Corpi celesti e Scritture

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Dio e l’umanità non stabiliscono una relazione esclusiva, ma relativa ai corpi celesti e alla Creazione.

Qoelet 3,11 (CEI)

Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine. 

Qoelet 3,11 (v. latina)

Cuncta fecit bona in tempore suo; et mundum tradidit cordi eorum, et non inveniet homo opus, quod operatus est Deus ab initio usque ad finem

Il verso dalla vulgata latina di Ecclesiaste “et mundum tradidit cordi eorum” è traducibile (Dio) “…e pose l’universo (o i corpi celesti) nei loro cuori“, e concede all’umanità tracce della Ragione del disegno divino.

Il primo significato di “mundus” é universo, corpi celesti, poi mondo. La maggioranza dei biblisti traduce “mundus” eternità, e intende l’infinito dello spazio cosmico.

L’insoddisfazione terrena scaturisce dal trascurare la percezione dell’infinito e dunque dell’eternità che Dio integra nella mente di ciascuno.

La sottovalutazione di questa percezione genera l’attenzione spasmodica verso le cose e non elimina l’insoddisfazione neppure nella persona più considerata al mondo.

In realtà, applicarsi in questo presentimento innato dà significato all’esistenza. E’ il messaggio che giunge dalle Scritture e dalle parole di Salomone, terzo Re di Israele, uomo ricchissimo e affranto, riconciliatosi con la vita avendo preavvertito la Potenza di Dio.

Qoelet 12,13 e le parole di Re Salomone

Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.