La tribolazione è il tempo del castigo, è il momento del Creatore che infligge la punizione più severa a chi, invasato dal mondo, viene afflitto da durature torture e dall’Ira soprannaturale di Dio.
E’ la fase epocale del giudizio escatologico che gli studiosi dividono in Tribolazione sic et simpliciter e Grande Tribolazione.
La Tribolazione si protrae per sette anni, così come evocato dalla maggior parte dei letterati cristiani e dal profeta veterotestamentario Daniele (9, 24-27). E’ il periodo cruciale dell’apocalisse durante il quale Dio disciplina il suo popolo, punisce i miscredenti e porta a compimento il Suo Giudizio.
La Grande Tribolazione è invece il tempo più devastante dell’escatologia cristiana che si conclude con il ritorno del Signore.
I due cicli punitivi sono di tre anni e mezzo ciascuno. Lo si evince dal versetto 13,5 del libro dell’apocalisse giovannea che spiega la durata della Grande Tribolazione in 42 mesi, 3 anni e mezzo per l’appunto.
Apocalisse 13,5
Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi
L’evangelista Matteo come i libri del Nuovo Testamento delineano inoltre in modo esplicito la ripartizione temporale tra Tribolazione e Grande Tribolazione in 14,21:
Matteo 24,21
Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà.
Quanto caratterizza la Grande Tribolazione è la rivelazione dell’anticristo, della bestia, del drago, citati da Giovanni nel sacro scritto escatologico, in cui l’apostolo amato dal Signore riferisce che il servo di satana sarà smascherato e segnalato al mondo.
Per questo, a meno della salvifica redenzione e dell’ammissione dei peccati per la Grazia dello Spirito Santo, nella seconda metà della Tribolazione l’Ira di Dio si intensifica sugli ostinati e gli impenitenti, mentre coloro che hanno perseguitato saranno perseguitati fino al rogo perpetuo dell’inferno.

Secondo parte delle interpretazioni Abaddon sarà l’angelo dell’apocalisse che torturerà gli impenitenti.
Apocalisse 9,10-11
Avevano code come gli scorpioni e aculei. Nelle loro code c’era il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi. Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Abaddon, in greco Sterminatore
Apocalisse 9,5
E fu concesso loro non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il loro tormento è come il tormento provocato dallo scorpione quando punge un uomo
Dal punto di vista pratico è fattibile desumere che l’anticristo possa risultare un fenomeno attuale, riconoscibile, asfissiante, monotono perché portatore soltanto di morte, che stravolge chi mantiene onestà intellettuale dotandosi del dono della Ragione che Dio espira con l’influsso ellenico del Vangelo di Giovanni 1,1:
In Principio era la Ragione.
Matteo nel suo Vangelo in 24,15..21 lascia peraltro trasparire l’azione dell’anticristo:
Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo, chi legge comprenda….in quei giorni vi sarà una tribolazione grande
Anche senza dilungarsi nei particolarismi o in una minuziosa tecnica esegetica, ma contentandosi del significato, buona parte dei biblisti più formati culturalmente ritiene che in Matteo 24,15…21 Gesù stava riferendosi all’anticristo.
Matteo scrive in relazione all’”abominio della desolazione” e prelude a satana sul trono terreno nella fine di un mondo, subito successiva alla Grande Tribolazione.
Matteo 24, 16-18
allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello.
Se da un lato l’anticristo e la manovalanza satanica preannunciano l’inizio della Grande Tribolazione, l’acquisizione globalizzata del Vangelo riduce però “i tempi d’attesa” del Messia:
Matteo 24,14-15
Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine.
In quei giorni chi non è del Signore continuerà a respingerLo, i restanti, nonostante l’angoscia della Grande Tribolazione sia evento drammaticamente straordinario e potenzialmente attuale, non dovrebbero soltanto temere il Signore ma anche ringraziarLo perché
in questo modo Dio dimostra di mantenere la “Sua Parola”, di educare con le afflizioni, di rassicurare nella promessa della Vita Eterna e di una Nuova Terra bonificata dal male dopo il castigo dell’incredulità e dell’ingiustizia.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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