Appesi all’infinito

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La Camera Nuziale è il sigillo dei 5 sacramenti gnostici. Le fonti non descrivono nei particolari il processo che rappresenta un rito unico e irripetibile che rinsalda l’unione di marito e moglie.

E’ la ritualità, è l’iniziazione alla spiritualità che trasformano e riconciliano con la realtà trascendente, con il mondo celeste. Uno spazio metafisico dove la natura umana e quella “extraterreste” riconquistano lineamenti, espressioni e sembianze.

La tradizione gnostica discute di spiriti impuri e li distingue tra maschili e femminili. Gli spiriti maschili si legano ad anime che inabitano corpi femminili, mentre gli spiriti femminili si uniscono ad anime di corpi maschili.

L’incorporeo slaccia dal mondo del dio fittizio con un criterio escatologico e con la partecipazione di forze maschile e femminile, con l’energia che erompe dalla relazione di un fidanzato e di una fidanzata. La ricezione di questa forza avviene nella Camera Nuziale.

La narrazione precristiana sottolinea sacralità e pragmaticità della Camera Nuziale mediante un metodo che stabilisce un ponte tra l’ambito umano e quello dove Dio governa.

Le riunificazioni mistiche correggono la verità terrena con la Verità intrisa nelle sinuosità di rapporti che hanno la facoltà di surrogare i legami fisici, perfezionandoli.

Le unioni santificate dalla Camera Nuziale sono manifestazioni e ierofanie appartenenti ad un disegno più ampio. Il quinto sacramento è un percorso che supera i limiti delle relazioni umane perché restituisce la profondità dei multiversi e delle realtà pluridimensionali, di uno sviluppo continuo di elevazione che approda ad una comprensione intima e definita di sé e dell’altro che avvicina al Sacro.

Lo scopo della Camera Nuziale è trasferire l’individuo dall’esistenza materiale a quella spirituale che fugge dal mondo generato da un dio ingannevole.

Il quinto rito dimostra che l’amore è l’unica cosa non limitata dalle coordinate di spaziotempo, che una dimensione esistenziale si muove oltre le comprensioni acquisite, che la Verità è alla portata dell’umanità, sulla quale può fare affidamento.

La Camera Nuziale è l’ “inquietante azione a distanza” di Einstein, è quello che il celebre scienziato definì tra i fenomeni più controversi della fisica quantistica, in cui due identità distanti ma correlate possono scambiarsi, come in un abbraccio, informazioni, emozioni e meraviglia da un effetto secondario del teletrasporto.

Il letto coniugale gnostico è l’immagine del legame tra il Padre e l’umanità. E’ la forza riunificante che supera le barriere della morte, del tempo e le distanze siderali. Di questo bisognerebbe fidarsi.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.