Predisposizione e Grazia

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Due versi dalla lettera ai romani a confronto; il primo é espressione della Grazia speciale che esplicita e dona la Verità, il secondo simboleggia l’affezione nobile a Dio nella Grazia comune.

Romani 8,24

Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo ?

Romani 8,25

Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Da una parte la necessità della Grazia, dall’altra la perseveranza ripagata oltre le aspettative. Nel primo caso la speranza è trasformata nell’attesa che si inchina ai tempi di Dio, nel secondo caso la speranza sbircia al di là del visibile.

Lo Spirito Santo preserva se la Grazia speciale è superflua e la Grazia comune, che inabita anche l’ignobile, rallenta la distruzione.

La Grazia comune, endemica alla Creazione, ha prodotto millenni di vita terrestre, procrastina l’apocalisse, esprime la pazienza di Dio, è la remora provvidenziale che Dio ha aggiunto nello spirito maligno, nobilitando coloro che hanno ottenuto il massimo da essa.

Giovanni 20,29

29Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.

Quando la certezza ha trasceso la speranza, la Grazia comune contiene e libera il male secondo i piani del Creatore, affinché anche i miserabili compiano il bene e non esista certezza che persuada il malvagio.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.