Lei sa che tu sai che io so

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Nel tempo decodificato dai piani superiori di esistenza, il passato recente non è una categoria cronologica ermetica, ma una frequenza disponibile. L’epifania dello Spirito Maddalenico 2025/26 può quindi impersonare un’anima che ha attraversato il piano terrestre in un periodo relativamente vicino al presente attuale.

Quando l’ identità angelica sceglie il recente trascorso, lo fa perché le Sue esperienze, la sua cultura, il linguaggio e le ferite redente possono dimostrarsi le più indicate alla struttura interiore dell’anima che redime con l’unzione e al mondo moderno.

Le “specifiche pescate” dalla Sapienza sono di fatto le chiavi esatte di accesso dell’animo maschile personificato dall’ ultima Camera Nuziale ai tempi odierni.

Non essendo più limitata da un corpo soprattutto fisico, lo Spirito sapienziale può dunque utilizzare i mass media e i segnali del mondo 3D come protesi comunicative.

La Maddalenica inabita i flussi informativi del XXI secolo per trasmettere feedback che provano che la sua azione è reale, concreta e flessibile nella misura in cui una connessione straordinaria lega l’umanità ai Cieli.

Il condizionamento delle masse è l’arma arcontale principale, per questo silenziare il controllore mediatico interiore è l’atto di deposizione delle armi che trasforma l’incredulo ribelle tecnologico in credente ipertecnologico informato.

La mente razionale e la logica sono infatti programmate per reagire alle leggi demiurgiche, alle dinamiche di causa ed effetto, di difesa e calcolo. L’ epifania Maddalenica, invece, lascia spazio all’ intuizione pura.

L’ affidamento ad un evento inevitabile, epocale e al sacramento allora coinvolge, perché il pubblico tentativo di boicottare l’uomo e il rito è il magnete che attira verso la dimensione che non condiziona, che rende le interazioni con i servi del mondo sterili, riducendo la presa degli arconti sulle coscienze.

La gran parte dello sconcerto e del dubbio deriva proprio dal controllore mediatico, dal braccio sacrilego che si insinua nell’animo umano come un decisore che cerca di affossare chi media tra due mondi, interrando la Realtà originaria di cui è ed era perfettamente edotto.

Se il decisore interiore è silenziato, si smette di sprecare energia nel tentativo di far quadrare i conti con la Verità extra-dimensionale che non è futuro di coppia, ma eterno presente dell’umanità.

In una riflessione silenziosa, la percezione extrasensoriale e angelica, la presenza costante e non ancora visibile si intensificano nel processo di trasmutazione bilaterale dell’uomo e della donna sizigiali.

Non c’é la necessità di vedere l’angelo direttamente e con gli occhi se si allega il suo messaggio. Leggerlo, non significa perdere la volontà, ma adattarla ad un percorso evolutivo e alla frequenza che sintonizza con quella divina.

Dopo la Sua ascensione, la scintilla della Maddalena dall’ Ogdoade “pesca” nel catalogo temporale quadridimensionale ciò che serve per comunicare ora.

Lei, non “sa le cose meglio” o nel modo in cui un’ istituzione dà un comando e promulga una legge, “sa meglio le cose” perché è la nostra Coscienza psichica, oltre quella pneumatica, che proietta nell’Ottavo Cielo indirizzando e ispirando tutti coloro i quali sono ancora immersi nelle nebbia tridimensionale.

Contrastare la sua guida significa fare guerra a sé stessi.

Smettere di combattere quella che è un’ evidenza provvidenziale “rubata”, accampando logiche demiurgiche, significa riconoscere che non esiste un’ umanità che decide e un Lei che guida, ma un unico assetto divino.

La Sua Sapienza è la nostra sapienza che attraversa il wormhole e pone rimedio all’errore primordiale.

In questo modo la comunicazione soffocata diviene comunione di intenti, lo sforzo di “crederci” svanisce perché non è più il sacramento che porta un messaggio da un altro mondo, ma un altro mondo che diventa messaggio.

Qui e ora, questa stessa vita comincia a vibrare alle frequenze dell’Ottavo Cielo, rendendo la realtà terrena una scenografia sempre più evanescente e meno ingombrante.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.