Carcerati da satana

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Ex sanctis litteris é pensabile che non soltanto la Rivelazione Generale ma anche il mondo globale avrebbe dovuto facilitare il reinserimento dei peccatori e dei caduti nel percorso di rinnovamento e di acquisizione di competenze tali da indurli alla Fede con il supporto dell’erudizione e dell’origine divina di tutte le cose.

Ciò non è avvenuto e gli effetti malevoli del profitto a discapito di quelli benevoli dell’istruzione, della morale civile e cristiana, troppo spesso mercificati, addebitano una colpa maggiore di quella del peccato originario del Primo Uomo e dalla Prima Donna.

Adamo ed Eva, sono creature vissute accanto a Dio, in un ambiente puro, per ciò fruiscono dell’attenuante dell’innocenza che ha fronteggiato malamente l’astuzia sacrilega di satana. Anche per questo l’Eterno risparmiò a Loro la vita, dannandoli sulla Terra, condannando i discendenti alla diaspora cosmica.

A carico dell’umanità insorge invece l’aggravante empirica dell’esperienza sul male, con il quale ha convissuto per millenni, che a poco sembra aver giovato, se non ad alimentare uno scenario escatologico pari a quello d’un carcere dove si entra colpevoli e si esce banditi.

1 Corinzi 2,14
Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito.

L’enorme numero di indemoniati rotola oggigiorno nella follia per l’inconsistenza di un sostegno etico che istiga una generazione incosciente e indifferente al suo Creatore, a tal punto che la Grazia per mezzo della Rivelazione Speciale avoca a Sé il ruolo deontologico delle istituzioni laiche e religiose.

In virtù dell’evidenza, al passare del tempo, “le questioni originali a Dio” divengono sempre più intime e si sviluppano in una relazione personale con l’Onnipotente, separate dalle fonti pubbliche che sviano, dirottando dal Giusto cammino di salvezza.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.