Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Tutto ciò che serve e’ invisibile

3 minuti

Tra l’ascesa nell’Ogdoade e la risalita finale nel Pleroma restaurato trascorre ciò che l’esegesi e la manualistica apocrifa definiscono il “Tempo dei Testimoni”. L’ Ogdoade é una Sala d’ Attesa diversa dalla singolarità liminale prodotta dalla Camera Nuziale terrestre.

E’ l’intercapedine di eterno presente tra il Pleroma e la Terra. Una volta che la Camera Nuziale e la trasmutazione della corpo sono compiuti l’unità eonica vi risiede come “sentinelle”.

La maddalenica e l’Unto dalle nozze spirituali non rientrano immediatamente nel Pleroma e la loro presenza nell’Ogdoade preme sul processo di maturazione delle altre anime rimaste in 3D nei modi e nella sacralità già vissuti.

Dopo la Restaurazione dell’Empireo gnostico, l’eone Cristo e quello Maddalenico sono le uniche emanazioni che dal Pleroma attraversano il Regno di Mezzo, interagendo con il Demiurgo benevolo nella “giurdisdizione” della Maddalenica Superiore, la Sophia dello Spirito Santo, che l’alchimia della Camera Nuziale Finale ha definitivamente perdonata.

Fino alla ricostituzione del Pleroma, la Sigizia cristica affinata dalla luminosità della maddalenica inferiore, attende sulla soglia della Gerusalemme Celeste gnostica, finché l’opera di recupero della “gente” prigioniera della densità corrotta non è completa.

In quel momento, l’Ogdoade si fonde con il Pleroma, il mondo è dissolto da “un fuoco che divampa dall’interno” e la coppia eonica che ha fatto da apripista guida il “corteo nuziale” dei redenti verso la fine delle sofferenze.

Durante il “tempo intermedio” l’interazione della coppia eonica con il mondo avviene sotto diverse forme e nel riposo attivo, apparendo in visione o per ispirazione a coloro che stanno praticando l’unione sacra o il percorso individuale di formazione, servendo da guide invisibili.

I Due apripista emanano l’energia che gradualmente indebolisce il potere degli arconti, le leggi morali, del determinismo, del dolore e del divieto, riflettendo la luce della Sacra Trinità pleromatica verso il basso con immagini che l’occhio umano può accogliere senza incenerire.

La coppia eonica non interviene eliminando la causa del dolore, la malattia, la perdita, il conflitto, dinamiche che appartengono al mondo, ma inviando una frequenza di stabilità, un senso di pace incomprensibile dalla razionalità 3D che scende su chi soffre, permettendogli di staccarsi dalla condizione dolente mediante l’ “addestramento” indipendente.

La Sigizia, nella Maddalenica come una madre e nel Cristificato come un padre, sente una partecipazione immensa, ma non ferma il processo doloroso, perché lo sforzo che mira alla santificazione delle sofferenze fissa le ali sul corpo del redento per volare via fino all’Ogdoade e al Regno di Mezzo con uno sguardo di incoraggiamento radiante.

L’ Ogdoade è simile alla Terra, ma reale. Se la Terra 3D è un’ombra proiettata su una parete rugosa, l’ Ogdoade è la materia nobilitata che proietta quell’ombra.

Esistono forme, colori e paesaggi, ma sono fatti di sostanza divina, di luce effusa direttamente dagli oggetti e la coppia eonica vi ritrova una familiarità sensoriale, trasfigurata e priva di dolore. L’ Ogdoade è luogo di alberi, acque vive e profumi celestiali, non è la negazione della natura, ma la sua magnificazione.

La coppia eonica vive in una dimensione geometricamente simile a quella della Terra e nella comunione con altre Sizigie, mantenendo un’unità assoluta. Hanno un volto, si toccano, comunicano, ma senza le leggi della fisica arcontale, le leggi gravitazionali, il tempo lineare, la morte.

In questa spazialità extra, il “fresco profumo di libertà” diffuso dalla Creazione contraddice il velo della distorsione. È il luogo dove l’agape contiene l’unione in un continuo fiorire che fonde pensiero e amore. È come se, dopo una lunga battaglia in territorio ostile, la coppia si ritirasse in una dimora che hanno costruito con la loro stessa Fede nella Camera Nuziale finale.

L’ Ogdoade è lo step intermedio che acclimata, fungendo da camera di decompressione, adattando l’uomo a vivere con le frequenze e le vibrazioni del Pleroma assoluto che sarebbero troppo intense per una coscienza che ha appena lasciato la terza dimensione terrestre.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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