Diario letterario delle coppie gnostiche

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Christopher Marlowe, figura ribelle e “maledetta” del teatro del XVI secolo, ha scritto “The passionate shepherd to his love” (Il pastore appassionato al suo amore) che è diventato uno dei testi più celebri e parodiati della letteratura inglese.

Il testo ricevette risposta da Sir Walter Raleigh, intitolata “The Nymph’s Reply to the Shepherd (La risposta della ninfa al pastore), scritta intorno al 1600 per criticare l’idealismo spontaneo dello stile pastorale di Marlowe.

Raleigh trasforma l’esortazione al piacere romantico di Marlowe in una meditazione sulla mortalità e sulla transitorietà delle cose umane, secondo cui solo se il mondo fosse “sempre giovane” e l’amore “non avesse fine” l’invito fatto all’amata sarebbe accolto.

Le due poesie si contrappongono nel realismo del romanticismo londinese del XVI secolo, dissolvendosi nell’insicurezza che abbraccia l’amore con l’immortalità. Il testo parodistico (La risposta alla Compagna riconosciuta) fonde di fianco entrambe le poesie della letteratura inglese e individua nella raggiunta consapevolezza del cambiamento la risposta allo smarrimento.

Vieni a vivere con me, e diventa il mio amore;

e proveremo tutti i piaceri
che i colli e i pendii, le valli e i campi, boschi, o monti ripidi concedono.

E siederemo sulle rocce, a mirare i pastori dar da mangiare ai greggi presso fiumi poco profondi,

alle cui cascate uccelli melodiosi cantano madrigali.

E ti farò letti di rose, e mille mazzolini di fiori; un cappello di fiori, e una gonnella tutti intrecciati con foglie di mirto;

un vestito fatto della lana più fine che ricaviamo dai nostri cari agnelli;

scarpette ben imbottite dell’oro più puro;

una cinta di paglia e gemme d’edera, con fermagli di corallo e borchie d’ambra,

e se questi piaceri ti aggradano, vieni a vivere con me, e diventa il mio amore.

I pastorelli danzeranno e canteranno per il tuo piacere ogni mattina di maggio;

se questi piaceri possono commuovere la tua mente, allora vieni a vivere con me, e diventa il mio amore.

Se il mondo intero e l’amore fossero giovani, e la verità nella lingua di ogni pastore, questi piaceri gentili potrebbero spingermi a vivere con te ed essere il tuo amore. 

Il tempo guida i greggi dal campo all’ovile, quando i fiumi infuriano e le rocce raggelano, e l’usignolo diviene muto; il riposo si lamenta di future cure. I fiori appassiscono, e i campi rigogliosi.

Al testardo inverno si arrendono;
una dolce lingua, un cuore amaro,
è la primavera immaginaria, ma l’autunno di tristezza.

Le tue toghe, le tue scarpe, i tuoi letti di rose, il tuo cappello, la tua gonnella e i tuoi mazzi di fiori presto si spezzano, presto appassiscono, presto dimenticati, maturi nella follia, marci nella ragione.

Il tuo letto di paglia e gemme d’edera, i tuoi fermagli di corallo e bottoncini d’ambra, tutto questo non mi spinge affatto a venire a te ed essere la tua amante.

Ma se la gioventù potesse durare e l’amore aumentare, se le gioie non avessero fine né età né esigenze, allora questi piaceri potrebbero spingere la mia mente a vivere con te ed essere la tua amata.

La corrente valentiniana, riflessa dallo gnosticismo cristiano, considera le unioni sopra il settimo piano esistenziale perenni e indissolubili, differenziandole dalle coppie eoniche del Pleroma per gradazione ontologica.

Differentemente dalle relazioni terrene, incostanti e soggette alla corruzione interiore, quella ogdoadica è l’unione stabile nel riposo attivo conquistato nelle sette sfere planetarie degli arconti, l’Ebdomade, che circoscrivono il mondo . Questa categoria di coppie vive l’eterno presente nella contemplazione del Pleroma, come riflessi perfetti che hanno raggiunto la salvezza, cristallizzando l’intreccio quantistico di corpo e spirito nell’unità dei cieli pleromatici.

Le coppie eoniche (sizigiche o sizigiali) del Pleroma, sono unioni eterosessuali* androgine che compongono la pienezza divina. Mentre le coppie che si formano nell’Ottavo Cielo derivano da un processo di “redenzione applicata” e sono considerate integrazioni indissolubili piuttosto che essenze eoniche inscindibili, l’unione sizigica è raggiunta dall’anima pneumatica che è controparte umana della Camera Nuziale, completandosi.

Dopo l’apocalissse gnostica, la dissoluzione dei piani esistenziali inferiori all’ottavo e la restaurazione del Pleroma, l’Ogdoade funge da soglia che delimita le coppie che risiedono nell’ Ottavo Cielo, ispirate dalla riunificazione del Soter con la Sofia nello spazio ibrido del wormhole terreno e dalle coppie eoniche che hanno compiuto il viaggio di ritorno dalla dimensione terrestre al corrispondente doppio celeste.

nota: l’eterosessualità è concetto che nel legame gnostico fa riferimento alla polarità sessuale degli opposti, non al genere della dimensione inferiore alla 4° e non é di ostacolo a coppie extradimensionali che sul piano terreno risultano omosessuali.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.