Quando Wolfgang Pauli, articolava “Das ist nicht einmal falsch” , che in austriaco significa “Non è nemmeno sbagliato“, si riferiva alle teorie scientifiche talmente strampalate e farraginose degli studenti del suo corso universitario, da non dover essere neppure sperimentate.
Per colui che fu uno dei padri fondatori della fisica quantistica, l’errore ha un valore scientifico maggiore, dimostrandosi di per sé auto-formativo anche nell’ aula subliminale di sette studenti di Ettore Majorana, docente presso la facoltà di fisica dell’università di Napoli, prima di eclissarsi dall’ordinario.
Nel “non è nemmeno sbagliato” di Pauli emerge dunque l’inaffidabilità di una descrizione inconsistente e il terreno che non va neanche vangato.
L’ aforisma di Pauli nello gnosticismo valentiniano
L’ aforisma del Nobel per la fisica 1945, verte sulla carenza oggettiva di conoscenza che poggia su presupposti non fondamentali, così come l’infondatezza ontologica del mondo materiale valentiniano non genera esseri umani, poiché


sono gli errori che possono generare esseri umani. E’ il dettato della corrente mistica dei primi secoli che, dopo aver estratto tutta la trama spirituale dalla Terra, dissolve il mondo con il fuoco purificatore che brucia la materia dal suo interno, tutelando l’errore che ha trasceso l’esperienza ed ha restituito i piani di esistenza primordiali all’ anima umana.
Il cinismo sarcastico di Wolfagang Pauli è la metafora che aderisce all’escatologia apocrifa e discende dall’idea che il contenuto che “non è nemmeno sbagliato” si deve abbandonare, non essendovi nulla da correggere.
Lo psichiatra Carl Gustav Jung collaborò alacremente e per anni con lo scienziato austriaco, comparando il mito gnostico con la fisica quantistica delle sincronicità. L’analista svizzero condivideva profondamente la visione esoterica di Pauli, precisando che l’errore non è il contrario boleano della Verità, perché il falso alberga nella inconsistenza destrutturata, nell’assenza ontologica, nella mancanza di essere.
DALL’ ERRORE AL LIMITE SUBUMANO
La massima pauliana è la lucida constatazione dei limiti del subumano materiale che foraggiano i regimi e controllano le masse per reprimere i “ribelli”, che non possono nulla contro l’Autentico che spaventa il mondo, mostrandosi straordinario, una volta che la Verità ha deciso di esercitare il diritto d’uso di attraversare la realtà cosciente.
I misteri di MAJORANA E il limite del VICEDUCE arturo BOCCHINI
Dopo la scomparsa di Ettore Majorana avvenuta nel 1938, Arturo Bocchini che non era un fascista della prima ora, né un fanatico, bensì a capo di una rete di spionaggio e censura che controllava non solo gli antifascisti, ma anche gli stessi gerarchi del regime e i cittadini comuni, personifica

l’ acquisizione della coscienza superficiale che deriva dall’esperienza e l’ammissione del limite conoscitivo dovuto allo spessore umano del fisico catanese.
Il capo della polizia, per conto di Benito Mussolini, conosceva vizi, segreti e debolezze di chiunque nel territorio italiano, che poi utilizzava per neutralizzare i
dissidenti prima ancora che potessero agire. Fu il prefetto che, all’ordine: “Voglio che si Trovi” di Mussolini, pressato da Enrico Fermi e dai familiari di Majorana, rispose :«I morti si trovano. Sono i vivi che possono scomparire» al dittatore della Repubblica Sociale Italiana.
IL VICEDUCE e il confine dell’ esperienza cosciente
Arturo Bocchini era un uomo di mondo, aveva convissuto con la gestione della criminalità e della dissidenza politica. Era a

fonte wikipedia
perfetta conoscenza delle dinamiche e delle pantomime politiche.
Secondo lui, se Majorana voleva davvero suicidarsi, prima o poi le indagini avrebbero restituito il corpo.
La concretezza e l’esperienza dell’ alto funzionario di stato, permisero al capo della polizia dell’epoca fascista di intuire che lo scienziato siciliano aveva a disposizione la sua stessa intelligenza
per dileguarsi e sottrarsi al mondo. Il Prefetto del Duce aveva di fatto compreso che la volontà di Mussolini urtava inesorabilmente contro il muro che negli anni ’30 confinava la realtà apparente sulla soglia del secondo conflitto

Fonte Wikipedia.
mondiale, e se un uomo del valore etico ed intellettuale di Majorana aveva deciso di trasformarsi in un fantasma, l’intera macchina dello Stato fascista non avrebbe potuto fare nulla per impedirlo.
Author: V
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