Segnali dal ridicolo

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Quando si parla della fine del mondo i cristiani alludono al termine della loro esperienza terrena, al rapimento che salva i credenti dalla tribolazione biblica e dall’apocalisse.

Dalle origini del cristianesimo la domanda che ci si pone é: quando accadranno tutte queste cose ? Il Vangelo sulla materia é esaustivo e Luca nei versetti del capitolo 21 spiega che:

Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

Antico e Nuovo Testamento completandosi e dimostrandosi vicendevolmente nella parola dell’Eterno profetizzano molti degli eventi che preludono alla trasformazione degli esseri umani. Infatti, soltanto coloro che saranno trasformati, resi incorruttibili ed immortali faranno parte del Regno di Dio.

I tempi che stiamo vivendo sono nella possibilità di replicare le descrizioni allegoriche di Luca sul Giudizio Finale. D’altro canto alcuni dei segnali che preannunciano la fine del mondo terreno sono più facilmente individuabili nell’era nucleare e nei giorni in cui l’informatica calpesta le identità, dove è immaginabile che tutti siano sorvegliabili.

L’anticristo nei prodromi del secondo avvento ha il possesso assoluto del commercio mediante la manipolazione dei prezzi per mano di hedge fund e delle società che gestiscono la finanza mondiale e le valute.

Giovanni a suo modo lo vaticina nell’allusione al marchio della bestia che permette di vendere e comprare con profitto mediante la tecnologia algoritmica dei microchip.

Apocalisse 13,17

e che nessuno possa comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

L’anticristo nei giorni della fine è il nemico numero uno del Signore ed userà ogni mezzo per ingannare la fiducia di tanti, giungendo ad ingannare sé stesso e gli impenitenti con i quali sarà arso nello stagno di fuoco, perché questo è il Progetto di Dio secondo le Sacre Scritture.

Giudizio Universale – John Martin 1853 – fonte wiki

Apocalisse 19,20

Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta, che alla sua presenza aveva operato i prodigi con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo.

L’inganno oggigiorno è scorto financo nello spam delle pubblicità ingannevoli, nelle emittenze tv che sviano le menti dei più impreparati, nelle truffe finanziarie, nei falsi idoli che plagiano, nell’emarginazione dallo studio delle religioni e della cultura a vantaggio degli affari e del malcostume, nelle raccomandazioni delle mafie, nella profanazione del sacro che esalta il ridicolo.

Dio non é in un dopobarba, né in un profumo, né con l’avvenenza una ragazza ne promuove la sua inimitabile figura, perché ogni credente che segue il Signore è parte di Dio, di fronte Al Quale ci si inginocchia.

Tuttavia, il mestiere dell’anticristo è proprio quello di essere l’antagonista escatologico del Messia, entrambi faranno il loro compito fino alla fine fintanto che l’inganno sarà chiaro agli Eletti che il Signore rapirà dall’apocalisse, salvandoli dal fuoco per sempre.

Chi ama il Signore non ha nulla da temere da questo mondo e nei pressi della fine del mondo. Luca sulla fine dei giorni precisa in 21 : 16-18:

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Di fatto, il ridicolo, nella reiterazione delle pantomime concretizza l’inganno ed é uno dei segnali che mostra come ci si stia muovendo verso la liberazione dai mali della Terra.

Dio dà segnali e ha dato numerose indicazioni attraverso la Bibbia perché non vuole che si bruci negli inferi, per questo avverte con largo anticipo chi è nella Grazia di recepire il Suo messaggio prima di scatenare la Sua Ira su questo pianeta.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.