IL CANONE RACCONTA, L’ “ERESIA” SPIEGA
La trascrizione canonica di Marco, Matteo e Giovanni assegna alla Maddalena la missione di testimoniare la Rinascita del Messia.
Nei testi apocrifi la figura di Maria di Magdala si inserisce in un contesto propedeutico, divergente dalla materia e dal mondo conosciuto.
A differenza dei vangeli canonici, il testo apocrifo antepone l’esperienza alla regola; il canone assume quindi come eresia ciò che le manifestazioni ultraterrene restituiscono come prova empirica.
Unica è la certezza storica che riguarda la donna liberata dai sette demoni, la donna ai piedi della croce, la prostituta, colei che ha il primato di testimoniare la resurrezione: l’uso corrotto del nome “Maria Maddalena”.
L’appellativo storico infatti è ἡ Μαγδαληνή (la Maddalena). Maria la Maddalena dunque, e non Maria Maddalena. Quello che invece di Lei può dirsi è quanto segue.
DAI DEMONI ALLA VISIONE DI MARIA MADDALENA
L’esperienza trascendentale della Maddalena comprende la trasfigurazione. La visione del Risorto infatti non è la ricostruzione esclusiva dei commentatori dell’apparizione cristica nel vangelo gnostico.
Di fatto, le correlazioni con il canone e i frammenti dell’apocrifo dirottano gli studi sul terreno delle ipotesi interpretative.
Maria di Magdala potrebbe aver sofferto di malesseri che Le causavano emarginazione. La tradizione riporta sette demoni, che in realtà possono delineare un quadro clinico di profondo disagio, fronteggiato prima dell’incontro con il Signore.
Le sofferenze della Maddalena riportate dalla tradizione suppongono difficoltà relazionali oppure disagi invalidanti, come l’epilessia, la depressione o la schizofrenia, di cui nulla si sapeva a quei tempi.
Questi malesseri sono associati al numero sette che, nella numerologia sacra, raffigura pienezza e totalità, mentre per la donna di Magdala il sette può aver significato una condizione psico-fisica di totale dipendenza dai sintomi.
Tuttavia, dopo che Gesù La guarì, Maria la Maddalena ha iniziato un percorso spirituale che le ha permesso di relazionarsi nei gruppi sociali del Signore partecipando attivamente, acquisendo conoscenze esclusive e specifiche.
MADDALENA IMPARA A VEDERE LE VISIONI
Dal Vangelo di Maria Maddalena:
Signore, adesso dimmi: colui che vede la visione, la vede attraverso l’anima oppure attraverso lo spirito ?
LA PREMESSA DEL FILOSOFO ANASSAGORA
La risposta che il Signore dà a Maria aggancia il pensiero di Anassagora.
Parafrasi, adattamento gnostico e semplificazione della teoria del filosofo:
1 La Conoscenza giunge dall’esperienza, cioè dalla relazione con la Seconda Realtà, il che implica sensibilità, ovvero la capacità di percepire l’Agire Esterno.
La sensibilità trasferisce alla conoscenza le informazioni con intensità inversamente proporzionale alla trasmissione sensoriale riconosciuta.
Il grado di divergenza (tra Terra e Cielo) esalta la conoscenza: con l’amaro si riconosce prima il dolce, con l’odio si percepisce prima l’amore. Il contenuto sensibile pregresso regola dunque l’intensità del contatto con il mondo celeste.
2 Le sensazioni sono memorizzate dalla mente biologica che conserva il ricordo delle conoscenze ricevute, da cui deriva la tecnica. L’accumulo e la custodia delle informazioni vivificano Sophia (la Sapienza) e la capacità di vedere/avvertire l’invisibile.
3 Acquisita la tecnica la riunificazione è raggiunta, le realtà stabilmente interconnesse.
VISIONE GNOSTICA E CORRELAZIONE CANONICA
Dal Vangelo di Maria Maddalena:
“Signore, adesso dimmi: colui che vede la visione, la vede attraverso l’anima oppure attraverso lo spirito ? “
Dal Vangelo di Maria Maddalena
“Egli mi rispose e disse: “Beata tu che non hai vacillato alla mia vista. Là infatti dove è la mente, là c’è il tesoro”.
Dal Vangelo di Luca 12,34 (CEI)
Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Dal Vangelo di Matteo 6,21(CEI)
Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
TEMPO GNOSTICO E TEMPO CANONICO
Il termine “tesoro” appare il target delle trascrizioni, Maddalena però sostituisce con il sostantivo “mente” il cuore pensante del canone. Il cuore pensante del canone trasla ad altro tempo e ad altro luogo il “tesoro”, la “Mente” di Maddalena ne fa un realtà presente.
Il cuore pensante é l’agire in base al canone dei Padri della Chiesa che si contrappone alla “Mente” di Maria che è l’agire in grazia del Pensiero Agevolato e degli insegnamenti misterici.
Il “tesoro” di Maddalena non è una speranza futura, è La Seconda Realtà interconnessa a quella tangibile, a quella mondana, a fronte della relazione duale di Cielo e Terra.
IL DONO DELLA GNOSI
Se il cristianesimo definisce la Grazia e lo studio delle Scritture vie maestre per la Salvezza, la redenzione gnostica giunge dalle esperienze personali e dall’erudizione eterogenea.
Per il seguace del Signore tutto è utile per affinare l’amicizia con Dio, ma la Conoscenza che non fa dubitare del Padre Eterno, del Dio Uno gnostico arriva dall’Alto, è una Gnosi, così come la Grazia cristiana è donata dal Cielo.
LA VISIONE GNOSTICA DELLA MADDALENA
La Resurrezione canonica è rivista dal Vangelo di Maria Maddalena nell’atteggiamento mistico ed esoterico dei primi secoli dopo Cristo che attribuisce alle visioni e alle esperienze trascendentali importanza fondamentale.
Assistere ad una visione ultraterrena e alla Resurrezione, comporta l’acquisizione di una Saggezza Cosmica, l’illuminazione della Gnosi.
LA FERMEZZA DI MARIA MADDALENA
Quando Gesù decise di ricomparire con una spiritualità fisica dopo la crocifissione, la Maddalena fu determinata, probabilmente in ragione di un’investitura che sopraggiungeva da Dio.
La Maddalena ebbe paura alla vista degli angeli nel sepolcro, ma davanti al Signore redivivo non vacillò.
Maddalena dunque non è turbata dalla visione, ma non comprende perché riesce a vedere il “compagno/consorte”, vivo. Maria si interroga e subito dopo inoltra la domanda al Risorto.
Dal Vangelo di Maria:
Maria la Maddalena: “Signore, adesso dimmi: colui che vede la visione, la vede attraverso l’anima oppure attraverso lo spirito ?“
Dal Vangelo di Maria Maddalena
“Egli mi rispose e disse: “Beata tu che non hai vacillato alla mia vista. Là infatti dove è la mente, là c’è il tesoro ”.
IL MESSIA SPIEGA LA VISIONE
Il Salvatore rispose: “Egli non vede attraverso l’anima, né attraverso lo spirito, ma la mente, che si trova tra i due, è quella che vede la visione e…
A questo punto il testo si interrompe perché nel codice mancano le pagine dalla undicesima alla quattordicesima, ma sono comunque possibili alcune deduzioni.
Le visioni, avvengono per l’intermediazione della “Mente” trascritta da Maddalena. La “Mente” di Maria di Magdala richiama il concetto del νοῦς ellenico di Anassagora, è l’Intelligenza Elevata al di sopra di tutto, di tutte le realtà e dei mondi che Egli governa.
Definita Pensiero Cosmico, la “Mente” é l’Intelletto di Anassagora, corrispondente al Dio della Creazione Cristiano, al Dio Uno gnostico che compenetrano la materia, l’anima e lo spirito nell’obiettivo finale trascendente.
La combinazione di anima e di spirito mediante l’illuminazione gnostica che riflette la Grazia cristiana, è coerente se improntata al modello eonico che vede ciò che il non credente non guarda.
La vista ultraterrena che visiona e guida verso la Realtà celeste, che favorisce i processi creativi e accoglie le manifestazioni divine necessità quindi del Tramite e il Tramite è Dio o Dio Uno che veglia dall’Alto e dall’interno del credente ampliandone le capacità sensoriali.
CONCLUSIONI
La visione cristica di Maria Maddalena secondo il Vangelo attribuitoGli é un confronto empirico con la tradizione. Maddalena cerca di comprendere la natura dalle pratiche trascendenti ed esplora come conoscenza e saggezza derivino dal vissuto e dalla relazione con una realtà più elevata.
Maria di Magdala riflette l’essenzialità della “Mente”, ovvero del Divino Mediatore e trascrive metodo nella ricerca del “tesoro” spirituale.
I testi apocrifi e la tradizione forniscono indizi della storia di Maria di Magdala, ma dimostrano la trasformazione di Maddalena da emarginata a testimone della Resurrezione, sottolineando che l’epifenomeno terreno è completato dalla gnosi, faro di illuminazione che connette al Divino per mezzo di esperienze personali, di studio e di ricerca.
Author: V



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