanni Lanfranco, che tratteggia l’elevazione fisica e la maturità spirituale che trasportano in Cielo. L’opera esprime la gratitudine all’elevazione quasi insperata.

Lo sguardo catabasico della Maddalena di Tiziano e di Piero della Francesca all’interno di una cornice statuaria esprime la bellezza giovanile, la fierezza della maternità. Maddalena stringe l’ampolla dei profumi, simbolo della dedizione al corpo di Cristo che La unisce alla Chiesa universale. Che Maria Maddalena fosse incinta al tempo della crocifissione è supposizione legata all’approdo in Provenza dopo le persecuzioni,

Maria Maddalena di Piero della Francesca 1460

L’assunzione in Cielo della Santa è il risultato di una vita di preghiera, di penitenza e di contemplazione che la letteratura biblica non menziona. La luce che attraversa l’ombra della dimora della Maddalena illumina la spiritualità, il cammino di redenzione e riveste un ruolo nelle opere del Tintoretto. La raffigurazione del pittore veneziano scambia con l’osservatore forza interiore, dignità e vulnerabilità, cedute dal volto, dall’atteggiamento e dalla posa di Maria di Magdala. La rassegnazione alla ventura piuttosto che la pace interiore contengono inalterata la natura umana di Chi sta per trasformarsi divina, mentre la tragicità della perdita interpreta l’amore per Cristo e la fine della relazione umana omogenea che diventa eterogenea, tra il corpo e lo spirito in seguito al martirio del Salvatore.

Maria Maddalena portata via dagli angeli. Giovanni Lanfranco 1615 -1617

Due angeli soccorritori realizzano il trasporto e il trasferimento alla dimensione sognata, annichilano la morte e l’esistenza precedente.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi e assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

…Dio Adamo ed Eva Alieno angeli angeli e demoni Antico Egitto anticristo apocalisse Arcangelo Michele Armageddon Battaglia bene e male bibbia Chiesa Cieli Cielo Cosmo demoni demonio diavolo Dieci Vergini Diluvio Universale dio Dio illumina Dittatore Celeste evangelista Fede Finanza Fine dei tempi fine del mondo Francia futuro Gesù Gesù Alieno Gesù e Maddalena Giudizio finale Giudizio Universale gnosticismo Graal Grande Tribolazione Grazia guerra Ierofania inferno internet Ira di Dio L'apostolo amato dal Signore Libri profetici Luce Lucifero male maledizione maligno Maria Maddalena massmedia Meretrice milizie celesti mondo Morti viventi Nuova Creazione Nuovi Cieli e Nuova Terra Paraclito Paradiso parusia peccato politica Potenza di Inganno preghiera Priorato di Sion Profeta Profezia prostituta Quattro Angeli Ragione Rapimento Regno di Dio Romolo e Remo Sacro San Paolo satana Satana legato Seconda Creazione seconda morte segreto sette Signore Sofia Spirito Santo sposa Stagno di Fuoco Stelle Terra Tribolazione TV Universo V VANGELI APOCRIFI vangelo vita e morte Vita Eterna