Satana dai fatti, Dio dalla Ragione

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L’incontro con Dio ha spesso comportato di ritrovarsi svenduti. Per di più, la storia e la letteratura sono ricolme di casi in cui l’amicizia con l’Eterno é costata la vita o torture.

E’ successo a papi, a santi e martiri d’ogni culto che, coraggiosamente e deontologicamente misero il Creatore prima di sé stessi; é accaduto, accade e continuerà ad accadere fintanto ché la realtà in atto sarà in piedi.

Nulla di cui sorprendersi dunque, ancora nel XXI secolo, essere al mondo quasi sempre significa fronteggiare satana e, se roghi e streghe sono un cattivo retaggio di tempi oramai andati, l’era dei microchip annovera comunque una vasta gamma di stramberie per carbonizzare coloro che non sono affiliati del maligno.

Di tanto in tanto il Signore si relaziona all’uomo. Le Sue manifestazioni, che avvengano attraverso un rovo ardente o con forme “teofaniche” alternative e moderne, sono la prova che Dio é stato raccontato, dimostrato dai Testamenti, sempre presente.

E’ generalmente impossibile parlare o scrivere di Dio, perché Dio é una questione che non si sbroglia con la logica o con la tastiera di un computer, neanche gli aneddoti possono bastare. E’ la sensibilità e il cuore che Lo trovano.

Santissima Trinità – Franceso Cairo – 1630

Contrariamente il diavolo è ottuso, di molto inferiore all’Eterno, prevedibile, privo di lungimiranza, con gli occhi fissati in basso alle cose del mondo; per questo, ad un certo momento la Ragione lo svergogna. Il male può essere pensato, ragionato, preparato. Dio immaginato, al più ascoltato.

1 Giovanni 2,15
Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui

Il tempo é e sarà nemico del diavolo, mentre Dio è anche il tempo. Tuttavia, affidandosi alla Ragione e alla Grazia che dà capacità intellettive non solo il diavolo viene smascherato ma anche Dio risorge per fissare l’esperienza umana attuale in un fattibile tempo pre-parusiaco.

Giovanni 1,1 (NT. Greco)

Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος (da leggersi: en archè en o logos)

In Principio era la Ragione

Giovanni 1,1 (N.T. tradizionale)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio

Il Verbo sposa dunque la Ragione c.d. ellenica e suggerisce che scamparla dalle fiamme dell’inferno è un dono di Dio, non è un merito, né deriva da quello che si è fatto in vita. E’ dovuto alla fede, alla Ragione che tende per Sua inerzia a Dio, al modo per avere la salvezza a scapito di tutto il resto.

Efesini 2, 8 – 9

Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene

Oggi satana e l’anticristo sono smascherati da chi ha la Ragione nello spirito, eppure, poiché entrambi sono potenti, infondono preoccupazioni che, per converso, provano che un Dio buono, giusto e iper-potente esiste e se dimenticato dopo averLo conosciuto, alla Sua invocazione o per causa del Giudizio Universale risponderà: “In verità io vi dico: non vi conosco“.

Romani 1,21

perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata.

Gesù non é di questo mondo e il Suo ritorno si preannuncia doloroso; il Rapimento risparmierà il Giudizio Universale solo ai credenti, quando milioni e milioni di persone in un batter d’occhio scompariranno, introdotte in una rinnovata dimensione vitale, eclissate da tutto ciò che ora è reale, scagliato nello scompiglio e preda del panico di quanti saranno oppressi dalla Tribolazione biblica.

Rapimento – Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato Matteo 24,40 – Luyken 1795

1 Tessalonicesi 5,9

Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo

La lettura della Bibbia non esclude che nel secondo avvento il Signore tornerà come se ne é andato, ovvero reietto e “sfigurato”, alla maniera in cui andò via per mezzo della croce che però questa volta Gli sarà risparmiata per accendere l’Ira del Padre dopo aver accompagnato l’ascesa in Gloria dei Figli di Dio.

Atti 1,11

e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo ? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo

In Terra, camminare oltre la soglia della quinta porta santa non dona sic et simpliciter la salvezza, non cancella il peccato, né sacramenti fondamentali come il battesimo garantiscono il Paradiso quando sono lacunosi della consapevolezza che Gesù dal Cielo rimane al comando della crociata che restituirà il mondo al Creatore.

Ciò non sminuisce l’importanza del battesimo né la periodicità dei giubilei che suggellano la fede in Dio, ma fornisce un modello comportamentale che supera nella sostanza ogni ipocrita ritualità.

Disma, uno dei briganti crocifissi accanto al Signore, ottenne in dono il Paradiso senza aver ricevuto il battesimo per il fatto spontaneo che riconobbe da sé le proprie responsabilità e la croce ingiustificata che veniva inflitta al Figlio di Dio.

Luca 23, 40-41

L’altro (c.d. Disma) invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”.

Luca 23,43

Gli rispose (Gesù) : “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.