I SEGRETI DI GIUDA E MARIA NELLO GNOSTICISMO ANTICO
Nello gnosticismo del II e III secolo Maria Maddalena e Giuda ricevettero rivelazioni segrete radicalmente diverse per natura e finalità, confidenze uniche che riflettono due ruoli distinti nel percorso verso la Conoscenza e la Gnosi.
MARIA LA MADDALENA GUIDA SPIRITUALE
Nel Vangelo di Maria e nel Pistis Sophia, le “confidenze” di Gesù a Maria Maddalena riguardano le modalità di ascesa dell’anima e la liberazione dal mondo affossato nel vuoto sublunare.

Gesù rivela a Maria le visioni cosmiche e l’itinerario che l’anima deve compiere per superare le sette potenze arcontali e tornare al Regno della Luce.
La Maddalena è la discepola prediletta che possiede una capacità di comprensione superiore a quella degli apostoli maschi, ricoprendo il ruolo di mediatrice tra la Sapienza divina e il gruppo apostolico.
La relazione tra il Signore e Maria è un’unione spirituale intima, sono le nozze mistiche in cui entrambi condividono la conoscenza interiore.
GIUDA ISCARIOTA, L’ AGENTE SEGRETO DEL SIGNORE
Nel Vangelo di Giuda, le informazioni private che acquisisce quest’ultimo, descritto “l’amico fidato”, assumono carattere tecnico e strategico, perché sono finalizzate alla separazione dello Spirito dal corpo dell’uomo cristificato dall’ Eone.
Gesù assume un atteggiamento sarcastico rispetto all’ignoranza degli altri apostoli e rivela soltanto a Giuda i segreti degli angeli, dei regni celesti e dell’ origine divina dell’umanità.


Giuda per la teologia gnostica non è un traditore, ma il discepolo che comprende il significato profondo della missione del Signore.
Le confidenze addestrano l’ iscariota nel difficile compito di consegnare Gesù alla croce, in modo che lo Spirito cristico sia liberato dall’involucro di carne.
I segreti confessati a Giuda riflettono una missione segreta e tragica. A Giuda è preannunciato che sarà maledetto dalle generazioni future, che la sua azione è necessaria e si inserisce nel progetto di redenzione cosmica che implica la restaurazione dei Cieli dopo l’esperienza terrena.
GIUDA TRA Codici e tradizione
Nei Codici Nag Hammadi Giuda si trasforma da traditore a scienziato dello spirito, l’unico vero iniziato e apostolo di Gesù. Nella tradizione ortodossa e canonica, Giuda incarna invece lo strumento del male, l’avidità e la perdizione eterna.
Dai testi non autorizzati dalla Chiesa, la morte biologica di Gesù è tradotta la liberazione necessaria per far tornare la scintilla del Signore nel regno supremo di Dio, nel Pleroma. In tale scenario l’atto di Giuda non è un tradimento, ma l’esecuzione di un comando divino.
Dal Vangelo di Giuda, Gesù si rivolge a Giuda dicendo:
“Tu li supererai tutti. Tu infatti sacrificherai l’uomo che mi riveste“.
L’ amico fidato riceve dunque una rivelazione segreta ed esclusiva, e per questo è onorato dal Messaggero di Dio come la “tredicesima stella”, colui che è destinato a governare sugli altri apostoli, carcerati nell’ignoranza del vero Dio.
I SENSI SPIRITUALI DI GIUDA
Nel Dialogo del Salvatore (NHC III, 5 – Codici Nag Hammadi), Giuda è uno dei tre discepoli con Maria la Maddalena e Matteo (Levi) che interloquiscono direttamente con Gesù.
Giuda come Maria fa domande cosmologiche profonde, è un iniziato pienamente capace di comprendere la conoscenza salvifica e di accogliere la Gnosi, avendo risvegliato i sensi spirituali.
In accordo con la trascrizione del Vangelo di Giuda, il Primo Apocalisse di Giacomo (NHC V, 3), anch’esso testo apocrifo, sebbene non focalizzi l’attenzione su Giuda, riflette l’idea gnostica secondo la quale la passione di Cristo è soltanto un’illusione. La morte in croce è il mezzo per trasmutare alchemicamente il tradimento, liberandolo da qualsiasi connotazione morale negativa.
IL FORTE CONTRASTO CON IL CANONE
Spicca il contrasto tra i testi gnostici e le correnti canoniche dove Giuda impersona la possessione satanica. Il Vangelo di Luca e il Vangelo di Giovanni affermano esplicitamente che “Satana entrò in Giuda“.
Di fatto non ci sarebbe alcuna complicità segreta tra Giuda e Gesù, ma una sottomissione alle forze demoniache. Giuda riceve trenta monete d’argento per consegnare Gesù, è descritto il ladro del gruppo, colui che teneva la cassa comune e sottraeva denaro.
A differenza di Pietro che si pente dopo il rinnegamento, Giuda sperimenta il rimorso e cade nella disperazione che culmina nel suicidio, impiccandosi. Secondo i Padri della Chiesa, Giuda è l’infedele che scambia il Maestro con il denaro.
LE TRASCRIZIONI ANTITETICHE
L’ antitesi tra la visione canonica e quella apocrifa è insanabile. Poggia su due teologie opposte. Per la tradizione ortodossa, la carne di Cristo è santa e la sua morte è un sacrificio d’amore reale e doloroso che salva il mondo, rendendo il gesto di Giuda un crimine morale sacrilego.
Nell’accezione gnostica, la carne è solo un involucro provvisorio che trasforma il gesto di Giuda nell’azione più spirituale e liberatoria possibile. Gesù non chiede a Giuda di tradirlo per denaro, ma gli affida un compito che richiede un enorme coraggio.
Consegnare Gesù ai soldati significa infatti slegare i lacci del corpo corruttibile per liberare la scintilla cristica trattenuta fino a quel momento. Giuda è l’unico abbastanza forte da sopportare il peso di questa azione che lo renderà maledetto agli occhi del mondo.
NESSUN BACIO MA FEDELE OBBEDIENZA

A differenza dei Vangeli canonici dove la cattura di Cristo è contrassegnata dal bacio ipocrita dell’ apostolo, nei testi che orbitano attorno alla scoperta di Nag Hammadi, la pianificazione
della consegna del Signore alle milizie ebraiche e ai soldati di Roma di stanza a Gerusalemme avviene in un clima di lucida e serafica intesa.
Giuda riceve il denaro dai sacerdoti del Tempio, ma il testo gnostico chiarisce che l’atto è l’espediente per compiere la translazione dal mondo fisico.
Giuda non agisce per avidità e compie il tradimento consapevole, pur sapendo che verrà odiato dalle generazioni future e dagli altri apostoli, accettando il ruolo di capro espiatorio per amore del Maestro.
LA TREDICESEMA STELLA
Gesù spiega a Giuda che il suo gesto è necessario per reintegrare l’ordine cosmico e che, obbedendo, diventerà la “tredicesima stella”, il tredicesimo demone, una locuzione che nei testi antichi del II e III secolo equivaleva ad essere ritenuti una cellula attiva del Regno superiore.
Giuda accede allora in una “nuvola luminosa”, simbolo dell’ingresso nella extra-dimensione , dove il tradimento è un’operazione teurgica, la necessaria rottura metafisica in cui Giuda funge da esecutore testamentario del Signore che concede al Maestro di ritornare alle origini.
Author: V






