Le arti pittoriche di Courbet e di Moreau esprimono un teso contraddittorio sul modo di significare la realtà. Il primo, come cercatore della bellezza, sebbene fino alla morte abbia rivendicato libertà esteriore ed interiore, appare preda del contingente e circoscrive la sua attenzione al presente.

Gustave Moreau – Apparizione di Giovanni Battista – 1875

Moreau, al contrario, combina mito e cristianità all’interno di un audace sincretismo tra cultura biblica e orientale restituendo all’osservatore una via d’uscita trascendente, che supera l’esperienza sociale e veicola nell’affettività senza tempo.

Le arti antitetiche di Moreau e Courbet vengono sottolineate dalle reciproche dichiarazioni che riguardano le figure angeliche. Gustave Courbet diceva: “Dipingere gli angeli ! Chi ha mai visto angeli !” , Gustave Moreau, all’opposto, affermava: “Credo solo a ciò che non vedo e unicamente a ciò che sento“.

Gustave Moreau – Le Muse lasciano il padre Apollo per andare
ad illuminare il mondo, 1868

Per un verso, la realtà e la verità sono sincrone e confinate al tempo in cui si vive, per l’altro il simbolismo precursore di Moreau riconsegna al visitatore quella libertà ermeneutica che diventa strumento di spiritualità che accompagna a Dio.

Tuttavia, la filatrice di Courbet è lì, a dire che non ci sono visioni e, se l’allegoria devia dal reale, i comportamenti e gli aspetti naturali del quotidiano devono prevalere.

Gustave Courbet – La filatrice dormiente – 1853

Oggigiorno, che niente sembra resistere se non il dormicchiare di estesi cumuli di collettività per causa della dominante narcotizzazione di massa, il messaggio pittorico di Courbet affiora eufemistico, esasperato e svuotato a tal punto da depotenziare l’intima e più emancipata analisi introspettiva che l’amore per la Parola e le arti secondo i contenuti e lo stile di Moreau possono favorire.

Di per sè, il desiderio e la ricerca di Dio, come la confidenza con Dio, includono l’amour des lettres (Papa Benedetto XVI) e per le arti espressive, per cui la realtà e la storia, anche attraverso i simboli di un affresco, di un acquerello o di un dipinto, sono in grado di semplificare il passaggio da ciò che è secondario ad un livello più alto di percezione, a ciò che è essenziale.

Peraltro, nel XVII secolo accanto alla mitologia ibrida di Moreau e al realismo di Courbet, James Tissot, dopo la personale evoluzione spirituale che lo ha condotto in Terra Santa e nel profondo della cristianità, concede all’osservatore di elevare l’esame ottico delle rappresentazioni del Vecchio e del Nuovo Testamento dal naturale allo straordinario grazie alla cura del dettaglio, dei particolari e del simbolismo latente che rilascia un significato universale.

James Tissot – Pietro e Giovanni accorrono al sepolcro – 1876

Così, nel dipinto di Pietro e Giovanni che accorrono al sepolcro vuoto, l’artista francese tratteggia l’andatura affannosa degli apostoli che, nel soffiare intenso del vento, personificano l’angoscia discesa sull’umanità dopo la crocifissione di Gesù e la tragedia della prima parusia in un contesto plumbeo, proprio dello stile apocalittico delle scritture sacre di Giovanni, degli evangelisti e dei libri profetici, che preannunciano il giudizio di Dio.

In una fase storica in cui la materialità e l’invadente volgarità di massa saccheggiano modelli ideali e valori morali, l’autonomia delle forme e dei simboli che l’artista francese introduce nella sua arte pittorica consentono di guardare ciò che va oltre l’opera stessa e di coglierne una prospettiva interiore che si aggiunge al mondo circostante, fino ad accompagnare verso una realtà secessiva.

Mosè esposto sul Nilo – Gustave Moreau (1878)

D’altro canto, le proiezioni escatologiche dei libri apocalittici e del Nuovo Testamento alludono al Giudizio Finale come ad uno stadio dell’esistenza che separa, che divide per sempre bene e male, mentre attraverso la conoscenza del mito del dipinto affiora il messaggio salvifico e soprannaturale che trascende tutte le religioni.

Nel Mosè esposto sul Nilo, presentato all’Esposizione universale del 1878, Moreau esprime la necessità di leggi giuste perché trovano nella regola di Dio la loro Costituzione, deduzione per cui i testi sacri in contrapposizione alla Parola di Dio non sono legge e che la possibilità di norme irrevocabili disconosce la relazione tra fede e ragione.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dalla aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

…Dio Adamo ed Eva Alieno angeli angeli e demoni Antico Egitto anticristo apocalisse Arcangelo Michele Armageddon Battaglia bene e male bibbia Camera Nuziale Chiesa Cieli Cielo Cosmo Demiurgo demoni demonio diavolo Dieci Vergini Diluvio Universale dio Dio illumina Dittatore Celeste Donna maddalenica evangelista Finanza Fine dei tempi fine del mondo Francia futuro Gesù Gesù Alieno Gesù e Maddalena Giudizio finale Giudizio Universale Gnosi gnosticismo Gnosticismo cristiano Graal Grande Tribolazione Grazia guerra Ierofania inferno internet Ira di Dio L'apostolo amato dal Signore Libri profetici Luce Maddalenica male maledizione maligno Maria Maddalena massmedia Meretrice milizie celesti mondo Mondo Diverso Nuova Creazione Nuovi Cieli e Nuova Terra Ogdoade Paradiso parusia peccato Pleroma politica preghiera Priorato di Sion Profeta Profezia prostituta Quattro Angeli Rapimento Regno di Dio Romolo e Remo Sacro Sapienza satana Satana legato seconda morte segreto sette Sofia Spirito Santo sposa Stelle Terra Tribolazione TV Universo V VANGELI APOCRIFI vangelo vita e morte Vita Eterna