Il Ratto dei Cristiani

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Il Ratto, sostantivo che allude al rapimento dei cristiani preconizzato nel Nuovo Testamento e non ad un roditore, è evento della fine dei tempi. E’ vocabolo che evoca una delle vicende più note della Roma antica, quando Romolo organizza una grande festa a Roma per attirare fanciulle dalla limitrofa regione sabina al fine di ripopolare l’urbe che poi diventerà capitale del mondo.

In realtà secondo parte della storiografia, l’accesso delle sabine a Roma sarebbe stato pacifico nella convinzione di un promettente nuovo centro urbano che avrebbe aperto loro ben altre prospettive rispetto alla terra sabina, per questo trasferitesi presso il colle Quirinale o il Campidoglio sulla base di altre fonti.

Le donne Sabine fermano la guerra tra Romani e Sabini di Jacques-Louis David. Nel dipinto, tra Romolo e Tito Tazio, Ersilia. Le Sabine 1794, fonte wikipedia.

Dunque, sul fondamento della storiografia latina il Ratto delle Sabine appare metafora del rapimento di tutti i credenti, perché interpretato come atto di liberazione da una realtà oscura, dalle scarne prospettive.

1 Tessalonicesi 16,17

…il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.

D’altro canto San Paolo nella lettera ai cristiani di Tessalonica è chiaro, i cristiani non subiranno l’Ira di Dio, il rapimento infatti è premessa cronografica della Grande Tribolazione e risparmierà dall’apocalisse tutti coloro i quali avranno accolto lo Spirito Santo, quando il Signore all’improvviso e inaspettatamente, in quel giorno, avrà ben lucida cognizione da chi è stato considerato per trasportarlo con sé sopra le nubi, lontano da fiamme e tribolazioni che vestiranno il mondo intero.

1 Tessalonicesi 5,9

Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo“.

Il rapimento è pertanto l’avvenimento escatologico della cristianità che salva tutti i credenti dal Giudizio Universale, l’evento che ogni cristiano fortemente vagheggia e desidera, che consente di stare accanto a Dio, vicini alla perfezione assoluta, a quanto fin d’ora si è soltanto fantasticato, a ciò che é essenziale per gli uni e per gli altri.

Di conseguenza, le letture sacre sulla fine dei tempi guardano al rapimento come accadimento transitorio e tutti coloro i quali si troveranno sui nembi con il Signore torneranno sulla Terra ferma dopo il Giudizio Universale, quando Dio avrà posto fine all’azione dell’anticristo e all’impero mondiale e malefico del denaro e della concupiscenza grazie alla restituzione del contenuto originario all’esistenza, che è senza il male.

La cara e bella Terra sopravviverà quindi all’Ira di Dio, ma resterà soltanto una brutta copia della Nuova Terra e dei Nuovi Cieli, integralmente rinnovati, rigenerati dal Regno di Dio, come l’eruzione d’un vulcano rende fertili e rigogliose le terre bruciate dalla lava.

Apocalisse 21,5

E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. E soggiunse: “Scrivi, perché queste parole sono certe e vere

Nella traslocazione, che è intermezzo dell’apocalisse, l’aspetto nodale del rapimento é nel farsi trovare pronti. Gesù, di fatto, arriverà all’improvviso, come un ladro, inaspettatamente e senza essere annunciato, nel modo in cui la parabola delle dieci vergini (Cinque regole per prepararsi) insegna , per cui

Cattedrale di Strasburgo: tre vergini sagge gioiscono.

soltanto chi ha le lampade ben rifornite d’olio sarà rapito, gli altri a prescindere dalle loro opere, se non hanno preparato le loro di lampade, saranno lasciati indietro, laddove l’olio è lo Spirito Santo, l’amore in soccorso offerto dal Signore prima della parusia, financo durante la tribolazione.

Cattedrale di Strasburgo: tre vergini stolte piangono.

Gesù, effettivamente, sa da chi é stato considerato, da chi é o sarà amato, mentre al resto dirà ” In verità io vi dico: non vi conosco”.

La parabola delle 10 vergini

Matteo 25: 1-12

1 Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo.

2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;

3 le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio;

4 le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.

5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

6 A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”.

7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

8 Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.

9 Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

10 Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”.

12 Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.