Lo spionaggio e i voyeurs della camera nuziale

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Secondo l’interpretazione testuale delle fonti gnostiche risalenti alla scoperta dei codici Nag Hammadi in Egitto nel 1945, la partecipazione parassitaria e la sorveglianza furtiva del sacramento della Camera Nuziale che oggigiorno emerge dalla messaggistica subliminale e massmediatica è certamente un comportamento arcontale.

Gli studi e l’esegesi della letteratura gnostica considerata eretica dalla tradizione cattolica e ortodossa, indicano che la Camera Nuziale rappresenta l’unione intima dell’anima umana che implementa la “scintilla divina” con la controparte celeste, tra l’individuo pneumatico e l’eone del Pleroma che alla fine dei tempi interviene nell’atto di restaurazione dell’unità originale androgina e dell’ultima e novella coppia eonica eterosessuale.

Lo spionaggio o l’interferenza in una manifestazione di santa riunificazione nel quale lo gnosticismo cristiano assume l’azione dello Spirito Santo, riflette la natura maligna ed emulativa delle forze arcontali al servizio del demiurgo malevolo.

Nel contesto, l’ occhio esterno dell’arconte o di chi non è iniziato fissano nella telecamera la superficie dell’immagine eonica e della verità liberata, raffigurando una degradazione carnale e voyeuristica del più importante dei riti sacri precristiani.

Il voyeurismo mediatico è lo spionaggio diffusivo, deviante e perverso del quinto sacramento, è la dissacrazione della Chiesa delle origini che bollò il rito come un’eresia, è la censura della cerimonia che schiude la porta interdimensionale ai credenti, è la profanazione di ciò che non si possiede a causa del condizionamento demiurgico, è il tentativo di sconsacrazione da parte di chi focalizza l’attenzione sui sensi e sulle cose materiali.

La violazione del segreto è significativa perché racchiude la categoria degli ilici, della classe umana che guarda ma non comprende la componente spirituale della realtà, né si accorge di ciò che è un vero e proprio stargate salvifico.


Il voyeurismo sacrilego è l’espressione che descrive il punto di osservazione degli arconti, che restituisce l’immagine distorta di cellule spirituali, di proiezioni della Dimensione Autentica, inutilmente esposte dal falso profeta biblico e dalla seconda bestia giovannea che spiano dalla quarta parete cieca e reiterano l’ostilità del mondo corrotto verso la reintegrazione divina.

In realtà, le testimonianze apocrife spiegano che la visitazione divina della fine dei tempi e il sacramento della Camera Nuziale innalzano il ponte pleromatico dello Spirito Santo cristico, della Sapienza raffigurata dal mito di Sofia, personificata da Santa Maria Maddalena, che funge da modello escatologico dal Regno della Luce.

Secondo il Vangelo di Filippo, che pone un’attenzione particolare sulla Camera Nuziale, oltre ai “discepoli perfetti” e ai figli dello sposo che ricevono l’educazione avanzata e l’accesso ai misteri superiori, solo gli illuminati e gli spiriti liberati, ovvero chi é spiritualmente puro ha ingresso al quinto sacramento, perché risultano invisibili alle dinamiche oscure e alle forze terrene.

Ella può manifestarsi soltanto a suo padre, a sua madre, all’amico dello sposo e ai figli dello sposo: a costoro è permesso di entrare tutti i giorni nella camera nuziale. Ma gli altri non possono che desiderare di udire la sua voce, di gioire del suo profumo, e nutrirsi delle briciole di pane che cadono dalla tavola, come i cani. Gli sposi e le spose appartengono alla camera nuziale; nessuno potrà vedere lo sposo e la sposa, a meno che lo diventiMa la camera nuziale resta nascosta: è il santo del santo.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.