Angeli dopo la morte e morti senza Dio

6 minuti

Le religioni abramitiche prendono atto e segnalano l’esistenza degli angeli. Le Scritture che sono di riferimento alla religione cristiana identificano due categorie di angeli: gli angeli della luce (angeli bianchi) e gli angeli caduti (angeli neri). I primi vivono una relazione subordinata a Dio, i secondi sottomessa a satana.

Abramo e il Sacrificio di Isacco Caravaggio 1594 -1596. Le religioni abramitiche, Cristianesimo, Ebraismo, Islam e Bahai rivendicano Abramo come origine o parte della loro storia sacra.

Tutto, anche le creature spirituali, ha origine dalla Creazione. Dio in quest’opera grandiosa ha reso gli Angeli in Terra perlopiù invisibili, e visibili al credente dopo la morte, quando il corpo umano sarà risuscitato e giustificato ai peccati.

Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.

Gli Angeli sono creature pragmatiche, attuano la volontà di Dio e ricoprono un ruolo di primo piano negli ultimi giorni. Non sono stati creati dall’Eterno come esseri umani, ma come Angeli, entità spirituali dotati di una singolare natura che coabita accanto al Signore, a chi crede e a chi avrà creduto.

Le creature celesti non si avvalgono del potere redentore della Croce perché non sono state congetturate al peccato. Viceversa, sono appagate quando assistono al ravvedimento d’un peccatore. L’induzione alla conversione è una frazione dei compiti dell’angelo e, sebbene il Vangelo non sia stato scritto per Loro utilità, questi esseri spirituali dimostrano uno spiccato interesse per le Scritture e gli evangelisti.

Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte

Dopo la morte non si diventa Angeli. I credenti morti in Gesù dormono in Lui nella sezione più accogliente dell’Ades, nell’attesa che venga loro conferita la cittadinanza nel Regno di Dio al seguito della lettura conclusiva del Libro della Vita.

E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco

Durante la Tribolazione e dopo il Rapimento i “corpi credenti” saranno risuscitati, integrati e trasformati come il corpo di Cristo, mentre lo spirito al suo interno vedrà assente ogni indole peccaminosa.

Di coloro che ora sono morti o morranno, solo il corpo rimane privo di sensi. Lo spirito vive nella sospensione della restituzione della struttura corporea d’origine, di cui neanche un capello andrà perduto, poiché completata nel Giorno del Signore.

Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Coloro i quali saranno stati giustificati non vivranno come Angeli, ma accanto a Loro e al Signore, riconoscendosi l’uno con l’altro.

Differentemente dai morti in Cristo, i deceduti non-credenti che fino all’ultimo giorno hanno speso per il mondo, fin dall’inizio dei tempi alloggiano nella regione più oscura dell’Ades, dove “pernottano” nell’attesa di essere risorti dinnanzi al tribunale del Grande Trono Bianco, in cui Dio e Suo Figlio unigenito celebreranno il Giudizio giovanneo.

E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

Prima di tornare al Padre, la gran parte dell’esegesi cristiana suppone che anche Gesù abbia temporaneamente visitato le aree più infime dell’Ades per causa dell’imputazione dei peccati di tutti che Dio ha a Lui ascritto sulla croce affinché gli uomini fossero giustizia per Lui.

Così è dedotto quando Pietro scrive in relazione agli spiriti trattenuti in carcere.

Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurvi a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l’arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l’acqua.

L’Ades o Sceol è la residenza temporanea dei morti prima della fine del mondo. E’ composto di due settori, una parte superiore, detta Paradiso o seno di Abramo in cui risiedono i credenti che passeranno a Vita Eterna ed una parte inferiore dove dimorano i non-credenti.

La sezione “alta” è nettamente divisa da quella in basso, il luogo dal quale saranno prelevati i miscredenti condannati al Giudizio Universale.

Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi

La domanda che introduce quest’ultimo paragrafo non ha soltanto una risposta affermativa, ma include anche un’esistenza talmente rinnovata nella sua essenza da non poter essere immaginata, né compresa allo stato dei fatti. Figurarsela come un turbine di emozioni, di suoni e di immagini che né orecchio né vista mai videro, che Dio in “persona” ha preparato per l’umanità, merita ora e da sempre una paziente e coraggiosa attesa.

Sul destino di chi, al contrario, non saprà coltivare la fermezza per resistere al maligno le Scritture sono esaustive e inutili.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna

Il Vangelo è stato scritto per utilità di chi sa e saprà credere:

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.