Le Scritture e la vita extraterrestre

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Coloro che sostengono che l’umanità sia una realtà unica negano l’esistenza della vita al di fuori della Terra.

I negazionisti poggiano le loro convinzioni sull’evidenza che l’uomo ha spedito macchine e sonde sulla gran parte dei pianeti del sistema solare senza alcun indizio di vita aliena tranne qualche sospetto su Marte, su una luna di Giove e sugli esopianeti localizzati dai radiotelescopi che replicano le dinamiche e gli equilibri dei corpi celesti attorno al Sole terrestre.

Tuttavia, la Creazione non comprende soltanto il sistema solare, ma tutto l’universo.

Siracide 18,1
Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.

Il fatto che Gesù sia morto in Terra non discrimina la vita extraterreste, né che la vita aliena sia esclusa del perdono dei peccati e dal potere redentore della croce.

Adamo ed Eva non si macchiarono della colpa originaria sulla Terra ma in uno spazio vitale al di sopra di essa, nel giardino dell’Eden, da dove furono cacciati per aver disobbedito una volta resisi responsabili del peccato primordiale.

Peraltro, se gli alieni, poiché in possesso di una sapienza maggiore o perché Gesù fu crocifisso nel mondo, fossero esenti da peccato, allora Dio sarebbe un Dio ingiusto facendo ripercuotere gli effetti

dell’apocalisse su tutto l’Universo, il che, secondo le Scritture, non è un modo di fare che appartiene all’Eterno.

2 Pietro 3,9

Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

Gli esseri morali, in cui coesistono bene e male, compresi quelli che potrebbero abitare altri mondi, non gli animali innocenti per natura, sono dotati dell’intelligenza che consente di fare scelte, e sbagliano perché caduti.

La croce e la fine materiale del cosmo terminano l’espansione dei peccati, trasformano come nel progetto di Dio e si riflettono sopra ogni creatura morale in tutto l’universo.

Isaia 48,13

Sì, la mia mano ha posto le fondamenta della terra, la mia destra ha disteso i cieli. Quando io li chiamo, tutti insieme si presentano

La scienza riesce a spiegare lo spazio infinito che è in espansione ma non è in grado di contare le stelle. Dio invece non solo ne conosce il numero ma ha attribuito a ciascuna il nome essendo il Creatore il Signore di tutta la Creazione.

Salmi 147,4

Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome

La Bibbia dà motivo di credere che esista la vita da qualche altra parte nell’universo giacché il sostantivo “Creazione” la presuppone e perché “e la Terra“, ex 2 Pietro 3,10, rientra nella lettura: “anche la Terra“.

2 Pietro 3,10

Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.

E’ lecito allora comprendere che la maledizione di Colui che può e sa infliggerla si abbatterà oltre la Terra e sulle esistenze cadute che non saranno salvate.

AT Sapienza 16,24
La creazione infatti, obbedendo a te che l’hai fatta, si irrigidisce per punire gli ingiusti e si addolcisce a favore di quelli che confidano in te.

L’IPOTESI FREUDIANA

Un’ipotesi suggestiva che lega le Scritture all’immaginazione e all’antico Egitto che gravita al di là del sistema solare dietro l’edificazione delle Piramidi nella necropoli di Giza, Cheope, Chefren e Micerino, è alimentata dalle supposizioni sulla vita e le origini del profeta Mosè.

L’area del Medio Oriente resta tuttora avvolta da segreti e misteri insoluti che non consentono di comprendere appieno come siano stati gestiti milioni di blocchi “piramidali” del peso di 2 tonnellate ciascuno.

Sul tema, il saggio di Sigmund Freud “L’uomo Mosè e la religione monoteista“, offre una personale e autorevole interpretazione sulle origini del profeta delle leggi divine.

Il faraone Akhenaton con la moglie Nefertiti sotto i raggi del dio solare Aton

Il padre della psicoanalisi dichiara infatti che Mosè non fu ebreo ma sacerdote egiziano al servizio del dio Aton, grazie ad una teoria da cui deriverebbe l’estrazione condivisa del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’islam dal culto egizio imposto dal faraone Akhenaton circa 3375 anni fa, intorno il 1350 A.C..

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.