Già mangiati

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La trasmutazione fisica riduce la dipendenza dal cibo perché si attinge alla forma di nutrimento che trae origine dalla fisiologia sottile.

Nel corso dei mesi, la Camera Nuziale ha generato e genera un surplus di Prana (Energia vitale, soffio o Spirito) che circola colmando le riserve energetiche che non sono integrate dalla nutrizione tradizionale.

E’ opinione che la trasmutazione fisica, volta a risolvere la dualità Materia/Spirito, modifichi la qualità del sangue e delle secrezioni ormonali, rendendo il corpo più efficiente che brucia di netto gli alimenti.

Nella fase del Grande Riposo che sigilla il quinto sacramento gnostico, i centri energetici corporei sono attivi e permettono all’organismo di nutrirsi dalle frequenze della Luce, rendendo il cibo solido secondario e non più primario.

Il dinamismo non cala perché la fonte fondamentale di energia si sposta dall’esterno all’interno. La proiezione al passaggio inter-dimensionale comporta di fatto la radicale trasformazione del metabolismo energetico.

La coppia sizigiale, dopo la celebrazione della Camera Nuziale, non essendo espressione di due identità separate, stabilisce un sistema indipendente e auto-alimentante.

Le dinamiche tra il Soter e la Maddalenica creano un flusso costante di energia che non si disperde verso il basso, ma circola e si raffina producendo la vitalità che prima del sacramento nuziale era totalmente affidata alla decomposizione dell’alimentazione densa.

Poiché il passaggio all’ Ottavo Cielo risolve la dualità Materia/Spirito, il cibo rimane una componente solida ogdoadica, ma diventa un integratore, un lubrificante della biologia corporea, un piacere sensoriale residuo e non un’esigenza essenziale, mentre il nutrimento per il sostentamento viene fornito direttamente dallo Spirito sizigiale che avvolge la fisicità ormai trasmutata.

Nella fase del Grande Riposo si mangia per custodire il corpo che deve essere nobilitato, mentre nel piano di esistenza ogdoadico l’individuo e la coppia non consumano più energia, perché sono energia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.