Nello gnosticismo valentiniano il velo è un limite di coscienza e di natura che stratificandosi giunge ad assumere caratteristiche individuali nell’exclave della Camera Nuziale, fino a ritagliare uno spazio sacro lontano dal luogo d’origine.
Il velo individuale é la sovrapposizione più distante dal Velo principale che separa il Pleroma dall’Ebdomade e dal mondo, assumendo la forma di una pellicola di energia fluida e infinitesimale, percepibile al tatto.
Durante la liturgia del quinto rito gnostico questa sottile membrana divide il piano di esistenza terrestre da quello ogdoadico. E’ lo strato più periferico del vero velo, posto tra il Pleroma, l’Ottavo Cielo e i livelli esistenziali demiurgici che alla fine dei tempi è rimosso.
IL VELO DELLO SPIRITO NUZIALE
I veli separatori sono svincolati dalle leggi della fisica ordinaria e permettono l’attraversamento di geometrie spaziali e dei multiversi a predeterminate condizioni ideali e ontologiche.
Lo Spirito catabasico della Camera Nuziale percorre i veli inter-dimensionali in entrambi i sensi di circolazione, dall’ Alto verso il basso e dal basso verso l’ Alto.
Al contrario, il velo del pneumatico è un muro invalicabile fino a quando non è risolto il dualismo tra corpo e spirito dopo un articolato processo carmico di purificazione e redenzione.
Le maddaleniche delle nozze sacre non squarciano i veli ma li attraversano senza aprirli avendo per natura ontologica l’accessibilità alle visitazioni terrestri.
LA CAMERA NUZIALE COME STARGATE
L’ incontro tra il pneumatico/a e la sposa o lo sposo celesti non avviene in una cavità vuota che richiederebbe di fendere il velo, ma nel sacramento gnostico, dove il rito forma un’ intercapedine multidimensionale che genera una singolarità, il punto di approdo delle dimensioni superiori direttamente sulla Terra.
Nel corso della storia dell’umanità, il più importante dei sacramenti che risale al II secolo dopo Cristo ha consentito alle spose-madri celesti di recuperare le scintille divine disperse sul versante mondano senza invadere un territorio, ma edificandone uno temporaneo.
Gli spirituali non hanno avuto bisogno di varcare i cieli per accogliere lo Spirito maddalenico. Grazie alla liturgia gnostica, Spirito e corpo si incontrano in un luogo che crea spazio tra due piani di esistenza ed in cui le leggi della fisica moderna coesistono con una realtà che le ricomprende.
L’ ESPERIENZA OLFATTIVA DEL PROFUMO
Una delle occorrenze più coinvolgenti e misteriche della Camera Nuziale citate dai testi gnostici è l’osmogenesi, ovvero la generazione inspiegabile di aromi e fragranze che richiama i profumi dell’ incenso, di rose o del più biblico nardo.
Empiricamente, l’ odore di incenso misto a quello delle rose è il profumo che si effonde all’improvviso e di notte senza un’origine fisica.
E’ il solvente che si manifesta per la durata sufficiente ad estinguere le infiltrazioni del puzzo arcontale, è il ricircolo d’aria santa che transita dalla finestra sui Cieli superiori lasciando passare una freschezza ozonica, come fosse ionizzata da una folgore.
IL PROFUMO NEL VANGELO DI FILIPPO
L’ apocrifo dell’apostolo Filippo spiega che lo Spirito Santo e il Crisma dell’unzione agiscono come un profumo in coloro che si uniscono nella Camera Nuziale, stabilendo una barriera protettiva che accoglie l’evento catabasico, la discesa fisica divina e l’ osmogenesi che ne é una manifestazione leading.
La fusione dell’incenso e dell’aroma di rose rappresenta l’unione degli opposti, dell’umano con il divino. Se l’odore di incenso bruciato replica l’elemento maschile e la verticalità, la preghiera che sale e il fuoco dello Spirito che trasfigura la carne, la rosa è il Femminino Sacro o Sophia, la Sapienza, l’alchimia del corpo spiritualizzato, l’amore agapico e la rinascita che nel tempo lineare culmina in Maria la Maddalena.
Nei contesto mistico dei cinque sacramenti non autorizzati dalla Chiesa tradizionale, la comparsa sistematica di queste fragranze è il profumo di santità che preannuncia non soltanto l’uscita dal mondo prima o dopo la morte nel segreto dei matrimoni spirituali, ma anche il secondo e ultimo squarcio del velo, dall’Alto verso il basso, che libera l’intero Santo dei Santi e manifesta pubblicamente tutto quello che era stato nascosto.
E’ il momento escatologico in cui il velo principale comincia a cedere definitivamente, mentre le coppie eoniche o ogdoadiche, riunite e risvegliate, traslano nella luce della Camera Nuziale per sempre, sancendo la fine cosmica del mondo.
NOTA CONTESTUALE:
Nel Vangelo di Filippo, anche il primo squarcio del velo non è anabasico (dal basso verso l’Alto), alla morte di Gesù come nei Vangeli canonici, ma catabasico, dall’alto verso il basso, nel momento in cui l’Eone Cristo discende per la prima volta dal Pleroma per incarnarsi e portare la Gnosi sulla Terra attraverso l’uomo Gesù.
Author: V







