Tre sopra il Cielo egizio

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Le tematiche sulle origini dello gnosticismo cristiano sono state condizionate e riviste dopo la scoperta dei Codici di Nag Hammadi in Egitto avvenuta nel 1945.

Buona parte dei testi gnostici sono stati scritti in copto, antica lingua egizia e successivamente tradotti in greco. Nella religione dell’antico Egitto attenzione particolare era posta alle credenze sulla vita dopo la morte, alle divinità coinvolte e al simbolismo mitologico.

Osiride nell’antichità egizia ricopriva il ruolo di giudice dei morti. ​Il dio Osiride soprassedeva nella cerimonia di pesatura del cuore, la psicostasia, che determinava se l’anima era degna di entrare nel Paese dei Morti o se invece doveva finire divorata dal mostro Ammit.

​Se il cuore era leggero e puro l’anima era considerata degna di entrare nel Paese dei Morti governato da Osiride.

​Viceversa, se il cuore era gravato da pesanti colpe, l’anima veniva castigata da Ammit che impediva di raggiungere la vita eterna. ​

Pesatura del cuore: lo scriba degli dei dalla testa di ibis, trascrive il risultato. Ammit è in attesa del risultato a destra della bilancia. Papiro di Hunefer 1275 a.C – Fonte wiki

Nel mondo dei faraoni e delle piramidi, il KA che rappresentava la forza umana e il BA che simboleggiava l’anima erano fondamentali per la vita dopo la morte e solo se il corpo del defunto era conservato intatto, il KA e il BA potevano ricongiungersi per entrare nel Paese del dio Osiride e accedere così ad una vita elevata.

Gli antichi egizi credevano infatti che la mummificazione e l’articolato cerimoniale funebre consentivano all’anima di tornare al cadavere dopo il trapasso.

​Il processo di riunificazione del KA con il BA, l’iconografia mediorientale e il simbolismo gnostico condividono finalità esoteriche molto simili, così da poter considerare i misteri e i sacramenti dei testi apocrifi di Maddalena, di Filippo e di Tommaso uno sviluppo della religione dell’antico Egitto. ​

Le raffigurazioni simboliche egizie richiamano alla mente il sacro femminino e la lama, ovvero il calice capovolto, la raffigurazione mistica maschile, modelli di dualità e di equilibrio.

D’altro canto, il culto antico egizio per consentire all’anima di migrare verso la nuova dimora senza tempo esigeva che Osiride aprisse le porte della vita eterna. ​

Osiride assistito da Iside, rappresentazione dell’antico Egitto che richiama il calice gnostico – Fonte wiki
La forma del calice al centro del tavolo dell’ultima cena di Leonardo, tra Maddalena (o Giovanni secondo la tradizione) e Gesù 1498 – Fonte wiki

Se il misticismo cristiano interpreta la materia, l’oscurità e le difficoltà terrene ostacoli che si interpongono nel percorso verso la riconciliazione sacra delle identità di genere, antico Egitto e gnosticismo accentuano il passaggio dalla vita terrena ad una forma di esistenza superiore che trae origine dal ricongiungimento dell’anima con il corpo.

La religione mediorientale antica del BA e del KA, dello spirito maschile e dello spirito femminile e della custodia divina di Osiride che regola il Regno dei Morti appaiono espressione del simbolismo riunificante gnostico.

Nut e Geb – Fonte wiki
Redivivum 1678, simbolismo dei rosacroce legato allo gnosticismo.- Fonte wiki

Parte dei commentatori ritiene peraltro che le stelle nel cielo altro non siano che innumerevoli BA, ovvero innumerevoli anime illuminate contrapposte alla componente maschile fisica, al KA terrestre.

Il cielo egizio di Geb e Nut

Geb, che nella realtà egizia rappresentava la terra mentre Nut il cielo, erano in origine una cosa sola, fino a quando il dio Ra, infastidito da questa unione, comandò a Shu, divinità dell’aria, di dividerli, creando la distanza tra il cielo e la terra.

Nut con Geb e Shu – Fonte wiki

Nut generò allora il cielo, sostenuto da Shu, costretto a mantenere questa rigida posizione per sempre. Secondo il mito, il dio-sole Ra nel peregrinare notturno veniva divorato da Nut dopo il tramonto e rigenerato all’alba.

Nut divorava e faceva rinascere le stelle e per questa ragione era considerata divinità della resurrezione, una sorta di femminino creatore, in altre parole la raffigurazione divina che eccepiva l’accezione tradizionale maschile del Padre.

SARA

Nell’antico Egitto, l’universo era considerato creato da divinità femminili, mentre la tradizione gnostica e la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze nella forma allegorica, accennano a Sara, figlia della relazione tra Gesù e Maria Maddalena.

Questo legame rappresenta una visione alternativa alla dottrina cristiana classica che ha stigmatizzato queste idee un’eresia. Il cristianesimo storico ha di fatto atrocemente perseguitato il genere femminile nella convinzione settaria che le relazioni basate sull’amore umano potevano dequalificare l’autorità clericale da intendersi come via unica di salvezza.

Emerge quindi il conflitto epocale tra l’amore e l’autorità religiosa in cui la figura di Sara incarna una narrativa clamorosa a fronte del dogma confessionale che ha prevalso nel corso dei secoli dopo Cristo.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.