I confini della Seconda Creazione

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Le esecrabilità della superbia e della vanità rivestono un ruolo primario nella definizione e nella ottimizzazione del Progetto di Dio che coinvolge tutto l’universo.

Ciò che l’Onnipotente detesta trova la sua massima espressione nella disconoscenza del Figlio dell’Uomo che, in virtù delle sante trascrizioni e del sospetto lucano, ha potestà di documentare al Padre Eterno le motivazioni sull’inclusione o meno del mondo nella Seconda Creazione, così come Dio decise di cacciare lucifero dall’Eden per l’invidia e per la smania di potere che l’angelo nutriva verso Colui che avrebbe voluto emulare.

Luca 18,8
Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”.

Lucifero, è il nome che il profeta Isaia attribuisce a satana. Lucifero è il principe del mondo e con gli spiriti impuri di sua emanazione dispone dell’umanità che tiranneggia sotto la supervisione del Creatore che lo ha esiliato sulla Terra.

Isaia 14,12
Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni ?

Satana usa l’astuzia malevola e acceca la mente degli uomini per fiaccare ogni sostegno del Signore, braccio edificatore del Regno di Dio, regno di prosperità, di pace e di equità che azzera l’oscurità e resetta nella luce i mondi.

Coerente con la visione apocalittica giovannea, il giudizio biblico è quindi spietato e catastrofico al crescere dell’iniquità e dell’inganno perpetrato del leader della trinità sacrilega e dalla sua manovalanza.

2 Corinzi 4,4
in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio.

Finanche ontologicamente la creatura non prevarica il Creatore e Dio, per questo basilare principio, termina ciò a cui ha dato origine, liberandosene, quando non è più strumentale al Suo Proposito.

Per il dilagare della malvagità, l’Eterno nel passato primordiale ha già duramente colpito l’umanità con il diluvio universale, e prima ha precipitato sulla Terra lucifero, ab origine il più splendente e vanitoso delle creature angeliche, in modo che il pianeta solare potesse riconoscerlo, unitamente alle iniquità e alle vie traverse della sua immoralità.

La distinzione tra bene e male ha fondamenta ancestrali, prestabilite da Dio nel momento in cui concesse ad Adamo ed Eva di mangiare dell’albero della conoscenza affinché, nell’era dello Spirito Santo, il discernimento sappia svalutare la vita terrena e allontanare la disonestà introducendo ad una migliore esistenza.

L’albero della conoscenza del primo Uomo e della Prima Donna viene innestato nel mondo e raffigura la coesistenza di benevolo e malevolo, così come sulla Terra, in virtù del proverbio di Trinacria “Non si mangia mele senza mosche” e non può godersi appieno dell’estasi ultraterrena senza prima dover affrontare gli aspetti sgradevoli e antropologicamente connaturati all’evoluzione che trascendono l’umanità contemporanea, che addestrano e adattano alla vita eterna.

Nel Paradiso la disobbedienza spiega la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, che dà l’impressione di una punizione apparente, formativa.

Sulla Terra, l’appropriazione scriteriata del conoscibile e del percettibile che non giunge dal genio ma dallo Spirito Santo, se omette con le opere il discernimento tra benevolo e malevolo, rifiutando la Ragione e l’Onniscienza che hanno dato prova di Sé attraverso lo sviluppo scientifico, le forme Rivelatorie, la profezia e le teofanie, per logica scritturale espone all’estromissione dal Nuovo Universo fissando i confini della Seconda Creazione.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.