MARIA MADDALENA DA MAGDALA A EFESO

Secondo la tradizione orientale Maria Maddalena dopo la crocifissione di Gesù si trasferì a Efeso, territorio corrispondente all’odierna Smirne in Turchia, in compagnia dalla Vergine Maria e dall’apostolo Giovanni. La liturgia ortodossa considera Maria di Magdala l’ “Apostola degli Apostoli” in virtù del primato sulla rivelazione della Resurrezione.
La rivisitazione del mito della “compagna del Signore“, secondo cui Maddalena visse in Asia Minore con la Vergine Maria, ha diffuso la devozione verso Maria di Magdala in oriente. Questa corrente interpretativa, che ricostruisce la storia della Santa da Est, si basa su tradizioni culturali e archeologiche, come la presenza di un luogo di pellegrinaggio a Efeso noto come “Casa di Maria”.
DA MAGDALA A EFESO

La leggenda che si è sviluppata sul modello esegetico orientale menziona il matrimonio tra Maria Maddalena e Giovanni evangelista, privo tuttavia di riferimenti storici, che induce a riflessioni sulla possibile distorsione nel corso dei secoli del testo canonico e della vita “secretata” di Maddalena.
Che Maria Maddalena abbia avuto residenza a Efeso dopo la risurrezione di Cristo ha radici profonde nella tradizione cristiana orientale e ortodossa, a differenza della trascrizione occidentale che identifica la donna soprattutto come peccatrice penitente geolocalizzandone la leggenda in Provenza.

Maria Maddalena rifugiatasi nella provincia della cultura ellenica nel primo secolo dopo Cristo è invece retaggio ideologico che fa riferimento al culto radicato nelle Chiese orientali piuttosto che nei testi canonici.
O CRUX AVE SPES UNICA PIIS ADAUGE GRATIAM
| ESEGESI | GIOVANNI | MADDALENA |
| Ruolo | Apostolo amato dal signore. | Apostola degli apostoli. |
| Presenza alla croce | Ai piedi della croce ricevette l’incarico da Gesù di prendersi cura di Sua madre. | Ai piedi della croce con Maria madre di Gesù. |
| Testimone della resurrezione | Dopo l’annuncio di Maddalena è il primo a giungere alla tomba del Signore risorto, seguito da Pietro. | E’ la prima testimone della Resurrezione. |
| Le identità | Pescatore, apostolo molto considerato dal Signore, autore del vangelo omonimo, di tre epistole e del libro dell’apocalisse. | Donna liberata da sette demoni, donna colta e benestante che sosteneva la comunità cristica e il Signore, peccatrice. |
La presenza della Santa a Efeso si collega all’apostolo Giovanni al quale l’Uomo Guida del cristianesimo nascente affidò la madre (Giovanni 19:25-27) prima della morte in croce.
Poiché Maria di Magdala era tra le discepole più fidate nel consesso cristico, si ritiene che abbia continuato il ministero in Asia Minore insieme al gruppo apostolico.
Siti archeologici, pellegrinaggi, l’esistenza nei pressi di Efeso della “Casa di Maria”, Meryem Ana Evi, dove si pensa che la Vergine abbia vissuto con San Giovanni e Maddalena, rafforzano l’idea che l’intera comunità apostolica si sia stabilita in

quella che nel primo secolo dopo Cristo era una ricca provincia dell’impero romano.
Il focus su Efeso è un elemento fondante della tradizione cristiana ortodossa trasmessa dalla liturgia, dalla devozione popolare e dall’associazione con figure centrali come la madre del Signore e Giovanni che esula da testi universalmente riconosciuti.
Se Giovanni Evangelista è descritto dalla tradizione cristiana come l’apostolo “che Gesù amava” ed al quale Cristo affidò la madre in punto di morte, Maria la Maddalena ricoprì un ruolo di rilievo, anche perché è l’unica figura femminile che, a differenza delle donne dell’epoca, viene nominata con il nome proprio nelle Scritture per gli usi patriarcali che, nell’antichità, riconoscevano la donna mediante un legame con la figura maschile (madre di, figlia di, moglie di…).
Si fa avanti quindi anche la supposizione che Maria di Magdala appartenesse ad una famiglia molto benestante, di cultura e/o di origine greca che davano libertà alla Santa di spostarsi in completa autonomia e indipendenza, caratteristiche difficili da immaginare per le donne ebree di venti secoli fa.
AUTRICE DEL QUARTO VANGELO CANONICO
Nel 1998, Ramon K. Jusino ha proposto la tesi rivoluzionaria secondo cui il “discepolo amato” nel Vangelo di Giovanni altri non è che Maria Maddalena. L’argomentazione si basa principalmente sui testi gnostici di Nag Hammadi scoperti in Egitto nel 1945. Jusino afferma che il Vangelo di Giovanni è una “revisione” d’un testo originale che indicava Maria come apostolo amato dal Signore, sospetto però che non ha guadagnato il supporto degli studiosi i quali ritengono che i vangeli gnostici non sono affidabili.
LA MADONNA E I SANTI NERI
Il colore scuro del volto in alcune icone bizantine, in particolare quella della Madonna, deriva da scelte stilistiche e teologiche che non rappresentano corpi fisici, ma evocazioni spirituali. Questa carnagione è associata alla dea Iside, simbolo della notte e della rinascita del giorno nella mitologia dell’antico Egitto. Con l’affermarsi del cristianesimo, il culto di Iside si assimilò a quello mariano.
La diffusione delle Madonne nere in occidente, intensificata durante le crociate grazie ai crociati e ordini religiosi come i carmelitani e i templari, è legata a significati simbolici e alle tradizioni orientali, tra cui la Dormizione della divina Madre ad Efeso. La tradizione orientale sostiene che la Madonna visse a lungo dopo la morte di Gesù e che la Dormizione, corrispondente all’Assunzione celebrata in Occidente il 15 agosto, ne abbia segnato il passaggio dalla dimensione terrena a quella ultraterrena. Durante il sonno a Efeso, dove si era trasferita con Giovanni e Maria Maddalena o con Maddalena sic et simpliciter, la Vergine Maria sarebbe stata trasportata nello Spazio celeste senza morire.
Nelle icone bizantine, il volto scuro della Madonna replica la rappresentazione nera dei Santi e di Cristo stesso che accantona

l’iconografia sacra con i corpi naturali a favore di evocazioni spirituali. Il sacro nero non riflette soltanto tristezza, dolore e orrore, ma una concezione della sacralità e dell’arte religiosa che rivela l’influsso culturale da Est a Ovest. Secondo la tradizione bizantina, Maria Maddalena morì a Efeso e fu sepolta lì, con le sue spoglie trasferite a Costantinopoli nel IX secolo.
Le sue reliquie, custodite e venerate nel tempo, hanno favorito la diffusione del culto nell’Impero bizantino. Durante l’Impero Latino di Costantinopoli, queste reliquie furono disperse, di cui alcune trasferite in Francia e in Italia. Questa tradizione, indipendentemente dal peso simbolico e teologico, ha origini antiche in occidente e si ricollega a influenze orientali.
La Chiesa bizantina celebra la festa di Santa Maria Maddalena il 22 luglio.

