Progressivamente il male è aumentato sulla Terra, e sono fattivamente evidenti la manifestazioni dell’anticristo.
Dal punto di vista pratico non resta molto da fare, tanto ha perso di senso quel “postaccio” ovvero il mondo in cui il demonio non può costruire un’idea collettiva di futuro. Al contrario, dal lato spirituale, è possibile che l’impegno richiesto sarà tale da ricompensare oltre il pensabile e in un futuro non lontano ogni autentico credente.
In questa fase epocale pre-parusiaca, le tentazioni, le provocazioni e gli inganni escogitati da satana e dall’anticristo, suo scudiere fidato, vanamente cercheranno di invalidare il progetto originario di Dio inficiato dal peccato primordiale, il piano di lavoro condiviso da coloro i quali sono in Cristo Gesù.
D’altra parte, sulla base di fonti interpretative accreditate, per le Scritture Sacre è attendibile che il giorno d’oggi non sia di molto antecedente il Rapimento e la Tribolazione descritte con dovizia di particolari da Giovanni nel libro dell’apocalisse, preambolo entrambi dell’ “accensione” dell’Ira di Dio.
Matteo 24,40 : Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato

Infatti, allo scatenarsi sul maligno e sulle sue maestranze dell’Odio del Dio di tutto il Creato, tutti i credenti, salvo i martiri della tribolazione che successivamente saranno largamente ricompensati nella “Nuova Creazione”, verranno allontanati dalla Terra al fine di non subire devastazioni, guerre “fratricide”, cinque mesi di torture indicibili e la morte eterna agonica.
Apocalisse 9,5.6: “E fu concesso loro non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il loro tormento è come il tormento provocato dallo scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fuggirà da loro“.
Nello stadio attuale della sacra cronografia è invece plausibile che la morte fisica, e non la seconda morte senza soluzione di continuità, colpirà molti dei quali sono in Cristo Gesù, decessi tuttavia che potranno essere vissuti come liberazione a mano a mano che il mondo dimostrerà il suo nulla non rispondente al disegno esistenziale in principio elaborato dal Signore.
Altri, non sperimentando neppure la morte prima, assisteranno alla “Nuova Creazione” edificata dal Padre Celeste per quando giungerà a termine la realtà presente. Definita anche “Nuovi Cieli e Nuova Terra”, la “Nuova Creazione” trova nella “nuova natura” di coloro che hanno fatto l’esperienza della rigenerazione la sua anticipazione.
Tito 3,5: “egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo“.
La rigenerazione é la trasformazione per opera dello Spirito Santo che trasmette nuova vitalità e “nuova natura“, acquisizioni che preparano alla “Nuova Creazione”.
La rigenerazione è l’evento per il quale chi ne è pervaso é fortemente attratto dal Signore, dalla storia di Gesù e da quella dei Santi, fino a modificare il personale modo di pensare, vivendo nella assoluta riconoscenza verso il Padre Eterno che l’ha reso oggetto della sua Grazia.
Matteo 19,28: “E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele“.
Una trasformazione interiore talmente radicale da generare una vera e propria ri-nascita, una “ri-generazione” appunto, alla quale si possono applicare i parametri di vita e di morte, per cui in una medesima persona muore un’esistenza e ne sboccia un’altra.

2 Corinzi 5,17: “Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove“.
La Rigenerazione guida alla “Nuova Creazione” ed implica la Vita Eterna, il che indica un arco vitale perpetuo che prosegue in continuazione. Tuttavia, concepire la Vita Eterna come una progressione temporale senza fine risponde ad accezioni e logiche umane, che prendono a riferimento i postulati di tempo e spazio.
Nel Nuovo Testamento invece “eterno” equivale al termine greco “αιωνιος” (da leggersi: aiónios) che non comprende soltanto il significato di quantità. Sulla base etimologica dell’espressione ellenica infatti non vengono associate date o anni ad αιωνιος, perché parola terminologicamente indipendente dal tempo.
La Vita Eterna potrebbe quindi trovarsi all’interno d’un ambiente che è al di fuori della dimensione tempo e al di là di limiti temporali.
Per questo la vita ultraterrena può financo pensarsi come esistenza che cristiani e credenti autentici verificano nel presente senza aspettare la morte fisica per ottenerla, cominciata nel momento in cui in Terra s’é sfoderata la totale fiducia in Cristo.
Giovanni 5,24: “In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita“,
nel versetto giovanneo in effetti l’espressione “ha la vita eterna” non é al tempo futuro, come a collegare la disposizione attuale di ciascuno in Gesù con l’immortalità acquisibile nel presente.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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