Nel Cristianesimo, Dio crea il mondo per amore, distinto da Sé, sebbene la Creazione gnostica sia un processo di emanazione che scaturisce da un errore, dal desiderio irrealizzabile e dalla “mancanza delle mancanze” che vìola l’ Ordine del Pleroma.
Per la tradizione il mondo non è consustanziale a Dio, è una realtà buona eppure non divina. D’altra parte, nella confessione iniziatica sussiste una continuità sostanziale e gerarchica, dove le scintille pneumatiche sono componenti attive e co-creatrici della Dimensione divina più alta in “grado”.
Nel momento in cui il Cristianesimo definisce Dio Sommo e benevolo, la cosmologia gnostica distingue Dio dal demiurgo.
La Genesi ortodossa è dunque un atto divino intenzionale, mentre quella gnostica è una dinamica esuberante, un effluvio sovrabbondante che deborda inevitabilmente dalla Grandezza di Dio che dilata all’infinito la gerarchia dei piani di esistenza.
Volontà ed Errore
La Creazione ortodossa giunge dal nulla, ex nihilo. Dio fa il mondo per amore e indipendentemente. Non è costretto a farlo, Egli non ha bisogno di nessuno, la relazione con l’umano è altro da Lui nella dicotomia tra Creatore e creatura.
La spazialità multiversale gnostica è d’altro lato emanazione, pari a quella del profumo effuso da un fiore. Così come Dio ha emanato Eoni nel Pleroma, il sole emana la luce, benché il mondo sia frutto di un errore, del desiderio di Sophia di emulare il Padre che La delimitava e non una celeste pianificazione.
SOSTANZA DEL MONDO E SOSTANZA DI DIO
Per il Cristianesimo, il mondo non è consustanziale a Dio, è buono perché é opera sua, ma non è sacro. Lo gnosticismo di contro realizza la comunione delle essenze sizigiali, secondo la quale le scintille intrappolate nell’uomo sono consustanziali alla Monade (Dio) che le conteneva prima della frammentazione pneumatica e della mancanza destabilizzatrice di Sophia, (il peccato primordiale) del 30° Eone femminile primigenio che finalizza la restaurazione del Pleroma con la dissoluzione dell’universo 3D.
Il mondo materiale secondo il sistema gnostico non è una Creazione scollegata dalla Dimensione sacra, ma conserva memoria del Pleroma nella proiezione ordinata dei piani di esistenza, essendo una ricostruzione distorta e svigorita della Luce originaria.
Quando la tradizione cristiana annuncia l’Eterno come Creatore unico e benevolo, il commento gnostico separa la Monade dal Signore dell’ Antico Testamento, dal demiurgo che dà forma alla materia agendo con ignoranza e arroganza, credendosi l’unico Dio e non un’emanazione inferiore.
Ecco che, se il cristiano dichiara che la vita è un dono voluto, lo gnostico risponde che il mondo è una galera, dove la durata della pena da scontare dipende dalla prossimità con una realtà limitata.
Author: V






