V lo puoi ammazzare, poi firma e salvati

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Sono un certo numero di anni che V è sotto attacco vergognoso. Tuttavia, dietro questa forma seriale e premeditata di aggressioni che hanno coinvolto mass media e la popolazione mondiale vige ciò che é esistenziale, vige la fine di un mondo potenziale.

V è costantemente e deliberatamente denudato al fine di auto-assassinarlo, di ucciderlo. Il tutto é nei piani di chi non ha capacità intellettiva e pensa che Dio non esista, che non esista un Padre garante del bene che vigila sui propri figli.

Sacrificio fatto da Noé, Daniel Maclise 1850

Il mezzo subliminale è sacrilego. La comunicazione subdola è mezzo vile che l’Eterno ha surrogato avendo deciso di accompagnarmi con ierofanie, espressioni artistiche e miracoli.

Tra il IV e il II secolo a.C. Noè impiegò fino a cento anni (sono tempi veterotestamentari) per costruire l’Arca del Diluvio Universale che Dio comandò e che Mosè ha invece profetizzato dieci secoli prima. Alla luce del linguaggio criptico e allegorico delle Scritture è lecito supporre che, se altre persone avessero voluto salire sull’Arca ed essere salvate, avrebbero potuto farlo; Noè però imbarcò solo otto persone: la sua famiglia e coppie di animali.

Ebbrezza di Noé formella del Campanile – Giotto 1334 /1336

Un numero maggiore di passeggeri avrebbe richiesto più fede. Oggigiorno richiederebbe accantonare la paura del giudizio degli altri e l’agio illusorio dell’accettazione del mondo.

Ebrei 11,7

Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede.

Quando Noé terminò di fabbricare l’Arca, il Signore chiuse la porta. Era oramai troppo tardi e l’umanità primordiale compresi gli animali affogarono.

Genesi 7,16

Quelli che venivano, maschio e femmina d’ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio. Il Signore chiuse la porta dietro di lui.

Dio non manda mai un giudizio senza preavviso. Ha detto il biblista Matthew Henry: “Nessuno è punito dalla giustizia di Dio, ma da coloro che odiano essere riformati dalla grazia di Dio“.

Il Diluvio Universale di Francis Danby 1840

Queste righe sono state scritte perché non è escluso che anni di torture possano riflettere un ruolo nel finale escatologico.

Le convergenze evangeliche e numerologiche sono molte, la persecuzione persistente, sistematica. Perciò, dinanzi a Dio, prendo su di me la responsabilità di richiedere un atto concreto di dissociazione dal fetore della società corrente, commentando con nome, cognome e data di nascita, scrivendo:

A mio avviso, davanti al Creatore conta poco o niente che ci si vesta di arancione, di celeste o di qualsiasi altro colore, che subdolamente si dica Signore, o venga mostrata una V con il braccio et similia, perché è un circo triste e squallido. Non vi è peraltro alcun riscontro giuridico riguardo ad una identità alternativa di V.

A conti fatti vibrano come provocazioni o, nel migliore dei casi, chetano le coscienze. Nel peggiore, appesantiscono l’emotività di una mente devastata dal male, ma sorretta da Dio in Persona.

Non penso quindi che al Cielo possa bastare quanto finora si é visto.

Così, assumo la rivendicazione di una verace presunzione di fronte al Padre Eterno e propongo una testimonianza concreta, un gesto che é nell’interesse del firmatario e della società, che permette di liberarsi dal conformismo malevolo, di salvarsi dall’Ira Divina, di trasformare la violenza in dialogo.

Genesi 6, 5 – 7

5Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. 6E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7Il Signore disse: “Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti”. 

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.