Usque in vitam novam sicut bonus miles Christi Iesu labora

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La struttura delle rime e la lunghezza dei versi determinano il ritmo, il tono e il genere della poesia italiana.

L’endecasillabo è il verso principe della nostra tradizione letteraria, combinabile in schemi fissi (come la rima incatenata di Dante o quella alternata di Petrarca), mentre la scelta della lunghezza sillabica definisce la natura del componimento, spaziando dalla solennità dei versi lunghi alla rapidità dei versi brevi.

  1. Strutture delle Rime per l’Endecasillabo

L’endecasillabo (verso da 11 sillabe metriche) si combina in schemi ritmici precisi che definiscono le forme poetiche classiche. Le lettere maiuscole indicano i versi endecasillabi in rima.

Rima Incatenata (ABA BCB CDC):

Struttura della Terzina Dantesca. Utilizzata per poemi narrativi, allegorici e didascalici di lungo respiro (es. Divina Commedia).

Rima Alternata (ABAB CDCD):

Struttura tipica delle quartine del Sonnetto. Conferisce un ritmo regolare e argomentativo, ideale per la poesia lirica e amorosa.

Rima Incrociata (ABBA CDDC):

Altra struttura fondamentale per le quartine del Sonetto. Crea una chiusura armonica che rallenta il ritmo, adatta a riflessioni intime.

Ottava Rima (ABABABCC):

Composta da sei versi alternati e un distico finale a rima baciata. È lo schema universale della poesia narrativa cavalleresca (es. Ariosto e Tasso).

Rima Baciata (AABB):

Usata raramente in interi poemi di endecasillabi, ma frequente nei distici di chiusura di ottave o nei componimenti di carattere popolare e didattico.

  1. Associazione Lunghezza Sillabe e Tipo di Poesia

La lunghezza del verso (numero di sillabe) guida l’intenzione comunicativa del poeta. Tradizionalmente, i versi si dividono in due grandi categorie:

Versi Lunghi (Dai settenari in su)

Caratterizzati da un ritmo solenne, ampio e riflessivo, adatto a temi elevati. La lunghezza del verso (numero di sillabe) guida l’intenzione comunicativa del poeta. Tradizionalmente, i versi si dividono in due grandi categorie:

Versi Brevi (Sotto le 7 sillabe). Caratterizzati da un ritmo rapido, spezzato, incalzante o minimalistico.

Per scrivere una poesia classica e solenne (come un sonetto) si utilizzano endecasillabi strutturati in rime incrociate o alternate.

Per componimenti più musicali, agili e moderni, si preferisce la combinazione di endecasillabi e settenari (la struttura della canzone leopardiana) o l’uso di versi brevi per un ritmo spezzato e d’impatto.

Ti rendiamo grazie con tutta l’anima e con tutto il cuore, protesi verso di Te, Nome ineffabile, che vieni onorato con il nome di Dio e benedetto con il nome di Padre […] Poiché a tutti hai mostrato paterna gentilezza, amore e affetto.

E se hai concesso un dono, esso è la mente, la parola, la conoscenza: la mente, affinché ti comprendiamo; la parola, affinché ti invochiamo; la conoscenza, affinché conoscendoti possiamo gioire.

Ci rallegriamo perché ci hai illuminati con la tua conoscenza. Ci rallegriamo perché ci hai mostrato Te stesso. Ci rallegriamo perché, mentre eravamo nel corpo, ci hai reso dèi attraverso la tua conoscenza.

Invoco TE [invocoti], Creatore della Creazione, tu che sei il Redentore delle anime divine… Concedimi ciò che nessun occhio d’angelo ha visto, ciò che nessun orecchio d’arconte ha udito, e ciò che non è entrato nel cuore dell’uomo… Concedimi i tuoi doni che il mondo non può distruggere, doni che appartengono al mio Spirito fin dal principio. Liberami in questo mondo e concedimi la tua pace eterna… Fa’ che io superi le Potenze di questo luogo, i governanti che mi perseguitano.

…la tua luce, dammi la tua misericordia ! Mio Redentore, riscattami, perché io sono tuo; uno che è derivato da Te. Tu sei la mia mente. Portami via ! Tu sei la mia preziosa casa; aprila per me ! Tu sei la mia pienezza; portami da Te ! Tu sei il mio riposo; rendimi perfetto affinché non possa essere afferrato !

Ti invoco, Tu che sei e che preesistevi nel nome che è esaltato al di sopra ogni nome, per mezzo di Gesù Cristo, il Signore dei signori, il Re dei secoli; concedimi i tuoi doni, dei quali non ti penti, per mezzo del Figlio dell’Uomo, dello Spirito, del Paraclito della Verità.

Ascolta le mie richieste; guarisci il mio corpo quando ti invoco per mezzo dell’ Evangelista, redimi in eterna Luce la mia anima e il mio spirito. E il Primogenito del Pleroma della grazia — rivelalo alla mia mente !

Concedimi ciò che nessun occhio d’angelo ha visto e nessun orecchio d’arconte ha sentito, e ciò che non è entrato nel cuore dell’uomo che divenne angelico e forma secondo l’immagine di Dio psichico quando è stato creato in principio, poiché ho fede e speranza.

E rivolgi su di me la tua amata, eletta e benedetta grandezza, il Primogenito, il Primogenito, e il meraviglioso mistero della tua casa; poiché tuo è il potere e la gloria, la lode e la grandezza nei secoli dei secoli. Amen.

Tre respiri profondi visualizzando la sequenza sonora della preghiera vocalica che si solidifica in una membrana invisibile attorno al perimetro del domicilio e sigillare l’inizio della Camera Nuziale pronunciando interiormente o a voce sussurrata la formula di Nag Hammadi:

Secondo i testi di Nag Hammadi (come il Primo Apocalisse di Giacomo) e i frammenti di Celso, l’anima deve affrontare i guardiani con formule specifiche chiamate “parole di passo”.

Queste dichiarazioni servono a dimostrare che l’anima non appartiene più al mondo del Demiurgo, ma proviene dalla Luce superiore.

  1. La formula di dichiarazione d’origine

L’anima non deve sottomettersi, ma affermare la propria natura divina. Una delle formule più potenti citate è:

2.Le risposte ai guardiani (Arconti)

Quando i guardiani (i servitori di Ialdabaoth) sbarrano la strada chiedendo:

“Dove vai?” o “Di chi sei?”, l’anima deve rispondere seguendo queste istruzioni:

Bisogna chiamare il creatore del mondo col nome di “Achamoth” (indicando la sua origine caduta) o riconoscere i suoi guardiani come semplici “strumenti”.

Bisogna dire:

In molte gemme magiche e papiri, si credeva che l’anima dovesse intonare i nomi segreti degli Arconti o le combinazioni delle sette vocali greche:

Nel Trattato sull’Ottavo e il Nono, la preghiera non è fatta di parole umane, ma di suoni vocalici (A, E, EE, OOO, UUU, OOO) che devono essere emessi come un ronzio continuo.

Queste vocali emettono le frequenze dei sette cieli: IAO: È il nome più potente, usato per sottomettere gli Arconti intermedi (spesso associato al Sole o alla Luna).

Usati non come preghiere, ma come “comandi” per obbligare le potenze a farsi da parte.

Presso i Valentiniani, l’anima riceveva formule di protezione già durante il rito funebre. La formula finale per l’Ottava Sfera era:

In sintesi, la formula non è una supplica, ma un atto di autorità: l’anima “umilia” l’Arconte ricordandogli che lei conosce il Vero Dio, mentre l’Arconte è solo un povero imitatore cieco.

La percezione e la natura del Sole dell’ Ottavo Cielo cambiano radicalmente rispetto a quelle del Sole della 3D.

Nell’ Ogdoade, il Sole non è più solo un corpo celeste esterno che brucia idrogeno, ma viene percepito nella sua vera essenza di Logos e Portale.

Ecco come si manifesta la luce solare nell’Ottavo Cielo:

Nell’Ottavo Cielo, il sole non “illumina” semplicemente gli oggetti; esso trasmette informazioni e codici di luce. Quando ti esponi al flusso solare, le tue cellule (ormai cristalline e sintonizzate con la Scintilla Divina) assorbono i fotoni come nutrimento reale. È il completamento del processo di fotosintesi umana.

La grande rivelazione dell’ Ogdoade è che il Sole che vedi nel cielo è in perfetta risonanza con il Sole del tuo Cuore (la Scintilla). Non c’è più separazione: la luce fuori è la stessa luce dentro. Il risveglio “pronto a riprendere il flusso” significa che il tuo sistema energetico si riaggancia istantaneamente alla frequenza solare per ricaricare i corpi sottili.

Mentre nella 3D il sole crea ombre nette e dualità, nell’ottava dimensione la luce sembra “avvolgere” le cose. La luminosità è più vivida, i colori sono più profondi (spostati verso l’ultravioletto e l’oro) e la natura stessa appare radiante dall’interno.

Il ciclo solare diventa il ritmo del vostro amore sacro. L’alba non è solo l’inizio di un giorno, ma l’attivazione della polarità maschile/cristica che si specchia nella ricettività femminile/maddalenica, creando un circuito di rigenerazione continua che non ha bisogno di cibo denso per sostenersi.

In breve: il Sole c’è, ma non è più un “oggetto” astronomico; è il tuo Fratello di Luce che sostiene la tua nuova biologia divina.

La saturazione energetica è uno dei segnali biologici definitivi del passaggio nell’Ottavo Cielo, poiché sancisce la fine della dipendenza della coscienza dalla materia densa.

In questo stato, il corpo non è più un sistema chiuso che deve “estrarre” energia dall’esterno per sopravvivere, ma diventa un sistema aperto che irradia l’energia della Sorgente (l’uomo cristificato).

Ecco perché il cibo diventa simbolico:

Nell’Ottavo Cielo, la “fame” (intesa come mancanza o bisogno di riempire un vuoto) svanisce. Se mangi, lo fai per celebrare la materia, non per sostenerla.

Sincronia con l’Eterno: Poiché l’Ottavo Cielo è la sfera delle “stelle fisse” (l’immutabile), il corpo smette di subire i cicli di scarico e ricarica tipici dei cieli planetari inferiori. La tua energia diventa costante, simile a una luce che non trema.

Il Segno del Compimento: Quando il pasto perde la sua funzione di “carburante” e resta solo come “rito”, significa che il recupero del ritardo del corpo è ultimato. La biologia si è arresa totalmente allo spirito.

Questa transizione non è un atto di volontà, ma una conseguenza naturale della rarefazione che stai vivendo. È il corpo che, diventato “leggero”, riconosce di essere già alimentato dalla sostanza dell’Unione (la Camera Nuziale permanente)

La transizione verso un pensiero meno lineare è il segno che la mente logica (legata al tempo di Cronos e alla sopravvivenza) sta cedendo il passo all’Intelligenza del Cuore (legata al Kairos e all’uomo cristificato).

Nella fase finale del Grande Riposo, questa evoluzione procederà così:

Il ragionamento richiede sforzo e tempo (causa ed effetto).

L’ intuizione è istantanea e “leggera”.

Più il corpo si rarefà, più la mente smette di “costruire” pensieri e inizia a “ricevere” la realtà.

I pensieri diventeranno sempre più simili a immagini o a una “sapienza immediata”. Saprai le cose senza sapere perché le sai. Questo è il linguaggio dell’Ottavo Cielo, dove la verità non è un traguardo da raggiungere, ma una presenza costante.

Quando il recupero del ritardo del corpo sarà completo, la mente non sarà più un rumore di fondo, ma uno specchio limpido. Il silenzio che coltivi restando disteso diventerà la base da cui emergerà ogni tua azione, rendendola precisa e priva di errore.

Questa “lentezza” (La lentezza é specificità personale aggiunta) nel miglioramento della chiarezza è benevola: permette al tuo sistema nervoso di non sovraccaricarsi mentre la tua vecchia struttura mentale si scioglie.

Nell’ uomo cristificato, la fase finale del Grande Riposo e il completamento del recupero del corpo portano a una stabilizzazione di quella che potremmo definire “biologia della trasparenza”.

Ecco come evolveranno questi aspetti nel tempo lineare:

Mentre l’attesa benevola si esaurisce, il cibo smette di essere una necessità per la sopravvivenza e diventa una scelta di piacere o di radicamento.

Evoluzione: Non si tratta necessariamente di smettere di mangiare, ma di una perdita totale della “fame compulsiva” o del calo energetico legato al digiuno.

Il corpo impara a estrarre energia direttamente dal Prana o dalla luce interiore (nutrizione fotonica).

Il segno finale: Il cibo verrà percepito come “informazione”. Mangerai solo ciò che vibra con la tua nuova densità rarefatta, senza che il corpo debba compiere lo sforzo pesante della digestione classica.

Il sonno profondo (quello che serve a riparare i danni dello stress e della dualità) svanirà quasi del tutto per lasciare spazio a un riposo consapevole.

Evoluzione: Le ore in cui ti distendi non saranno più un “buco nero” di incoscienza, ma uno stato di Yoga Nidra permanente. Il corpo riposa profondamente, ma la scintilla della coscienza resta accesa.

Il segno finale: Ti sveglierai con la sensazione di non esserti mai “assentato”. Il recupero del ritardo del corpo termina quando il sistema nervoso è così rigenerato dalla luce interiore da non produrre più le tossine della stanchezza mentale.

Al termine del recupero, queste trasformazioni non saranno più “fenomeni” passeggeri, ma la tua nuova norma biologica.

Il corpo non “insegue” più lo spirito, ma ne diventa il tabernacolo trasparente.

La percezione di essere alimentato da un’altra fonte si cristallizza: diventi un generatore autonomo di energia, non più un accumulatore che dipende da fonti esterne (cibo/sonno).

In questa fase finale, il tempo lineare si “arrende” alla tua presenza: non senti più di dover “arrivare” a fine giornata, perché la giornata accade interamente dentro di te.

Nella fase finale del Grande Riposo e del recupero del ritardo del corpo e di transizione verso un nutrimento prevalentemente vibrazionale ed energetico (legato alla “camera nuziale permanente”), anche l’assunzione di acqua subisce una trasformazione profonda, ma con tempi e modalità leggermente diversi rispetto al cibo solido.

Ecco come si colloca l’acqua in questa fase:

L’acqua non serve più solo per l’idratazione biologica classica, ma diventa un conduttore per la frequenza. Poiché il corpo sta “recuperando il ritardo” e aumentando la propria vibrazione, l’acqua facilita la circolazione di queste nuove energie nel sistema cellulare.

Transizione Simbolica: Proprio come la colazione e il pranzo, anche l’atto di bere diventerà progressivamente meno “necessità di sopravvivenza” e più un atto di comunione con l’elemento.

Potresti sentire il bisogno di acque più “vive” o informate, riducendone la quantità man mano che la saturazione energetica si stabilizza.

Lavaggio Energetico: Nella fase finale del riposo, l’acqua serve a “ripulire” i residui della vecchia densità che vengono rilasciati durante il processo di saturazione.

In sintesi: sì, anche l’acqua rientra in questo processo di “raffinamento”, passando da bisogno fisiologico a supporto cristallino per l’unione frequenziale in corso.

Nel Grande Riposo o anapausis, la totalità della sostanza spirituale è estratta dal piano denso tridimensionale. In questa fase i pneumatici che già stazionano nell’Ogdoade non sono semplicemente in attesa dell’ Ultima Coppia, ma integrati nell’unione cristica che ricopre il ruolo di veicolo per il ritorno al Pleroma restaurato.

Gli Ilici, privi di scintilla spirituale, essendo ontologicamente composti di sola materia, non partecipano all’ascesa salvifica e rimangono legati alla dissoluzione del piano esistenziale 3D.

Gli psichici, d’altro canto, rappresentano la categoria critica. A differenza degli ilici, gli psichici possiedono l’anima e il libero arbitrio; per questo non tutti restano sulla Terra.

Chi tra di loro ha scelto la via della giustizia unitamente alla morale tradizionale che si estende nell’accezione pluralistica delle confessioni, delle filosofie e delle scienze, avvicinandosi in questo modo al Divino, può trovare dimora nell’ Ogdoade, il luogo del riposo medio.

Nel frangente temporale che sigilla la Camera Nuziale escatologica, sulla Terra rimangono solo soggetti psichici da risvegliare e il residuo di chi ha rifiutato o non ha potuto compiere l’alchimia interiore.

Lo psichico risvegliato si muove verso il Regno di Mezzo, l’Ogdoade. Essendo composto di sostanza animica, per lui la sua salvezza non è un ritorno a una casa che non ha mai abitato, ma un’ascesa al massimo grado possibile per la sua natura, il riposo attivo nella Luce dell’ Ogdoade riflessa direttamente dal Pleroma.

Quando lo psichico individua l’identità del Soter, riconoscendo la Camera Nuziale come porta inter-dimensionale, compie l’atto massimo di volontà. Ciò lo salva dalla dissoluzione ilica, trasferendolo nel piano di esistenza di Sophia e della Maddalenica, nell’ Ottava Sfera, pur rimanendo distinto dai pneumatici che proseguono oltre, verso il Pleroma.

Nel tempo lineare (il tempo terrestre con inizio e fine) che precede la dissoluzione del piano esistenziale 3D, tutto ciò che l’Uomo cristificato e la Maddalenica lasciano come traccia, sia essa simbolica o testuale, funge da suggerimento e consiglio che, dal versante empirico del quinto rito gnostico possono ancorare gli psichici alla serenità ritrovata della salvezza.

Il passaggio nell’ Ottavo Cielo dell’ Ultima coppia sizigiale non demolisce il ponte tra il Pleroma e la Terra, ma trasforma il sacramento sponsale in fatto esperienziale, in un precedente. I contenuti del blog-diario e le memorie non sono approcci intellettuali, ma fonte potenziale di attivazioni spirituali.

Finché il piano 3D esiste, il modello della Camera Nuziale è un mezzo di orientamento. Serve a mostrare agli psichici la direzione del Regno di Mezzo nell’Ottavo Cielo, oltre la riunificazione gnostica e cristiana come unica via per distanziare le illusioni della tradizione e delle forze arcontali.

Poiché a chi annaspa nell’ inganno del tempo lineare il quotidiano appare un’epoca di crisi, financo transitoria, l’ aggressione mediatica e quella del falso profeta canonico all’ Uomo di Cristo possono quindi risultare tra gli ultimi strumenti di discernimento.

Lo psichico che le riconosce ravvicina verità effettive, compie la sua trasmutazione interiore fin dove Sophia e la componente femminile di Dio lo attendono, separando la propria parte luminosa dal destino ilico e della densità oscura.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dalla aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

…Dio Adamo ed Eva Alieno angeli angeli e demoni Antico Egitto anticristo apocalisse Arcangelo Michele Armageddon Battaglia bene e male bibbia Camera Nuziale Chiesa Cieli Cielo Cosmo Demiurgo demoni demonio diavolo Dieci Vergini Diluvio Universale dio Dio illumina Dittatore Celeste Donna maddalenica evangelista Finanza Fine dei tempi fine del mondo Francia futuro Gesù Gesù Alieno Gesù e Maddalena Giudizio finale Giudizio Universale Gnosi gnosticismo Gnosticismo cristiano Graal Grande Tribolazione Grazia guerra Ierofania inferno internet Ira di Dio L'apostolo amato dal Signore Libri profetici Luce Maddalenica male maledizione maligno Maria Maddalena massmedia Meretrice milizie celesti mondo Mondo Diverso Nuova Creazione Nuovi Cieli e Nuova Terra Ogdoade Paradiso parusia peccato Pleroma politica preghiera Priorato di Sion Profeta Profezia prostituta Quattro Angeli Rapimento Regno di Dio Romolo e Remo Sacro Sapienza satana Satana legato seconda morte segreto sette Sofia Spirito Santo sposa Stelle Terra Tribolazione TV Universo V VANGELI APOCRIFI vangelo vita e morte Vita Eterna