Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Benedictus tra liturgia e arte sacra

3 minuti

Con il termine “Benedictus” esordisce il Cantico di Zaccaria che narra la nascita del Figlio Giovanni Battista, secondo la Bibbia “profeta dell’Altissimo“, la cui missione è stata di preparare al Signore la via sulla Terra:

Ante faciem Domini parare vias eius”

E’ la preghiera che le confessioni cristiane da oriente a occidente recitano al mattino.

Il Cantico di Zaccaria nella versione italiana e latina:

Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato
e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi
una salvezza potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso
per bocca dei suoi santi profeti
d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia
ai nostri padri
e si è ricordato
della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo,
nostro padre, di concederci,
liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore,
in santità e giustizia al suo cospetto,
per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato
profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,
per dare al suo popolo
la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa
del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall’alto
un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno
nelle tenebre e nell’ombra
della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre,
nei secoli dei secoli.

Amen

Benedíctus Dóminus, Deus Ísrael,
quia visitávit
et fecit redemptiónem plebi suæ,
et eréxit cornu salútis nobis
in domo David púeri sui,
sieut locútus est per os sanctórum,
qui a sæculo sunt, prophetárum eius,
salútem ex inimícis nostris
et de manu ómnium,
qui odérunt nos;
ad faciéndam misericórdiam
eum pátribus nostris
et memorári testaménti sui sancti,
iusiurándum, quod iurávit
ad Ábraham patrem nostrum,
datúrum se nobis,
ut sine timóre,
de manu inimicórum liberáti,
serviámus illi
in santitáte et iustítia coram ipso
omnibus diébus nostris.
Et tu, puer,
prophéta Altíssimi vocáberis:
præíbis enim ante fáciem Dómini
paráre vias eius,
ad dandam sciéntiam salútis
plebi eius
in remissiònem peccatòrum eòrum,
per víscera misericòrdiæ Dei nostri,
in quibus visitábit nos óriens ex alto,
illumináre his, qui in ténebris
et in umbra mortis sedent,
ad dirigéndos pedes nostros
in viam pacis.

Glória Patri et Fílio
et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio,
et nunc et semper,
et in sǽcula sæculòrum.

Amen

La Sacra Famiglia con Sant’Anna (La madre di Maria Vergine) e San Giovannino (Giovanni Battista bambino) di Bernardino Luini, 1530.
Giovanni Battista nel deserto, è raffigurato giovanissimo da Raffaello Sanzio vestito con una pelliccia maculata, adagiata ai fianchi mentre, sopra una roccia, indica Gesù simboleggiato nella croce di cui fu Anticipatore (1518 – 1519).

Luca nel Vangelo (Luca 1, 68 – 79) riporta che Zaccaria mentre svolgeva servizio presso il Tempio di Gerusalemme come sacerdote, ebbe in visione l’arcangelo Gabriele che profetizzò a Lui la nascita d’un figlio nonostante l’età della moglie Elisabetta.

Zaccaria non diede fiducia alle parole dell’arcangelo, così Gabriele Lo rese muto fino a che la profezia non fu compiuta.

Otto giorni dopo la nascita di Giovanni Battista, il profeta fu circonciso e nella stessa cerimonia, come era uso a quel tempo, fu dato il nome a Colui che battezzerà Gesù.

Zaccaria, che non poteva articolare parola, una volta scritto il nome Giovanni sopra una tavoletta di rito, riuscì di nuovo a parlare. Così, rapito dall’entusiasmo e dallo Spirito di Dio, scrisse il Cantico di Zaccaria che comprende la preghiera “Benedictus“.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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