Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Alieni nella Bibbia e alieni alla Bibbia

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Secondo la tradizione comune la Bibbia non fornirebbe alcun motivo di credere che nell’universo ci sia vita oltre quella terrestre, Dio avrebbe creato la Terra e l’umanità realtà uniche.

L’uomo al centro dell’universo è di chi argomenta che se una vita oltre a quella terrena è condannata all’apocalisse non avendo peccato, Dio sarebbe ingiusto, e se ha peccato, poiché Cristo è morto sulla Terra, rimane nel peccato.

Sebbene Nuovo e Antico Testamento siano stati tramandati con un linguaggio semplice, l’analisi e la consultazione del testo più letto al mondo non è agevole a causa delle versioni, delle traduzioni e delle edizioni in contraddizione tra loro.

L’accezione tolemaica è una lettura restrittiva della Ragione di Dio e rischia di deformare la Parola del Padre Eterno alla luce del controllo letterale delle Scritture che, di frequente, combinano il numero plurale con Dio.

Genesi 1,26
Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra.

Nel primo capitolo della Genesi Dio crea l’uomo simile a sé e ad altri con Lui, in virtù del pronome “nostra”. Oltre a ciò, il numero plurale è nella Creazione biblica quando coinvolge altre realtà oltre la Terra con il sostantivo mondi.

Nondimeno Ebrei11,3 è verso che offre spunti di confutazione alla traduzione nella gran parte delle edizioni scritturali.

Ebrei 11,3
Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile.

Ebrei 11,3 (vulgata latina)

Fide intellegimus aptata esse saecula verbo Dei, ut ex invisibilibus visibilia facta sint.

Alla prima parte del verso dell’apostolo di Tarso fanno eco l’universo infinito e i mondi di Giordano Bruno, mentre una decodifica poco ortodossa del secondo periodo volge al pluralismo della Creazione, a ciò che è visibile e cosmico perché disceso da Dio per mezzo di “Quelli” che sono invisibili all’umanità caduta.

Lettura quest’ultima sostenuta dal doppio plurale di invisibilibus e visibilia, nonché dal verbo alla terza persona plurale (facta sint), in contrasto con l’interpretazione tradizionale che pone il mondo nel contesto centrista della Creazione.

Il numero plurale sottrae alla Terra il ruolo privilegiato che il mondo e l’uomo hanno nei sistemi taroccati delle religioni giudaico-cristiane.

Nel principio copernicano la Genesi è antitetica alla caduta in relazione esclusiva con il mondo.

Al contrario, la lettura del primo libro dell’Antico Testamento è in linea con l’universo che inabita i corpi celesti e la crocifissione sulla Terra che salva dalla diaspora cosmica e dalla seconda morte.

ESCATOLOGIA DELLA CREAZIONE

CREAZIONE ->PECCATO – > CACCIATA – > CONFINO NEL VECCHIO UNIVERSO

-GESU’ MUORE SULLA TERRA PER SALVARE TUTTA LA CREAZIONE
-DIO SCEGLIE ARBITRARIAMENTE ISRAELE E IL MONDO
-LA TERRA E I MONDI NELLA GESTIONE DEI CADUTI SONO SOTTO IL CONTROLLO DI DIO
-DOVE IL MESSIA E’ RESPINTO C’E’ ESCLUSIONE DALL’EVOLUZIONE COSMICA
-DOVE IL MESSIA E’ ACCOLTO I MONDI EVOLVONO ANCHE CON L’IMMORTALITA’ FISICA
-IL REGNO MILLENARIO DEL SIGNORE RAPPRESENTA L’UNIVERSO
-1000 ANNI DOPO IL REGNO MILLENARIO L’ APOCALISSE RINNOVA IL COSMO
-I NUOVI CIELI E LA NUOVA TERRA AVVIANO IL REGNO DI DIO E IL NUOVO UNIVERSO

Gli effetti della croce non sono mondani bensì celesti, universali. Tutta la creazione è coinvolta, cosi come l’apocalisse fa nuovi i Cieli e la Terra.

Separare la Bibbia dal principio copernicano comporta essere alieni alla Bibbia, vuol dire condividere l’oscurantismo che nell’esasperazione conduce al rogo e alla lingua serrata di Giordano Bruno perché in punto di morte il filosofo non parlasse.

Jan Matejko, Copernico conversa con Dio (1872) Fonte Wiki

Nel modo in cui Dio ha scelto Israele sulla Terra, ha scelto il mondo tra i corpi celesti.

Non ci sono alieni rigenerati dall’alto, ci sono alieni alla Bibbia che trascurano che la similarità con Dio e “i Suoi” rende rassomiglianti in ogni angolo dell’universo.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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