Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

La veste del Corpus Hypercubus

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Nel Corpus Hypercubus di Salvador Dalì le dimensioni spaziali sono espressione del genio geometrico e dell’evoluzione artistica del secolo scorso.

Nel contesto surreale di Salvador Dalì il moto di un punto crea una linea nello spazio monodimensionale e un quadrato in movimento crea un cubo con otto punti terminali nel vuoto tridimensionale.

Secondo il simbolismo artistico, la rotazione di un cubo cristico darebbe dunque origine ad un organismo multipiano, superiore con sedici punti terminali.

Crocifissione, Corpus Hypercubus.
La Croce risale dalla drammaticità di una cornice scura alla multidimensionalità luminosa.
Salvador Dalì 1954
New York Metropolitan Museum of Art

Ciò porta alla conclusione che Colui che Discende dal cubo trascendentale e invisibile è delimitato da otto cubi, traguardo dimensionale del cammino geometrico, speculare alla ricerca della Verità.

Sospesa nello spazio smisurato la croce risale da una cornice oscura e traduce forme fisiche grazie al sostegno della matematica che genera una copia somigliante dell’ iperspazio, dove il tempo è la quinta dimensione della quarta dimensione spaziale che attraversa la fisica della Relatività.

Con le equazioni di Einstein la luce consegna sostanza visibile alla quarta dimensione e a Cristo appeso all’ ipercubo che simboleggia la realtà adiacente alla terza dimensione terrestre, dimensione surreale dell’arte del XX secolo.

Con Salvador Dalì gli oggetti si emancipano dalle connessioni logiche e rivelano una surrealtà avanzata che: “Ora è Realtà Superiore !”.

Gala, la moglie di Dalì è ai piedi della croce e indossa una veste gialla evocativa, ma in quest’opera non indica il “tradimento” come accade nell’arte medievale, né un modello cromatico di Maria la Maddalena che spesso è ritratta di rosso.

Il giallo per l’artista catalano è il colore che richiama l’oro, simbolo di lucentezza divina, nobiltà e perfezione metafisica, tessuti preziosi e riflessi setosi.

Gala è la musa ispiratrice di Salvador Dalì, del dipinto che fa mostra della purezza e della bellezza della compagna che trasformano la figura biblica in un’icona tecnologica di perfezione.

Il pittore spagnolo sublima Gala e la pone sul piano ortogonale della nobiltà assoluta di Maria di Magdala che accompagna verso la sponda divina lontana una distanza infinitesimale da quella umana.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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