Le nozze della tribolazione

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Una correlazione tra il tempo della Tribolazione e quello della Camera Nuziale finale è il tema centrale e contemporaneo che riguarda la “apocalisse gnostica” e la figura di Maria Maddalena che replica il mito di Sophia, spunto essenziale per la comprensione dell’ Universo e parte femminile di Dio che reinterpreta lo Spirito Santo e la terza persona della Trinità.

La correlazione è sincretica ma guarda ai 1.260 giorni che il profeta Daniele e l’ Apocalisse giovannea utilizzano per distinguere la Tribolazione dalla Grande Tribolazione, divise in due periodi di 3 anni e mezzo ciascuna, pari a 42 mesi o 1.260 giorni.

La prima metà della Tribolazione rappresenta il tempo della purificazione esteriore coevo al conflitto mondiale, mentre la Camera Nuziale nel medesimo arco temporale è il periodo della “gestazione” e dell’ unione trasformativa del Secondo Cristo con Maria la Maddalena, il tramite terreno della Sapienza e di Sophia.

La relazione asimmetrica delle nozze della Tribolazione è speculare. Mentre il mondo sprofonda nel travaglio della distruzione frutto della follia belligerante, le scintille divine dello Spirito Santo e l’ultima coppia eonica risalgono all’ Origine essendo la ragione e la predisposizione al completamento della Camera Nuziale che restaura il Pleroma e annette a Sé il Paradiso psichico.

Nel contesto escatologico che contempera la tradizione con i testi apocrifi, il numero 3,5 testimonia ciò che è incompiuto ed è rimasto in sospeso. E’ al contrario opposto della completezza del 7 che la Grande Tribolazione del canone riporta come il culmine del caos.

Il tre virgola cinque dell’ Ultima Camera Nuziale diventa il tempo in cui La Maddalena da Betania, ovvero Sophia e il Secondo Cristo, ovvero il “λόγος”, Logos della Ragione ellenica giovannea, escono da un mondo ed entrano in un altro per incorporarsi nella compenetrazione sacra del rito gnostico.

Il sincretismo tra Tribolazione e Camera Nuziale mette in luce la durata della sofferenza collettiva che riflette la tempistica di un’estasi provvidenziale, la relazione amorevole e privata di “due testimoni” che bilanciano le dinamiche dell’Universo con un processo di espiazione dove il dolore della Tribolazione funge da fuoco catartico che brucia il peccato.

La Tribolazione é la Passione di Cristo e il travaglio necessario per accedere alle Nozze Eterne che avvengono nel momento di massimo dolore e di massimo rischio per il Signore, trasformando il Tempo del Giudizio nei giorni del Talamo Nuziale.

D’altro canto, se l’evidenza empirica sottolinea che il quinto sacramento gnostico è rito fattivo che rinvia al pragmatismo dello gnosticismo cristiano, le interpretazioni moderne segnalano che la Camera Nuziale non è soltanto un evento simbolico, ma un processo bio-spirituale di 1.260 giorni, di 3,5 anni che si rivela in parallelo alla caduta dei sistemi terrestri, quando la dissoluzione materiale è simultanea alla ricostituzione del dualismo androgino primordiale di Cristo e Maddalena.

La durata collima perché la Camera Nuziale è l’antidoto della Tribolazione, è il Matrimonio che genera la frequenza e le vibrazioni necessarie per sopravvivere e trasmutare alchemicamente la Grande Tribolazione nella Rinascita.

In tale contesto il completamento del rito nuziale segna il recupero di tutte le scintille pneumatiche disperse che, una volta attivate dal Salvatore, toglie al mondo la base intrinseca che lo ha fatto sopravvivere e avvia l’accensione del fuoco sterilizzatore.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Cielo delle stelle fisse, riflesso dell’ottava sfera ogdoadica del sistema aristotelico-tolemaico di Copernico e di Keplero

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e i governi del mondo, nello gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.