Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Cacofonie sataniche ed eufonie Sacre

3–4 minuti

Poiché le ierofanie sono espressione benevola del sacro, per contro, le comparse cacofoniche dello spettro metafisico possono essere catalogate satanofanie (etimologia dal greco antico: σατανάς, da leggersi satanàs e dal significato satana, + φαινειν, da leggersi fainein e dal significato: apparire), termine attinente ai costrutti neologici della lingua italiana che, negli studi sulla fenomenologia delle religioni, evidenziano le manifestazioni del maligno con oggetti, simboli o persone.

Nel simbolismo biblico, il serpente identifica il diavolo che dirotta dalla radiale celeste e trascina nel rifiuto dello Spirito Santo, nella prospettiva infera ed oscura della seconda morte agonica ed eterna che nega il Regno di Dio e di un fine vita indicibilmente peggiore della prima morte terrena.

Per soggetto e per finalità le sensazioni che penetrano nelle coscienze possono far parte delle cacofonie e/o delle cacovisioni (etimologia dal greco antico: κακοσ, da leggersi cacòs e dal significato cattivo/a + visione) che, in modo dissacrante, abusano del simbolismo religioso, dimostrandosi artifizi malevoli e disarmonici rispetto alla ierofania benevola ed amorevole.

In questo modo, l’induzione a comportamenti e alla maturazione di un’idea subliminata dai media diverge dai precetti neotestamentari, trovando origine nell’invidia del demonio per la Grandezza di Dio, mentre le ierofanie e tutte le espressioni del sacro tendono ad includere nel progetto divino.

Quanto viene divinamente offerto come “totalmente altro” (locuzione derivata dagli studi del filosofo rumeno Mircea Eliade) dal reale fisico, impegna però nel rischio di una interpretazione contrastante che ne annubila il significato, dissimulando le direttive autentiche ripartite erga omnes dal Signore.

Gesù cammina sull’acqua, di Ivan Ajvazovskij (1888) Con evento soprannaturale viene indicato ogni fenomeno che supera i limiti dell’esperienza e della conoscenza umana.

Così, come il male e il bene, i “bravi” e i “cattivi” vivono insieme sulla Terra, nelle stesse città, nelle medesime famiglie, e non sempre si possono distinguere gli uni dagli altri, tali possono rivelarsi ierofanie e satanofanie.

Nel simbolismo e nella numerologia apocalittica, 666/66 rappresentano ad esempio il satanico o la presenza di satana.

Tuttavia, poiché il simbolo numerologico rientra negli infiniti espedienti del Padre, nel potere di servirsi di ogni cosa, anche degli angeli caduti, del simbolismo diabolico e di una cifra che l’esegesi cristiana associa alla bestia dell’apocalisse giovannea affinché i figli suoi in vita possano essere sostenuti, la satanofania assurge a ierofania quando è trasmessa nella forma del monito, al punto di trasformare persino l’incomodo in circostanza educativa.

D’altra parte, ogni coinvolgimento mistico che introduce nel Mondo di Dio è tra i doni più grandi che si ricevono per Grazia, e spesso più importanti sono la grazie e più severe risultano le prove dei Santi, dei religiosi e dei credenti che le hanno ricevute.

Il combattimento non è soltanto contro angeli inferi dalle vesti umane, né soltanto contro la natura umana. Si ha a che fare con un avversario che ha mille modi per abbindolare le anime più instabili. Il demonio assale nell’intimo delle coscienze e lavora alacremente al fine di deformare l’immagine di Gesù Cristo che si ha nel cuore.

In ogni caso, l’evangelista Giovanni fornisce una chiave di lettura di primaria rilevanza per l’interpretazione di tutte le fenomenologie eufoniche che appartengono alla metafisica e all’ultraterreno cristiano in

1Giovanni 5,19 – 20:

Giovanni scrive l’Apocalisse grazie all’esperienza soprannaturale dell’angelo suggeritore
– Hieronymus Bosch (1505) –

Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno. Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio“.

I versetti dell’evangelista in buona sostanza spiegano che la vita impegnata al servizio di Dio, financo persa in osservanza della Sua causa e le vicissitudini umane accanto al Signore, rappresentano la massima estrinsecazione dell’intelligenza avuta per Grazia che guida nel distinguere il sacro dal profano.

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