Nei contesti veterotestamentari Dio é stato visto, ma vederlo provocherebbe la morte.
Esodo 33,20
Soggiunse: “Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”.
L’Antico Testamento é in linea con il Secondo Avvento, ne condivide le premesse, la percezione catastrofica degli ultimi tempi, l’inconciliabilità dell’uomo con la presenza fattiva di Dio.
Giudici 13,22
Manòach disse alla moglie: “Moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio”.
Dio, il Figlio e lo Spirito Santo, sono portatori di rinnovamento ma anche di devastazione, di distruzione nella misura dell’utile al mondo e dell’inutile al Secondo Universo.
Matteo 25,30
E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Soltanto dopo l’aggiornamento ultimo della dimensione dei mondi Dio diventa visibile.
Sulla Terra Dio é nelle figure angeliche, nella Natività dei Magi che hanno inseguito una stella, nell’ossessione delle prefetture romane e del sinedrio che Lo hanno esibito per condannarLo.

Giovanni 1,18
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Nelle trascrizioni dell’Antico Patto, Egli si mostra ad Abramo e a Mosè nei limiti di apparizioni parziali della potenza e della gloria di Dio, una parzialità che ha salvaguardato i profeti.
E’ pensabile che se Dio avesse speso per intero la Sua purezza anche Mosè e Abramo sarebbero morti all’istante.
Esodo 33,11
Il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come uno parla con il proprio amico. Poi questi tornava nell’accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Nun, non si allontanava dall’interno della tenda.
In seguito alla disubbidienza di Adamo ed Eva, il primo uomo e la prima donna non vennero uccisi dopo la caduta affinché l’esordio della misericordia desse l’abbrivio alla Ragione ellenica in quella escatologica.
Genesi 2,17
ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire”
Dio appare in forme che consentono di “vederLo”, il che non equivale alla concreta presenza. Chi è stato beatificato da visioni di Dio ha ricevuto immagini, comparse modali di Dio, ma nessuno sulla Terra può assistere alla visione del Creatore nella totale pienezza.
Tuttavia, il passaggio alla Vita Eterna concede di vedere Dio e di vivere accanto a Lui sempre e non morire.
Mosè come Abramo, i capostipiti della profezia veterotestamentaria, parlano con Dio faccia a faccia, a loro fu concessa un’intimità con il Padre Eterno del tutto eccezionale che nell’era dello Spirito Santo è trasferita nei vangeli.
Parafrasando Kierkegaard, Dio é essenza prima che esistenza, mentre il Figlio e il Paraclito sono sia essenza, sia esistenza.

L’Eterno è trascendenza secondo il filosofo danese, è “infinita differenza qualitativa”. Questo implica una distanza incolmabile fra Lui e l’uomo.
Ciò nonostante, la caducità umana e l’umanità finita fanno irruzione nell’eternità e nell’infinito con la fede che giunge da una scelta e dalla commistione di Grazia e di azione.
L’eternità, per contro, irrompe nell’attimo in cui Dio si rivela nelle immagini, nelle figure e nei modi in cui l’Infinito decide di mostrarsi.
Author: V



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