Le dimensioni della commistione confessionale

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L’essere umano non può percepire o visualizzare la quarta dimensione spaziale attraverso i sensi, poiché la biologia umana è limitata dalla esperienza tridimensionale.

Entrare con una dotazione sensoriale 3D in una quarta dimensione spaziale non garantirebbe una comprensione immediata, perché senza un apparato sensorio adattato alla percezione 4D l’esperienza restituirebbe sensazioni caotiche o incomprensibili.

Al contrario, la Vita di una quarta dimensione superiore interagisce con il mondo in modi che appaiono miracolosi o incodificabili dalla natura umana che prevarica la disposizione al “perché” con la pragmatica del “come fare”.

È la teoria delle stringhe e la fisica dei ponti di Einstein-Rosen a studiare queste possibilità teoriche che, da speculazioni non verificabili, si trasformano progressivamente provate dall’ agosto del 2025.

Dal punto di vista confessionale, gnosticismo ed esegesi cubica della Gerusalemme Celeste giovannea spiegano la Creazione e la Terra intrinsecamente multidimensionali.

Il mondo in specie diviene la proiezione limitata di dimensioni spaziali superiori e la scintilla divina opera come connettore tra il piano terrestre e l’iper-spazio della quarta dimensione,

realtà adiacente e contigua, percettibile attraverso il cambio di prospettiva che deriva dalla Gnosi e/o dal Cristianesimo integrale epurato dalla corruzione e dalle potenziali distorsioni dei testi delle scritture.

I sistemi gnostici sotto l’influenza del pitagorismo e del platonismo possono aver utilizzato solidi per raffigurare la struttura dell’universo ideale ma, a causa della frammentarietà e della incompletezza dei documenti rinvenuti tra i codici di Nag Hammadi nel 1945 in Egitto, i vangeli apocrifi presentano zone d’ombra che non consentono l’interpretazione pacifica e l’esposizione completa di sacramenti fondamentali come la camera nuziale.

Per questo il termine “cubo” é rimasto legato alla descrizione cubica colossale della Gerusalemme Celeste nell’apocalisse di Giovanni / Maria di Magdala,

La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali.

sebbene la lettera e l’allegoria del canone, comprese le immagini apocrife, utilizzino il simbolismo del matrimonio per descrivere l’unione tra il divino e l’umano alla fine dei tempi.

E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 

Secondo le fonti canoniche la geometria dimensionale guida il compimento della storia, mentre la realtà conosciuta, segnata dai limiti della terza dimensione e dalla linea compiuta del prima e del dopo, sono sostituite dalla struttura fisica multidimensionale che annette a Dio in un eterno presente che coesiste con il tempo, dove un nuovo ordine universale rimpiazza quello attuale.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.