Il Ratto, sostantivo che allude al rapimento dei cristiani preconizzato nel Nuovo Testamento e non ad un roditore, è evento della fine dei tempi. E’ vocabolo che evoca una delle vicende più note della Roma antica, quando Romolo organizza una grande festa a Roma per attirare fanciulle dalla limitrofa regione sabina al fine di ripopolare l’urbe che poi diventerà capitale del mondo.
In realtà secondo parte della storiografia, l’accesso delle sabine a Roma sarebbe stato pacifico nella convinzione di un promettente nuovo centro urbano che avrebbe aperto loro ben altre prospettive rispetto alla terra sabina, per questo trasferitesi presso il colle Quirinale o il Campidoglio sulla base di altre fonti.

Dunque, sul fondamento della storiografia latina il Ratto delle Sabine appare metafora del rapimento di tutti i credenti, perché interpretato come atto di liberazione da una realtà oscura, dalle scarne prospettive.
1 Tessalonicesi 16,17
…il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.
D’altro canto San Paolo nella lettera ai cristiani di Tessalonica è chiaro, i cristiani non subiranno l’Ira di Dio, il rapimento infatti è premessa cronografica della Grande Tribolazione e risparmierà dall’apocalisse tutti coloro i quali avranno accolto lo Spirito Santo, quando il Signore all’improvviso e inaspettatamente, in quel giorno, avrà ben lucida cognizione da chi è stato considerato per trasportarlo con sé sopra le nubi, lontano da fiamme e tribolazioni che vestiranno il mondo intero.
1 Tessalonicesi 5,9
“Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo“.
Il rapimento è pertanto l’avvenimento escatologico della cristianità che salva tutti i credenti dal Giudizio Universale, l’evento che ogni cristiano fortemente vagheggia e desidera, che consente di stare accanto a Dio, vicini alla perfezione assoluta, a quanto fin d’ora si è soltanto fantasticato, a ciò che é essenziale per gli uni e per gli altri.
Di conseguenza, le letture sacre sulla fine dei tempi guardano al rapimento come accadimento transitorio e tutti coloro i quali si troveranno sui nembi con il Signore torneranno sulla Terra ferma dopo il Giudizio Universale, quando Dio avrà posto fine all’azione dell’anticristo e all’impero mondiale e malefico del denaro e della concupiscenza grazie alla restituzione del contenuto originario all’esistenza, che è senza il male.
La cara e bella Terra sopravviverà quindi all’Ira di Dio, ma resterà soltanto una brutta copia della Nuova Terra e dei Nuovi Cieli, integralmente rinnovati, rigenerati dal Regno di Dio, come l’eruzione d’un vulcano rende fertili e rigogliose le terre bruciate dalla lava.
Apocalisse 21,5
E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. E soggiunse: “Scrivi, perché queste parole sono certe e vere
Nella traslocazione, che è intermezzo dell’apocalisse, l’aspetto nodale del rapimento é nel farsi trovare pronti. Gesù, di fatto, arriverà all’improvviso, come un ladro, inaspettatamente e senza essere annunciato, nel modo in cui la parabola delle dieci vergini (Cinque regole per prepararsi) insegna , per cui

soltanto chi ha le lampade ben rifornite d’olio sarà rapito, gli altri a prescindere dalle loro opere, se non hanno preparato le loro di lampade, saranno lasciati indietro, laddove l’olio è lo Spirito Santo, l’amore in soccorso offerto dal Signore prima della parusia, financo durante la tribolazione.

Gesù, effettivamente, sa da chi é stato considerato, da chi é o sarà amato, mentre al resto dirà ” In verità io vi dico: non vi conosco”.
La parabola delle 10 vergini
Matteo 25: 1-12
1 Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo.
2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
3 le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio;
4 le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.
5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
6 A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”.
7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
8 Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.
9 Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
10 Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”.
12 Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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