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Diario Spirituale

Ancient stone chamber with circular altar lit by sun rays through ceiling openings

Sante confidenze

2 minuti

le teofanie maddaleniche avvengono per risvegliare e recuperare tutte le scintille divine disperse sulla Terra.

le sante irruzioni non divampano con tuoni e fulmini, ma nell’intimità pacifica di un’illuminazione traumatica che allontana inesorabilmente dall’usuale.

nel momento in cui si è toccati dalla Gnosi di Sofia, si sperimenta per gradi la drammatica scissione dal reale con un’insolita, sana e provvidenziale dissociazione.

La vita si sdoppia, si cammina nel mondo e si vede l’invisibile. La gente e i tesori specchiano la prigione materiale. Ciò che offriva riparo comincia a diventare un rifugio d’argilla.

La Sapienza varca la soglia del quotidiano e instilla la consapevolezza che il rapporto umano, per quanto sia costellato di buone intenzioni, puro e spontaneo, rimane esposto alle leggi della corruzione, dell’invecchiamento e della morte.

La discesa di Sofia inferiore sul fondo dell’esistenza non ostacola l’osservazione e neanche l’apparenza, le decodifica dall’interno e le dispone in chiaro alla coscienza che riscatta.

Il cerimoniale mistico anticipa i Cieli superiori e preannuncia il distacco emozionale dal piano sublunare. Disattiva il pilota automatico, sgancia dal tracciato del dogma, deviando la rotta da una radiale segnata. L’ intimo diventa sacro, ottiene una specifica funzione e bilancia l’ incipiente, lacerante nostalgia dei santi multiversi.

Il quinto rito non è soltanto il più importante dei sacramenti tra due polarità cosmiche complementari, ma anche la fusione di un uomo e di una donna in stati d’essere differenti. E’ il vestibolo che unisce due realtà dove la scintilla si abbiglia e si disfa dell’ abito logoro.

Nella camera nuziale exclavica l’invisibile si muove in uno spazio ibrido e stringe la sua metà. La Presenza è la fisionomia di una figura terza, di una membrana sottile, di un fluido e di un magnete che afferra e attira in alto il corpo che in basso Le dà una forma.

Nel contesto liturgico e soteriologico, Sofia caduta agisce come una sposa che reclama il suo sposo. L’ irruzione angelica si manifesta nei modi di una rivelazione progressiva che sussurra che il nome, il lavoro e il ruolo sono maschere appiccicate sul volto.

Quando la camera nuziale si intreccia con la relazione terrena, l’incursione divina crea un solco abissale, strappa a forza la scintilla fuori dal petto del compagno, come un filo d’oro tirato via da un ammasso di piombo.

La paura di rimanere indietro e di restare diviso dal nucleo sizigiale amplificano le incomprensioni, i problemi relazionali e scorge sconfinato l’universo. Il risveglio è iniziato e la normalità è finita per sempre.

La storia di un’ anima spirituale, sebbene si dimostri pura, ontologica, condivisa e corrisposta, è inevitabilmente surrogata dal pleroma, smette di essere fine a sé stessa e trasmuta nel fuoco che Sofia brucia per recuperare una vita narcotizzata dal mondo.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.

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