Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Divinità accanto

1–2 minuti

Visitazioni divine e visioni richiedono di non confinarsi nei limiti contrassegnati dal tempo e dallo spazio fisico, ma incoraggiano in quel cambio di prospettiva che orienta verso ciò che dovrebbe essere di richiamo per tutta l’umanità.

L’entità divina è sempre presente e quasi mai visibile. La speranza di un’improvvisa rivelazione rassicura le anime ferite che sono in grado di percepirla. Questo desiderio è una ricerca continua di connessione, di coordinamento spirituale, talvolta suscitato da momenti di vulnerabilità.

Emanazioni e creature divine incarnano la caducità dell’essere umano che anela alla risalita con la fatica e il sacrificio a volte estremo.

Quelli di Dio abitano sovente deserti municipali, osservano il mondo vivendo esperienze di dolore e di sofferenza che custodiscono nel riserbo come per un atto di espiazione, di riscatto e di purificazione.

La testimonianza di costoro mette in risalto l’importanza di conoscere la realtà destinata a persistere finché ce ne sarà un’altra che sostiene quelli che non ce la fanno. In questo modo la divinità diventa figura simbolica di resilienza e di umanità nel marasma deviante del mondo fintantoché ci sarà qualcuno che soffre.

Solitudine e silenzio fanno da cornice, identificano l’immaginario sacro e la Santa presenza che induce a meditazioni ispirate, ad abbandonare la vita passata per inseguire l’amore divino, lì, oltre le distanze fisiche ed emotive, al seguito di una processione profonda e trasformativa in cui la morte muore.

La conversione sostenuta e rafforzata dai Santi sperimenta incertezze, abbatte illusioni, modelli e ideali terreni. L’amore divino infonde dolcezza smisurata, spinge alla resa, permette guarigioni, riempie vuoti abissali là, dove svaniscono le sicurezze.

I dubbi si accaniscono in questa nuova prospettiva cercando di farla apparire illusoria, si intensifica il conflitto interiore e la mente perde il controllo, mentre l’anima si avventura nell’ignoto illimitato.

L’amore dei Santi perfeziona, è gratuito, disimpegnato, realizzante. Diverso dall’amore umano, acerbo, prematuro, ignaro di una predestinazione.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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