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L’infedele e la luce nascosta

“L’ infedele e la Luce nascosta” riflette in 14 versi i temi dell’amore, del misticismo illuminato e della libertà.

Il testo richiama il vissuto autobiografico, sottolineando la fragilità dei legami e degli affetti a fronte della rivelazione che comunica una nuova consapevolezza e sprona la mente.

Nella dimensione raffigurata dai pensieri e dalla tensione amorosa, la fede e i legami tradizionali perdono di significato, laddove l’illuminazione restituisce l’ardore interiore.

L’ amata è una presenza eterea, la Luce che agita le spazialità dei sentimenti, quando lume e perfezione si intrecciano con l’emozione.

La Luce dell’amore è l’antitesi dell’ombra maledetta che tradisce l’autore relegandolo nella solitudine, del desiderio mondano spento dal tradimento sottile che illumina la nuova coscienza e il senso di appartenenza che l’unione ristabilita nobilita.

Sveglia, incostante la ragione incede.
Brucia ogni antico legame a costui sia.
Santa, qualsivoglia forma a lui dia,
la novella mente l'ignoto vede.


Nel cielo alto lassù al tesoro crede
e non fedele é già a chi lo tradia;
ché la Luce ricevuta il cor ardia,
e alla porta l’amata sua siede.


Là stanno tutti i figli dell’amore,
là sta la Luce e la carne perfetta,
né é sacra l’unione per errore.


S'annebbia ora la via maledetta
e ogni desiderio di prima muore,
perché lassù l’amata sua l’aspetta.
Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.