La fede dei morti viventi

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La fede dei morti viventi è la fede inerte, è la religiosità sterile che manca di comportamenti coerenti con l’inclinazione a credere in ciò che ancora non si vede.

E’ la fede senza le opere, recitata dalle lettere di San Paolo.

Giacomo 2,17

Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta

Nella fede morta non c’è speranza, né futuro; si è morti che camminano in un deserto, si è come demoni.

Giacomo 2,19

Tu credi che c’è un Dio solo ? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano !

Se la grazia comune è opportunità fintanto che la Grazia ci immette nel giusto sentiero sbalordendo per divina determinazione non per quello che si fa in vita, la fede ha necessità di opere, di coesione fattiva specialmente a fronte delle intimidazioni del mondo.

Dio, d’altro canto, s’è rivelato a personaggi improbabili per storia, per abitudini e per cultura. San Paolo, prima di mantenere fede alla sua missione, di predicare gli insegnamenti di Gesù e di finire decapitato dai romani, fu accanito persecutore dei cristiani, al guinzaglio dei cesari dell’antica Roma.

Giacomo 2,26

Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta

L’inizio del Diluvio Universale, l’arca sulla destra, di William Bell Scott -1865

Le opere e i comportamenti sono la cartina di tornasole della Grazia, dello spirito di fiducia nell’Eterno che nel passato ha vivificato leggende che hanno favorevolmente alterato il corso degli eventi a vantaggio del bene comune e a discapito del male.

Noe’ impavido lavorò all’Arca del Diluvio Universale per 120 anni in una regione del pianeta in cui la pioggia è fenomeno atmosferico pressocché eccezionale, per sola fede, per ordine di Dio stanco della corruttela del maligno.

Il Diluvio Universale Michelangelo (1509) Cappella Sistina, Roma

Ebrei 11,7

Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede

Dire di avere fede senza una condotta che dimostri di essere con il Signore equivale alle fede di morti viventi.

Apocalisse 21,8

Ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte

LA VENDETTA APPARTIENE A DIO

La parabola del giudice iniquo e della vedova spiega che la giustizia di Dio è verso tutti, non contano lignaggi o uomini di potere, la fermezza nella preghiera garantisce l’attenzione del Signore in relazione ai problemi di ognuno, ricchi e poveri, sani e sofferenti.

La parabola del giudice iniquo e la vedova:
In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi””. E il Signore soggiunse: “Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo ? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra ?

Dio non si attiva per le ragioni disoneste d’un giudice corrotto, esasperato dalle insistenze d’una vedova alla quale soltanto sul finire del suo incalzare promette giustizia. La costanza nella preghiera cristiana assicura infatti per fede la giustizia del Creatore prima e/o dopo il Suo ritorno.

Dio vendica prima del Suo ritorno perché la preghiera invoca la provvidenza del Creatore, è foriera della fede che separa dalle malefatte e dai malefici del mondo sotto la spada di Damocle della Grande Tribolazione, proteggendo dalle private ritorsioni.

Dio vendica dopo il Suo ritorno perché la pena del rogo perpetuo incalza e si riversa sull’umanità impenitente che non prega e affligge impunemente.

1 Giovanni 4,4

Voi, figliolini, siete da Dio ed avete vinto l’Anticristo, perché chi abita in voi è più potente di colui che sta nel mondo

Sulla base dei Testamenti Sacri, il sopraggiungere inaspettato del Messia conterrà un giudizio onnicomprensivo, nessuno potrà sfuggirlo e se paradosso voglia che Dio troverà solo fede morta, nessuno sarà salvato e tutti in Terra saranno disciolti.

2 Pietro 3,10

Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.

Nel secondo avvento, nel giorno del Signore, se sarà devastazione o rinascita dipenderà dal pentimento e dall’attuazione concreta delle regole di Dio.

Luca 18,8

Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra ?

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.