Una coppa per due

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L’arte e i simboli riconoscono un ideale, un riserbo e un sentimento che dal testo gnostico si riversano sulla natura di Gesù e di Maria Maddalena.

Il simbolismo si lega a tradizioni mistiche che evidenziano il principio femminile sacro; la Maddalena ne custodisce l’intima Verità.

Dal Vangelo di Filippo:

La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli e immagini…Il Signore ha detto: “ Sono venuto per rendere le cose di quaggiù simili alle cose di lassù, e le cose esterne simili alle cose interne. Sono venuto per unirle, in quel luogo Egli si è manifestato, in questo luogo per mezzo di simboli e di immagini.

Se nel Cristianesimo tradizionale lo Spirito Santo deriva dal Padre, il simbolismo gnostico ha rappresentato lo Spirito Santo come principio femminile.

Il calice è simbolo che traspare, presente nel centro del tavolo dell’Ultima Cena di Leonardo, nell’arte sacra che rimpiazza la coppa del Santo Graal, latitante nell’opera leonardesca. Il calice è il Santo Graal nel contesto di un significato rinnovato, escatologico, intimo e femminile.

Ultima Cena di Leonardo da Vinci 1494 – 1498

Il calice è il complemento della Camera Nuziale, del quinto sacramento gnostico trascritto dal Vangelo di Filippo.

Il Santo Graal è l’anima terreste di natura femminile quando si riconcilia con la controparte celeste maschile che, sopraggiunta, nella luce effusa dallo Spirito Santo, resetta la realtà materiale dal caos prodotto dall’anomalia primordiale e da un mezzo-dio al comando di questo mondo che la cultura gnostica raffigura nel demiurgo.

L’anomalia ebbe origine quando l’eone Sophia, che Maddalena incarna, emanò senza la sua autentica metà maschile, imprescindibile nell’ambiente atavico e androgino.

La condizione miserevole dell’umanità nelle grinfie del malevolo demiurgo, mezzo-creatore, viene risolta dall’unico vero Dio, l’Uno, che emana due eoni, Cristo e Sophia, Gesù e Maddalena, ovvero lo Spirito Santo, i quali hanno l’incarico di salvare l’umanità dal male sublimando la materialità mondana con la Verità spirituale.

La reintegrazione di Gesù e di Maria Maddalena emerge dai circoli esoterici e pseudo-massonici, dall’arte sacra, dai vicoli romani che scorgono due triangoli sovrapposti a richiamo dei testi teosofici, dell’Aureum Seculum Redivivum, dei simboli incisi sulla porta magica della capitale, eredità della Villa del Marchese Palombara e della filosofia esoterica della seconda metà del Seicento.

Frontespizio del libro Aureum Seculum Redivivum 1678
Frontone della Porta Magica a Roma

Gesù e Maddalena rappresentano un binomio salvifico e la perfetta reintegrazione in una realtà riveduta che riesce a vivere appieno la propria Vera Natura.

L’archetipo della riconciliazione é Cristo e Sophia, é Gesù e Maddalena, ridefiniti dal cristianesimo cattolico e dalle riflessioni di Papa Ratzinger nella relazione tra Eros e Agape, manifestazioni complementari di un unico sentimento.

Eros e agape, amore ascendente e amore discendente, non si lasciano mai separare completamente l’uno dall’altro … La fede biblica non costruisce un mondo parallelo o un mondo contrapposto rispetto a quell’originario fenomeno umano che è l’amore, ma accetta tutto l’uomo intervenendo nella sua ricerca di amore per purificarla, dischiudendogli al contempo nuove dimension

La riconciliazione che salva dai mali del mondo apre dunque a una nuova dimensione e l’avvicinarsi degli ultimi giorni accelera i tempi del rincontro.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.