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Nei Codici Nag Nammadi scoperti nel 1945 e nel capitolo dell’ ipostasi degli arconti (NHC II, 4), le figure di Adamo e di Eva non sono rappresentate come nella tradizione veterotestamentaria.
Nell’Ipostasi degli Arconti (NHC II, 4) il mito di Adamo ed Eva è capovolto e riscritto: Adamo ed Eva biblici sono i peccatori, mentre nei trattati gnostici diventano eroi spirituali.
Secondo i testi apocrifi Adamo è un corpo vuoto animato dallo Spirito divino; nella Genesi Dio plasma Adamo e gli rende vita facendolo viceré del Creato.
Nelle righe dell’ Ipostasi gnostica gli arconti provano a plasmare l’uomo a immagine del Dio Vero e pleromatico di cui vedono soltanto un’immagine riflessa e distorta.

Le potenze dei Cieli che risiedono sotto l’ottavo piano di esistenza dimostrano di fatto l’incapacità di dare la vita e creano un corpo, quello adamitico, inerte, esanime, incapace di camminare, che striscia per molti giorni.
Adamo non ha un’anima e per questo lo Spirito vitale gli viene inviato dal Pleroma con un escamotage, mentre Sophia inferiore convince il demiurgo a soffiare il pneuma (di cui il demiurgo non avrebbe saputo che farsene) nelle narici del primo uomo veterotestamentario che
svuota il figlio della Sophia inferiore della scintilla divina e rianima Adamo.
EVA GUIDA E SALVATRICE
Nella Genesi ortodossa Eva è generata dopo Adamo come sua “aiutante” ed é Colei che cede per prima al peccato.
Nell’Ipostasi, Eva è figura salvifica, dotata di una dignità immensamente superiore ad Adamo. E’ la manifestazione della Madre Vivente, di Sophia.
Quando il Pleroma inizializza il recupero della luce dispersa al di sotto del Pleroma per la caduta di Sophia, quest’ultima dice ad Adamo: “Alzati!” e la parola sua diventa un atto creativo.
Adamo stesso la riconosce come madre superiore definendola “Madre dei viventi” perché Lei gli ha donato la vera vita, quella spirituale.
IL TENTATO STUPRO DI EVA
In un passaggio drammatico assente nella Bibbia, gli arconti, presi dalla smania per la bellezza di Eva, decidono di violentarla per contaminare la sua stirpe.
Lo Spirito superiore a questo punto inganna le potenze arcontali ed Eva è trasformata in un albero all’interno del quale si nasconde, lasciando agli arconti solo la sua ombra che possiedono come simulacro corporeo, consentendo alla vera Eva di rimanere incontaminata.
L’ immediata trasmutazione di Eva in Albero della Conoscenza fa sì che gli arconti violentino e contaminino soltanto l’involucro fisico della Sophia superiore, cioè la Eva materiale. Quest’ultima è la Eva terrestre e sdoppiata che cammina con Adamo, mangia il frutto e viene cacciata dal Giardino dell’Eden.
IL SERPENTE TRADIZIONALE E APOCRIFO
Nella Genesi, il Serpente è il tentatore sacrilego che assegna il peccato primordiale all’umanità intera, espiato da Gesù Cristo sulla croce.
Nei trattati gnostici il Serpente, al contrario, è l’istruttore spirituale delegato dallo organico del Pleroma.
L’ ordine arcontale di non mangiare dall’ Albero della Conoscenza che rappresenta la Gnosi, non è un comandamento cautelativo e neanche d’amore, ma il tentativo di mantenere il mondo, i Cieli sublunari e l’Ebdomade nell’ignoranza della propria origine superiore.

Il Serpente, braccio operativo di Sophia, convince Eva a mangiare il frutto per essere in grado di aprire gli occhi degli esseri umani, permettendo loro di
risvegliarsi dal sonno ingannevole imposto dall’ignoranza dei falsi creatori nei cieli inferiori.
Se il Vecchio Testamento descrive la disobbedienza di Adamo ed Eva come la colpa originale che corrompe il mondo,
i Codici Nag Hammadi e la teologia gnostica celebrano con il simbolismo del Serpente l’inizio della liberazione, il momento in cui l’umanità comincia ad avere coscienza del proprio potenziale e della propria natura divina invisi ai gestori del mondo, del piano di esistenza più infimo, quello sublunare.
CHI E’ IL SERPENTE ISTRUTTORE
Il Serpente nell’ ipostasi gnostica non è Eva madre travestita, è l’Istruttore (ho kathegetes), un’ entità spirituale autonoma inviata dalla Madre divina superiore, la Eone Sophia, per sabotare il piano illusorio degli arconti.
L’ ipostasi degli arconti riporta testualmente che lo Spirito della Madre entra nel Serpente che impiega come canale vocale per istruire l’umanità. Il Serpente agisce e parla, è una estensione della Sophia superiore dissimulata dall’ Albero della Conoscenza.
Quando il Serpente parla alla Eva corporea si rivolge all’umanità che è ancora addormentata nella materia. Il Serpente dice:
“Non morirete affatto… ma i vostri occhi si apriranno e diventerete come dei“.
La Eva corporea mangia quindi il frutto, ne dà ad Adamo e in quel momento la loro mente si squarcia: si accorgono di essere nudi dell’elemento spirituale e capiscono che i loro creatori, ovvero gli arconti, sono in realtà esseri mostruosi e incapaci.
Le potenze dei cieli inferiori terrorizzate dal fatto che l’uomo possa accedere all’Albero della Vita e diventare immortale, cacciano Adamo e Eva dal Paradiso, scaraventandoli nella distrazione terrena e nel duro lavoro per impedire loro di risvegliarsi ed intuire la Verità.
LA CACCIATA DALL’ EDEN
Dopo aver ricevuto dal Serpente una prima forma di conoscenza, la Gnosi, per impedire ad Adamo ed Eva di mangiare anche dall’ Albero della Vita che renderebbe le prime due creature eterne e del tutto indipendenti, gli arconti cacciano la coppia dal Giardino dell’ Eden.

Il primo uomo e la prima donna della cristianità ortodossa precipitano nel mondo del duro lavoro, delle preoccupazioni quotidiane e della distrazione mondana, sperando che la fatica della sopravvivenza faccia dimenticare loro la Verità appena scoperta. La Eva spirituale, l’Eone Sophia, non avendo subito la punizione degli arconti abbandona l’Eden, ascende per le vie superiori e crea le condizioni per le quali il proprio riflesso terreno, la Eva “soprattutto” corporea, sperimenti l’esilio
nel mondo sublunare, dove comunque porterà con sé la luce della futura, possibile e imminente liberazione.
Author: V






