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Diario Spirituale

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L’ inferno è qui

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L’ inferno gnostico non è il luogo di tortura eterna delle trascrizioni canoniche, ma il mondo stesso.

E’ l’ assenza di verità che il caos convulsivo custodisce. E’ l’ignoranza e la dimenticanza delle origini divine dell’umanità.

é la copia distorta, disgraziata, esperienziale e provvidenziale della realtà autentica.

A differenza dell’ inferno cristiano, l’ inferno gnostico é a termine.

Quando tutte le scintille spirituali avranno recuperato la conoscenza con la Gnosi che dà la stura alla restaurazione del Pleroma, la materia dei cieli inferiori, compreso lo spazio sublunare che ospita il mondo, non avranno più vita.

Sulla base dei trattati non autorizzati dalla chiesa, i piani di esistenza inferiori all’ ottavo saranno consumati dal fuoco interno e segreto precipitando nel nulla ontologico da cui sono derivati.

Nel mito valentiniano dello gnosticismo cristiano, la fine dei tempi prevede l’ annichilazione totale della materia, la distruzione definitiva degli ilici, degli psichici non giusti e dell’ intera struttura del cosmo tridimensionale.

rispetto all’ inferno giovanneo e a quello tradizionale, l’inferno degli ilici e degli psichici non giusti non consiste nella tortura eterna, nelle fiamme e nella pena senza fine, bensì nella completa perdita della coscienza.

è l’ estinzione dell’ io materiale, di ciò che deriva dal vuoto e dall’ inconsistente ontologico che nel vuoto e nel nulla finiscono di dissolversi.

L’ inferno gnostico non implica la condanna alla sofferenza perpetua, ma la cancellazione della memoria e della presenza di sé di coloro i quali, non avendo lo spirito per natura, né la volontà propositiva, vedono bruciato l’ involucro del corpo e cessano di esistere, ritornando nel nulla da cui sono giunti.

Se la permanenza eterna nell’ inferno cristiano esprime la giustizia irremovibile e l’ira del Dio canonico, per i valentiniani l’ universo conosciuto è soltanto una parentesi della storia cosmica generata dalla caduta dell’ Eone sofia, che, una volta tratti in salvo tutti gli spirituali, destruttura di consistenza lo spazio universale.

l’ annichilazione escatologica è un processo di sofferenza una tantum, un evento unico e definitivo.

Non è la tortura infinita ortodossa, ma l’istante cosmico in cui il fuoco consuma materia e corpi, che, non trovando più nulla da bruciare, si estingue naturalmente e per sempre.

La sofferenza degli ilici e degli psichici non giusti, di fatto, è legata alla percezione della distruzione del loro mondo, un’agonia che si conclude nell’ inesistenza, non nel gratuito supplizio.

Secondo lo gnosticismo del II secolo dopo cristo, come per molti altri sistemi gnostici, il vero inferno avviene prima della fine del mondo attraverso la reincarnazione che genera la reiterazione ad libitum di schiavitù e sofferenze.

finché il cosmo con la sua vacua esplorazione esistono, le anime che non raggiungono la Gnosi e non accolgono mediante la volontà l’ etica e la prassi morale, sono reintrodotte di continuo in corpi rifatti.

La trasmigrazione in un nuovo involucro di carne rappresenta dunque il vero castigo. E’ la prigione perpetua che si rinnova nel tempo fino alla restaurazione dei Cieli superiori.

Dopo il diluvio veterotestamentario, l’ apocalisse di fuoco apocrifa non distribuisce una punizione divina, ma interrompe il ciclo delle rinascite fine a sé stesse.

l’ apocalisse docetica e dello gnosticismo cristiano, pur esprimendo un processo tragico sana l’ intero tessuto multiversale.

è la fine della materia patologica che, per i non spirituali e per gli psichici dormienti, si risolve nella transizione rapida, nel sonno eterno del nulla che mette fine alle sofferenze di tutte le altre anime.

l’ apocalisse gnostica non smaterializza, perché la smaterializzazione comporterebbe di dissolvere un corpo o la materia trasformandoli in altro, determinando di conseguenza un tipo successivo di esistenza o di forma esistenziale.

L’ apocalisse gnostica quindi, contrariamente a quella cristiana ortodossa, non brucia ma Annichila.

L’ annichilazione cancella la materia e l’essere di un corpo senza lasciare residui o ceneri.

non restano atomi, non resta neanche il fumo di una combustione, si smette di “stare” sia in forma sia in essenza.

Simbolicamente, il fuoco gnostico dissolve la menzogna che si è fatta sostanza nel mondo.

E’ il risveglio da un incubo, dove i mostri del brutto sogno non si smaterializzano lasciando residui di sé nella stanza, ma cessano di esistere perché é svanita la luce che li sosteneva.

la materia iloica e gli psichici dormienti non vengono dispersi nel cosmo. Il vuoto dei cieli inferiori è riassorbito delle sue componenti essenziali, mentre é scartato il resto che torna nel nulla assoluto da cui aveva preso origine.

Alla fine dei tempi, l’annichilazione gnostica é la tabula rasa di esistenze esperienziali per il pleroma e i cieli superiori che non lascia traccia alcuna del confronto escatologico, ponendo fine all’ inferno.

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