Numeri, colori, materiali ed animali assumono nel libro dell’apocalisse dell’evangelista Giovanni un significato simbolico che sostiene in parte il difficilissimo compito di interpretazione del più celebre testo escatologico che preannuncia la fine dei tempi.
Apocalisse 20, 7-12
7- Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere
8- E uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare.
9- Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò.
10- E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.
11- E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé.
12- E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri.
Nel particolare del simbolismo giovanneo, il numero 1000 attesta la presenza di Cristo nella storia, senza riferimento alcuno alla durata temporale di 10 secoli come potrebbe pensarsi.
La presenza di Cristo peraltro è in ogni uomo e donna di fede, nelle istituzioni religiose fedeli alla cristianità, dunque un’esegesi che intendesse compiuti i mille anni del settimo versetto del 20° capitolo dell’apocalisse probabilmente non disterebbe molto dalla verità apostolica, né dal fatto che satana sia ora libero. In Apo, 20,7 si legge infatti: “Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere“.
La fine del mondo raccontata dal discepolo che Gesù amava, sia che identifichi Giovanni sia che individui Maria Maddalena come lascia intendere lo gnosticismo cristiano, comprende al suo interno una prima ed una seconda battaglia escatologica, entrambe investono sul combattimento finale tra il bene e il male, e solo il primo è destinato a prevalere.
Nel primo combattimento satana è stato sconfitto dall’armata degli angeli celesti, recluso in una sorta di carcere a tempo determinato per mille anni teologici, dopo di che viene lasciato libero per il mondo, forse per volontà stessa di Dio, forse per un nuovo test dell’umanità. D’altro canto l’attività del diavolo, padrone del mondo, oggigiorno è favorita dalle nuove tecnologie che trasferiscono volumi imponenti di informazioni e di denaro alla velocità della luce e contemporaneamente ai quattro angoli della Terra.

1625 Apocalisse 12:7,8: Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli
combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non
prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.
Le nuove tecnologie inoltre, é sotto gli occhi di tutti, hanno rafforzato i massmedia, divenuti una vera e propria associazione funzionale al condizionamento delle masse non sempre al servizio del Signore, poggiando su reti informatiche di ultima generazione, di cui si riesce ad usufruire se dotati degli strumenti idonei a discernere l’utile dall’inutile, il vero dal falso, la suggestione dall’emozione, il plagio dal monito, la visione dall’invasione.
Nel XXI secolo il male può agire molto più efficacemente rispetto al passato, quando il demonio, per logica deduttiva dei vangeli, non troneggiava ancora, verosimilmente fiaccato da un background di valori etici, di cultura sociale e di solidarietà indotti da istituzioni pubbliche imprevedibilmente più solide che hanno reso l’uomo atecnologico forte a tal punto da renderlo capace di camminare attraverso l’oscurità delle persecuzioni cristiane sotto l’impero romano fino all’olocausto delle guerre mondiali e rappresentare un modello positivo per le generazioni attuali e quelle future.

Tuttavia, dopo la seconda e definitiva disfatta di Satana, quando il mondo per sua stessa responsabilità sarà stato trasformato in cumuli di devastazione fisica e spirituale, entrerà in scena l’ultimo atto del dramma apocalittico che, per alcuni si riassumerà nella dannazione e nel tormento eterno, per altri nella gioia liberatrice e senza fine che separerà per sempre bene e male.
A quel punto, diverrà decisivo trovare il proprio nome nel Libro della Vita, il registro che annota l’operato degli esseri umani in Terra, un elenco dinamico dei nomi cari a Dio che varia nel tempo, di coloro che saranno assolti dal Giudizio Finale.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo.
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