L’azione a distanza è il fenomeno quantistico collegato al termine anglosassone “entanglement” (intreccio), per cui due particelle di materia, diventano così intrinsecamente collegate da condividere un unico destino indipendentemente dalla distanza.
Questo legame, é stato definito da Albert Einstein “l’ inquietante azione a distanza” e la “la spaventosa azione a distanza” da Erwin Schrödinge, in base al quale la misurazione di un elemento di materia influenza all’istante la condizione dell’altro.
Ciò implica che parti fisiche infinitesime non agiscono in modo indipendente, ma formano e inabitano un sistema unico non locale, pur essendo separate da enormi distanze.
Dal punto di vista tecnico, l’espressione “azione a distanza“, è stata inizialmente utilizzata per descrivere entità separate che interagiscono nello spazio sul modello della gravità o dell’elettromagnetismo.
In questo modo, la fisica quantistica confuta la teoria della relatività che stabilisce la velocità della luce il limite della contemporaneità di un comportamento correlato, e descrive che all’interno di un unico sistema, dell’intreccio l’entanglement, l’interazione a distanza è immediata e indipendente dalla velocità.
Quello che non é localmente collegato dunque, non é separato se parte di un unico sistema, perché lo stato quantico, per mezzo di un’equazione, determina istantaneamente la condizione dell’altro anche se divisi da incalcolabili distanze.
L’ implicazione è contro-intuitiva e in contrasto con la fisica tradizionale illuminata da Albert Einstein, in base alla quale le interazioni non possono muoversi a velocità superiori a quelle della luce e lo spazio ha un significato letterale.
L’entanglement è ampiamente accettato e confermato grazie anche al Nobel consegnato nel 2022 ai ricercatori Alain Aspect, John F. Clauser e Anton Zeilinger sull’informazione quantistica.
I tre scienziati hanno dimostrato che è possibile l’analisi e il controllo di particelle che si trovano in una condizione entanglement (“di intreccio”), tout court correlate, in modo tale che quello che succede a una di esse determina ciò che accade all’altra, e che un oggetto può influenzare un altro senza contatto fisico diretto e senza un intermediario che trasmetta la forza per distanze siderali quando condividono il sovra-sistema che li associa.
Albert Einstein coniò in proposito l’espressione “spooky action at a distance” (azione spettrale a distanza) per un fenomeno che lo ossessionava, che eccepiva il principio di località e consentiva la comunicazione indipendentemente dalla deformazione dello spaziotempo dovuta all’approssimarsi della velocità della luce, fondamento della teoria della relatività da Lui stesso formulata.
Se l’azione a distanza è una manifestazione quantistica attraverso la quale parti elementari di materia dividono un unico destino e si influenzano reciprocamente indipendentemente dalla distanza che le separa, le fenomenologie estatiche e le manifestazioni mistiche possono essere risultanza dell’azione a distanza, della percezione di un sistema vitale alternativo, di un mondo superiore, perfetto, divino e sopra-esistente che soprassiede quello visibile in un abbraccio multiversale.
Albert Einstein é il padre fondatore della fisica quantistica e, sebbene lo scienziato sia stato tormentato dagli effetti dell’intreccio quantistico sulla relatività generale, è riconosciuto uno dei critici più lungimiranti delle teorie quantiche, al punto che le sue

confutazioni hanno sollevato le questioni fondamentali che permettono alla comunità scientifica di riconoscere e sperimentare l’azione a distanza.
Nel 1923, durante una visita a Magdala, città natale di Maria Maddalena, Albert Einstein piantò un albero di eucalipto, una pianta non autoctona.
Un gesto simbolico, di rinnovamento etico, nell’auspicio della creazione di una comunità binazionale arabo-ebraica che si opponesse alla spartizione della Palestina, ritenendo che il sionismo si basa sulla capacità di convivenza pacifica.
Author: V



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