PREMESSA
le categorie umane che lo gnosticismo distingue in pneumatici, psichici e ilici come reagirebbero nell’imminenza del collasso finale del mondo ?
L’ ANGOSCIA DEL PNEUMATICO
Una volta che si è manifestata la consapevolezza di essere l’ultima luce sul punto di tornare nel Pleroma, l’angoscia dello spirituale che possiede la scintilla divina si condensa nei tempi della trasmutazione e nell’inquietudine del ritardo del ritorno che espongono al riassorbimento nel cataclisma cosmico.
Il pneumatico non teme la distruzione del piano terrestre, ma l’ attesa estenuante che diventa logorante per la mente e per il corpo al passare dei giorni. E’ l’ansia da congedo dello straniero che sente il profumo della libertà nell’insofferenza del reclutamento e dell’esilio ontologico.
L’ angoscia dello Psichico
Gli psichici possiedono l’anima e il libero arbitrio, ma non accedono al Cielo Superiore per natura come i pneumatici, dovendo scegliere tra il bene e il male attraverso la fede tradizionale, il pluralismo confessionale, la ragione e le opere.
L’angoscia dello psichico è il terrore del giudizio di dio, del vuoto che circonda il cielo sublunare nel quale ha paura di smaterializzarsi.
L’esistenza del Pneuma, dello Spirito e dei misteri apocrifi, sono noti alla categoria di mezzo della tripartizione gnostica delle anime. Gli psichici sono coscienti che l’estrazione dell’ultima scintilla annuncia la chiusura dei cancelli della salvezza e l’oblio che l’esclude dall’ottavo cielo pleromatico.
A differenza della predestinazione pneumatica e iloica, l’ angoscia del libero arbitrio è nella scelta che trasforma per l’eternità nel nulla.
nella visione apocalittica la reazione psichica di panico è contestuale. L’individuo sente il termine del tempo delle scelte e mette sé stesso sulla bilancia che in contrappeso ha la sua coscienza, il destino ultimo che pende tra la Luce e l’inesistenza in un tormento che consuma l’ anima.
L’ ANGOSCIA DELL’ ILICO
Gli ilici sono consustanziali alla materia derivata dai cieli superiori, Sono privi di pneuma, di attitudini spirituali e si identificano totalmente con il mondo fisico.
Il terrore della natura iloica è l’annichilazione che precipita il piano materiale nel non più esistente.
Questa categoria di esseri umani non comprende e neanche scorge un barlume delle dinamiche divine, percependo nell’ultima camera nuziale soltanto una minaccia, la premessa della fine dei tempi e del proprio mondo, non della fine del tempo e dell’inizio dell’eternità.
La reazione degli ilici replica quella del braccato, segnata dall’ansia della perdita del possesso dell’io biologico, dall’incubo della dissoluzione della realtà che padroneggia e che in ultimo lo spinge alla follia, alla violenza o all’edonismo dell’ ultima ora.
ILICO VS PSICHICO
L’ ilico vive un’angoscia piana, la fine della biologia e dello spazio. Lo psichico vive l’angoscia alta, contemperata dalla misericordia di Dio che sembra non rispondere alle suppliche per decidere.
L’ilico fugge e accumula nella falsa speranza di sopravvivere al cataclisma. Lo psichico avverte nel ritiro morale, nella preghiera e nel pentimento la soluzione.
entrambi non ignorano la vera natura del collasso, entrambe le categorie sanno che il mondo finisce quando il Pleroma toglie dal piano terrestre l’ultima luce. L’ ilico vede nella fine dei tempi la sua fine fisica, lo psichico sente che il Dio al quale si é sempre rivolto è all’ angolo e che, a qualunque prezzo, deve preferire la Verità.
Author: V
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