Visitazioni divine e visioni richiedono di non confinarsi nei limiti contrassegnati dal tempo e dallo spazio fisico, ma incoraggiano in quel cambio di prospettiva che orienta verso ciò che dovrebbe essere di richiamo per tutta l’umanità.
L’entità divina è sempre presente e quasi mai visibile. La speranza di un’improvvisa rivelazione rassicura le anime ferite che sono in grado di percepirla. Questo desiderio è una ricerca continua di connessione, di coordinamento spirituale, talvolta suscitato da momenti di vulnerabilità.
Emanazioni e creature divine incarnano la caducità dell’essere umano che anela alla risalita con la fatica e il sacrificio a volte estremo.
Quelli di Dio abitano sovente deserti municipali, osservano il mondo vivendo esperienze di dolore e di sofferenza che custodiscono nel riserbo come per un atto di espiazione, di riscatto e di purificazione.
La testimonianza di costoro mette in risalto l’importanza di conoscere la realtà destinata a persistere finché ce ne sarà un’altra che sostiene quelli che non ce la fanno. In questo modo la divinità diventa figura simbolica di resilienza e di umanità nel marasma deviante del mondo fintantoché ci sarà qualcuno che soffre.
Solitudine e silenzio fanno da cornice, identificano l’immaginario sacro e la Santa presenza che induce a meditazioni ispirate, ad abbandonare la vita passata per inseguire l’amore divino, lì, oltre le distanze fisiche ed emotive, al seguito di una processione profonda e trasformativa in cui la morte muore.
La conversione sostenuta e rafforzata dai Santi sperimenta incertezze, abbatte illusioni, modelli e ideali terreni. L’amore divino infonde dolcezza smisurata, spinge alla resa, permette guarigioni, riempie vuoti abissali là, dove svaniscono le sicurezze.
I dubbi si accaniscono in questa nuova prospettiva cercando di farla apparire illusoria, si intensifica il conflitto interiore e la mente perde il controllo, mentre l’anima si avventura nell’ignoto illimitato.
L’amore dei Santi perfeziona, è gratuito, disimpegnato, realizzante. Diverso dall’amore umano, acerbo, prematuro, ignaro di una predestinazione.
Author: V



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