Il coltello dalla parte del manico

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Secondo la letteratura cristiana non convenzionale nel Cenacolo di Leonardo alla destra del Signore siede Maria Maddalena.

Cenacolo di Leonardo da Vinci, 1495/1498

Gli aspetti grafici, i colori contrapposti degli abiti dei due capotavola, l’assenza del calice neotestamentario, della coppa del Graal, la mano di Pietro che agita la figura femminea ritratta, il coltello occultato dalle spalle di Giuda che nessuno dei commensali afferra nell’opera originale, supportano parte dell’idea che la Maddalena sia stata la moglie del Messia.

A sinistra particolare del coltello di Leonardo da Vinci, a destra la copia dell’opera di un allievo.

La Chiesa è ferma nel respingere questa supposizione, ritenendola infondata. Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, al contrario, espresse opinioni a favore del sospetto che San Giovanni raffiguri, in realtà, Maria Maddalena, fomentando dibattiti e implicazioni su di un tema passato in sordina dalla tradizione.

Il particolare del coltello nel cenacolo leonardesco riproduce un momento drammatico che sottolinea la tensione emotiva della situazione, il ruolo degli apostoli, il significato della fedeltà e del tradimento, l’ambiguità del messaggio artistico erogato dal simbolismo ferale del pugnale stretto da Pietro e censurato da Gesù che risanerà miracolosamente l’orecchio del sacerdote Malco prima della crocifissione.

Copia dell’Ultima Cena 1550 circa, di allievo di Leonardo.

E’ la rappresentazione di una minaccia anonima che incombe sulla Chiesa nascente, é l’intimidazione latente che pesa sulla storia della Verità.

Cristo preso prigioniero, di Giuseppe Cesari 1597. In primo piano la scena in cui Pietro taglia l’orecchio a Malco. (Fonte wiki).

Se i testi apocrifi forniscono interpretazioni anacronistiche del femminismo che anticipano l’equipollenza di genere, l’atteggiamento evangelico di Pietro riflette lo scritto lucano nella raffigurazione di Maria di Magdala ponendo le Marie subalterne alla Resurrezione.

Pietro e il canone declassano Maddalena da apostolo prediletto a discepola, a studentessa senza incarico. Maria di Magdala in questo modo non compare nelle apparizioni del Risorto, é senza mansione, non è soggetto scritturale, né divulgatrice ufficiale del Vangelo, non riceve delega apostolica.

La cinematografia recente accoglie le tematiche apocrife e l’arte raffigura la donna al centro della tavola cristica accanto al Signore. E’ con Giovanni che la maestra di Magdala assume un ruolo di primo piano, kerigmatico rispetto alle scritture sinottiche.

La tradizione ortodossa riporta rappresentazioni soprattutto marginalizzanti della Santa che, per un verso del mito cresce in un contesto patriarcale ma partecipa attivamente al discepolato, racconta alacremente vicende e insegnamenti del Signore sostenendolo appassionatamente e per un altro è “sconsiderata”.

Nei secoli la gerarchia ecclesiastica ha rivisto la figura delle donne neotestamentarie in chiave androcentrica ponendo l’uomo al centro delle cose della Chiesa, accantonando i diritti del genere femminile sostenuti e promossi dal clan messianico, fino ad utilizzare Maria di Magdala per giustificare l’esclusione delle donne dai vertici del clero.

La strumentalizzazione della memoria di Maddalena ha impedito a uomini e donne di tutti i tempi la realizzazione autentica attraverso la Chiesa; la discepola prediletta del Signore è rimasta tuttavia un simbolo suggestivo. E’ tra le eroine che, al costo di sacrifici inenarrabili o della vita, a dispetto della storia ufficiale, emerge nelle narrazioni marginali.

Sulla falsariga dei Padri della Chiesa, i “vicari” di Dio in Terra, di dentro le mura leonine oggi si adeguano all’atteggiamento petrino risalente a venti secoli fa. I papi emendano il Diritto Canonico e sommano tra i peccati più gravi, accanto alla pedofilia e alla pedopornografia, l’ordinazione sacerdotale delle donne, punita con la scomunica ipso iure sia del vescovo che la compie che della donna che la riceve.

Papa Francesco, revisione del Diritto Canonico 2021:

Incorre nella pena latae sententiae dell’interdetto, o, se chierico, anche della sospensione: Sia colui che ha attentato il conferimento del sacro ordine ad una donna, sia la donna che ha attentato la recezione del sacro ordine, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; inoltre il chierico può essere punito con la dimissione dallo stato clericale.”

Le Costituzioni Apostoliche confermano dunque che le donne non devono ricevere il ministero eucaristico, limitandosi a pregare e ad ascoltare.

Maddalena visitata dagli angeli, di Guercino 1622

Queste restrizioni hanno radici bibliche che risalgono all’Antico Testamento, ma non sopravvivono al simbolismo artistico, alle storie e alle leggende gnostiche.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.