Gli articoli di sionmad.com cominciano qui, dai giorni, da nozioni da riordinare e da correggere acquisite dalle Scritture e dall’arte sacra.
15 aprile 2025
Articolo in fase di scrittura, titolo provvisorio:
arriva, vede e se ne va
Ore 16:37 pubblicazione: arriva, vede e se ne va
14 APRILE 2025
Rimosso progetto articolo “Come sarà vivere nel Regno Millenario ?”.
Elaborazione articolo, titolo provvisorio:
Arriva, vede e se ne va
10 APRILE 2025
Elaborazione articolo, titolo provvisorio:
Come sarà vivere nel Regno Millenario ?
8 APRILE 2025
IN RELAZIONE AI SANTI
Secondo la Chiesa cattolica i Santi sono in cielo, nella Bibbia i Santi sono sulla Terra (fonte letterale GQ). Il processo di beatificazione o di canonizzazione ratifica la santità di un individuo sulla base delle procedure canoniche della Chiesa cattolica romana.
Nelle Scritture tutti quelli che hanno ricevuto Gesù Cristo sono Santi. I cattolici pregano i Santi, nella Bibbia i Santi sono chiamati a pregare Dio.
IN RELAZIONE ALLA PREGHIERA AI SANTI
Pregare i Santi o chiedere ai Santi di intercedere a Dio con la preghiera non ha fondamento biblico. Tuttavia, anche a fronte delle incertezze della Chiesa romana sul tema, i cattolici pregano i Santi o chiedono ai medesimi di mediare per loro presso Dio.
Questa pratica si basa sulla convinzione che la preghiera intercessoria di un Santo in cielo abbia miglior credito di quella fatta al Padre Eterno direttamente.
Questa “prassi” è fortemente antiscritturale alla luce di Ebrei 4,16.
LA PREGHIERA DIRETTA E LA PREGHIERA MEDIATA
Ebrei 4,16
Perciò, avviciniamoci con piena fiducia al trono di Dio, per ottenere la sua piena misericordia e trovare la grazia che ci aiuti nel momento del bisogno.
1 Timoteo 2,5 ratifica che l’unico ad avere potere intercessorio presso Dio é Suo Figlio Gesù Cristo:
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù
Non c’è Santo che presso Dio abbia credito superiore a quello di Suo Figlio Gesù. E’ Cristo che di continuo intercede erga omnes, sulla base delle Scritture:
Ebrei 7,25
Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.
LA MEDIAZIONE DELLO SPIRITO SANTO
Anche la Terza Persona della Trinità inabita il potere intercessorio. Lo Spirito Santo media le richieste dei credenti presso Dio in virtù di Romani 8,26-27:
26 Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; 27 e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
I LIMITI DEI SANTI
I Santi non sono onniscienti, sono creature che, sebbene glorificate, hanno delle limitazioni che impediscono loro di ascoltare le preghiere. Sarebbe come chiedere di parlare con chi è morto, attività severamente condannata dalla Bibbia.
Deuteronomio 18, 10 – 12
10 Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o il presagio o la magia, 11 né chi faccia incantesimi, né chi consulti i negromanti o gli indovini, né chi interroghi i morti, 12 perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore. A causa di questi abomini, il Signore, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te.
Nelle Scritture esiste un solo episodio in cui si evoca un Santo, è la vicenda raccontata dall’ Antico Testamento su Samuele che non fu affatto contento di essere stato chiamato:
1 Samuele 28,15
Allora Samuele disse a Saul: “Perché mi hai disturbato evocandomi?”
CONCLUSIONI
Chiedere a qualcuno sulla Terra di pregare per un’altra persona è diverso dal pregare i Santi. La prima ha basi bibliche, la seconda no.
Dio non realizza le richieste in base a chi prega, ma secondo la Sua Volontà.
1 Giovanni 5, 14 – 15
14 E questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. 15 E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto.
Di conseguenza, altro è il rispetto che si deve prestare ad un Santo che è modello di santità, altro è la venerazione, l’adorazione, la Gloria e la Potenza che solo a Dio devono essere attribuite sul fondamento delle Scritture.
Apocalisse 4,11
“Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, per la tua volontà esistevano e furono create”.
7 APRILE 2025
CATTOLICI E CRISTIANI, LA DIFFERENZA
I punti d’attrito tra cristiani e cattolici sono pochi, sufficienti però a richiamare l’attenzione dei credenti sul modo di glorificare Dio.
CATTOLICI
Per i cattolici la fede è lo strumento attraverso il quale si ottiene la salvezza, che si mantiene mediante i sacramenti e le opere che sono in linea con gli insegnamenti delle Scritture.
I cattolici inoltre pongono sul medesimo piano l’autorità della Chiesa e l’autorità della Bibbia, che tendono ad interpretare con metodo allegorico, in ragione del distico medioevale “Littera gesta docet, quid credas allegoria“, ovvero “la lettera (il testo) dimostra i fatti, ciò a cui devi credere lo spiega l’allegoria“.
I cattolici a differenza dei cristiani, si accostano a Dio anche mediante la preghiera ai Santi i quali, in talune situazioni, mediano la relazione tra il credente e l’Eterno.
CRISTIANI
I cristiani sottolineano come i cattolici l’essenzialità delle opere e dell’obbedienza alle regole sacramentali, tuttavia opere e regole non sono il mezzo, né la condizione che mantiene la fede ma il risultato di quest’ultima.
Per i cristiani la Bibbia è autorità super partes, è la costituzione di tutte le leggi vigenti al mondo, per cui non sussiste ordinamento o istituzione che possano equipararLa.
Nelle Scritture c’è tutto il necessario alla formazione del credente. Ogni cristiano attraverso la Parola di Dio ha il dono di crescere emancipandosi dalle mondanità maligne, di maturare e di rimanere allineato con la Grazia ricevuta riguardo al Futuro Eterno.
L’analisi letterale e indipendente della Bibbia rende di fatto evidente la subalternità della Chiesa alle Scritture, la Chiesa e i fedeli sono formati dalla Parola di Dio.
I cristiani infine e differentemente dai cattolici, stabiliscono la relazione con Dio direttamente senza intermediari. Non pregano i santi e si rivolgono soltanto al Padre Eterno nelle richieste di sostegno.
CONCLUSIONI
Le differenze tra cristiani e cattolici si basano sui versi della Bibbia e sull’interpretazione tendenzialmente letterale delle Scritture. Non vi è personalizzazione ideologica.
Nei vangeli c’è chiaro riferimento al fatto che Dio desidera che i credenti facciano a Lui preghiere, chiedano a Lui direttamente di cosa hanno bisogno, senza l’intercessione dei santi.
1 Timoteo 2,5
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù
Quest’ultimo aspetto controverso, da elaborare per un cattolico che vuole abbracciare la morale cristiana, non nega la santità di Maria o degli angeli, ad esempio, che non sono chiamati ad intercedere nella relazione tra Dio e il credente.
Ebrei 4,16
Perciò, avviciniamoci con piena fiducia al trono di Dio, per ottenere la sua piena misericordia e trovare la grazia che ci aiuti nel momento del bisogno.
Matteo 7, 7-8
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Filippesi 4,6
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
1 Giovanni 5, 14 – 15
E questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. 15E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto.
Di conseguenza, poiché Gesù ha pagato per tutti sulla croce, una volta che si è creduto nella Trinità: in Dio, in Gesù Cristo e nello Spirito Santo, si riceve il dono della Salvezza, indipendentemente dalle opere.
Le opere e la Chiesa sono forme di rispetto e di obbedienza che partecipano alla glorificazione di Dio, ma non determinano la Salvezza che è dono.



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