Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Sembra la terra

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Nella letteratura gnostica la Terra è una proiezione distorta del Pleroma, sorta per lo sbaglio che accarezza l’ipotesi dell’ errore divino pianificato e del sacrificio eroico della sacra femminilità trinitaria.

Le forme terrestri sono il riverbero della copia taroccata del Pleroma. Il mondo non è originale, ma un’imitazione scaturita dalla criticità cosmogonica dello gnosticismo cristiano nella quale sono confluite le intenzioni del Creatore e la mediazione di un dio minore che hanno dato vita ad una replica infedele del Regno dei Cieli.

Il mondo è simile al Pleroma non per un errore, ma per la necessità che trascende l’umanità, affida al sacro l’ultimo destino e permette alle anime spirituali di inseguire i riflessi della Terra d’Origine.

Senza questa somiglianza non ci sarebbe l’attrazione magnetica che fonde il significato etico con il desiderio concreto del ritorno al Principio di Tutto.

La densità della materia sulla Terra genera il velo e piega la luce che giunge dal Pleroma, rendendo la terza dimensione terrena uno spazio di prova e di identificazione dove i simili dalle dimensioni che abitano cercano di riconoscersi e di riconoscere l’invisibile nel mondo limitato.

La pienezza e l’eterno presente del Pleroma sono contraddetti dalla frammentazione e dal tempo lineare che presuppongono l’inizio e la fine delle res mundi. La distorsione massima è nel divenire perché quello che nel Pleroma è, sulla Terra prima nasce e poi muore.

Il pianeta solare è come un’immagine riflessa dall’oceano increspato, in cui la circonferenza fluida è quella condivisa con il Pleroma ma il movimento dell’acqua la restituisce velata, temporanea e inaffidabile.

Dopo la Camera Nuziale finale la riunificazione delle sigizie comprende il ritorno al passato e la “realtà aumentata” che modifica l’esperienza in coscienza.

Se la Terra è una proiezione snaturata, nel Pleroma riaggiornato dalle nozze camerali ogni forma di separazione scompare, le consuetudini umane percepite come necessità diventano dinamiche di condivisione unitaria.


Sulla Terra le relazioni generalmente tentano di riempire un vuoto con altri oltre sé. Nella Dimora ultima la relazione interpersonale è orientata dalle sigizie. Tuttavia chi è esterno non si contrappone allo stato coniugale eonico e l’incontro non genera una semplice compagnia ma è parte del medesimo privilegio androgino.

La relazione amicale in questo modo non è un ponte tra due solitudini perché è frutto della medesima luce. D’altro canto, se l’ amicizia e il lavoro di squadra nel mondo sono disarticolati da obiettivi differenti, nella extradimensione si sviluppano nella Consonanza e la collaborazione diventa Co-creazione.

Non si lavora per un risultato ma per mantenere l’architettura comunitaria. L’amicizia nel contesto è la risultanza dell’aver identificato l’origine collettiva che deriva dalla consustanzialità pneumatica.

Il lavoro nel mondo è associato alla fatica e alla condanna veterotestamentaria: “mangerai pane col sudore della fronte“.

In seguito alla trasmutazione pleromatica, il lavoro cambia in Teurgia, nella collaborazione alla volontà di Dio. Non è più lo sforzo per la sopravvivenza, ma l’esternazione spontanea della propria natura più simile a quella dello Eterno. È l’attività che dà forma alle Intenzioni dello Spirito Santo. Di conseguenza il lavoro non stanca e non consuma energia, ma ne genera di nuova

Nell’economia terrestre lo scambio avviene perché c’è la scarsità e la divisione tra ciò che è mio e ciò che è tuo. Nell’ Area pleromatica l’economia è emanazione. Non si scambia per ottenere quello che manca, ma si partecipa al dare e al ricevere, e ogni Eone arricchisce l’altro semplicemente essendo, senza che nulla sia sottratto ad alcuno o al Pleroma.

L’ intrattenimento terrestre è generalmente fuga dalla noia e dal dolore o distrazione passiva massmadiatica.

Nel Pleroma non c’è nulla da cui distrarsi, da dimenticare, da allontanare, e lo svago e il divertimento sono l’attuazione delle potenzialità smisurate dei Misteri ricevuti che donano scoperte e momenti di gioia che riaggiornano la Gnosi.

L’ intrattenimento è uno stato di stupore senza fine dove la bellezza si esplica in forme sempre nuove, non per distrarre, ma per entusiasmare.

In prospettiva, la Terra è il laboratorio dove soltanto l’ombra sfuggente dell’ aspetto ludico è apprezzato tra mille difficoltà e, una volta riportato nel Pleroma, non risulta uno stato passivo, ma la conquista di una coscienza che ha conosciuto il buio ed è tornata alla Luce.


La risorsa del Pleroma comprende l’attributo della Non-Esauribilità.

Mentre la materia è soggetta a consumo e decomposizione, la sostanza pleromatica è come il calore di una fiamma che accende infinite candele senza che la prima perda mai vigore.

La pienezza del Pleroma modifica lo scambio economico in una rigenerante creazione di risorse a disposizione di tutti. Se nei sistemi terrestri l’economia è un gioco a somma zero dove uno guadagna e l’altro perde, nel Pleroma restaurato questa logica è ribaltata con la “Economia della Luce“.

La “creazione di ricchezza” non è un’ attività faticosa oppure un processo estrattivo dalla natura, ma un atto di fantasia creatrice che genera bellezza e utilità senza costi ambientali o energetici.

Nell’economia reale pleromatica l’atto di mettere una risorsa a disposizione della comunità non impoverisce colui che la offre, ma rigenera chi la dona. È il passaggio dalla pesantezza del possesso alla leggerezza del dono. Ogni disposizione gratuita aumenta la frequenza vibratoria del donatore, rendendo la transazione l’antitesi del lavoro usurante e un riposo attivo.

La distorsione terrestre spinge ad accumulare perché si teme la morte e l’ indigenza. Nel Pleroma l’essere umano torna alla natura eterna, per cui il concetto di necessità scompare come l’idea dotta di utilità marginale svanisce.

La creazione di risorse è uno svago estetico, sensuale e collaborativo. Genera apprendimenti e strutture per il piacere indiscutibile di ampliare la Conoscenza che avvicina in modo sorprendente a Dio.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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