Riguardo alla venuta del Signore non poche sono la tracce che l’arte e le Scritture Sacre lasciano in eredità all’umanità, tuttavia il passaggio ad altro mondo che trascende il precedente attraversa fasi che sono definite dal Nuovo Testamento.
Nella lettera di Paolo di Tarso ai Tessalonicesi si legge (2Tess, 3-4) :
“Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio“.
Procedendo per ordine, apostasia è termine d’origine greca, derivante da ἀπό (leggersi apò) e dal significato “lontano, da”, e da στάσις (leggersi stàsis), dal significato “stare”.
Il termine è d’uso nelle confessioni religiose e indica l’allontanamento da un Credo. Nello specifico il riferimento è al distanziamento dalla fede autentica che la cronaca recente sta purtroppo dimostrando, vedendo coinvolti esponenti di primo piano e settori specifici del mondo ecclesiastico, assorbiti talvolta da una campagna verosimilmente “mistificatoria” nelle forme e negli atteggiamenti, disonesta nei confronti d’un simbolo umano, la c.d. V .
In realtà i punti interrogativi sul passato e la storia recente della Chiesa ad oggi sono diversi, a sostegno peraltro della degenerazione e dello sfruttamento della fede che ascrive ai responsabili una ferma condanna spirituale.
Sommariamente l’apostasia citata da San Paolo appare interessare non soltanto le mura leonine, includendo gran parte del mondo che getta nel discredito Dio e Gesù Cristo.
Il segno ulteriore che secondo l’Apostolo dei Gentili preannunzia la fine dei tempi terreni è la comparsa dell’uomo dell’iniquità, che l’esegesi dominante identifica con l’anticristo, lo strumento più rovinoso a disposizione di satana, di per sé potente.
L’anticristo, che si oppone alla fondazione del Regno dei Cieli è necessario a satana, perché non ha in potere quello di incarnarsi e farsi uomo come ha fatto e rifarà un giorno il Signore.
In questo modo il demonio utilizza ed utilizzerà i mezzi materiali più efficaci per nuocere nel tentativo di sviare dalla salvezza gran parte degli uomini e delle donne, sebbene di fronte alla Volontà di Dio il maligno e l’intero drappello degli angeli caduti, pur superstiti dalla devastazione dell’apocalisse, saranno destinati a soccombere nelle pene del fuoco.
Un approccio al Nuovo Testamento che emerge dall’osservazione dei comportamenti e dagli avvenimenti del mondo moderno che rivela il male in costante aumento, ex 2Timo: 3,13:
“Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri e ingannati essi stessi“.
Così, quando l’anticristo sfacciatamente manipola e seguiterà a manipolare strumenti determinanti come i mezzi di comunicazione di massa, la viltà umana consente e consentirà di accoglierlo a braccia aperte, lasciandosi ammaliare dalle sue illusorie promesse, rifiutando al contempo Gesù e la Verità a causa della codardia che erompe dall’assenza di fiducia nel Signore, disattendendo il dogma che ogni persona con tutto ciò che lo rappresenta, poiché si affida a Dio é parte di Lui.
Soltanto a seguito dell’apostasia diffusa e del disvelamento dell’anticristo l’apocalisse dimorerà come premessa per la riconsegna a Dio di tutto quanto rimarrà di buono dell’umanità.

(Matteo 24, 9-14) “Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine“.

D’altra parte la tendenza mistificatoria, l’indebita ingerenza nelle questioni religiose d’un singolo individuo e l’arte sacra condivisa dai Testamenti, sono in grado di aggiungere indizi che preavvertono della fine dei tempi, aprendo ad un determinato simbolismo che appare non solo inflazionato ma anche bersaglio dell’anticristo mediatico, in antitesi con la cristianità che traduce un solo uomo o una sola donna più importanti del mondo intero.

Nel merito di un’opera d’arte, infatti, chi scorge segni o simboli ripetuti in altre raffigurazioni sacre è di fatto lasciato libero all’interpretazione personale, sebbene sia strumentale il requisito minimo della conoscenza del mito o della situazione rappresentata al fine di percepirne un messaggio interiore o financo universale, svelando l’inesprimibile, superando le differenze religiose, fornendo un’indicazione di massa.
Rembrandt, nelle immagini di cui sopra, ed altri grandi dell’arte pittorica hanno raffigurato il Re di Israele David, successore di Saul, che per gli ebrei è colui dal quale discenderà il Messia, per i cristiani è Giuseppe padre putativo di Gesù, mentre per gli islamici David è un profeta.
Eppure seduti di fronte all’esempio di simili grandiosità artistiche è possibile intravedere un nesso che unisce un passato non vissuto al presente mistificatore, oppure una correlazione del presente con un futuro ancora da vivere sul quale satana sarà impotente.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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